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Social media marketing: la guida definitiva step by step 4/6


La quarta tappa del nostro corso di social media marketing

L’altra settimana abbiamo fatto il giro di boa, e oggi siamo arrivati alla quarta lezione su un totale di sei del nostro corso di social media marketing.

Ma dimmi un po’, dopo questa prima parte di viaggio passata insieme: hai già iniziato a mettere in pratica qualcosina di tutto quello che ti ho insegnato nelle prime lezioni?

Lo scopo di questo mio corso per social media manager è proprio quello di esporti qualcosa di assolutamente pratico, proprio perché sono convinto che per diventare davvero bravi ed efficienti nel mondo del social media marketing sia necessario fare più esperienza possibile. E di esperienza insieme in questo corso di social media marketing ne abbiamo già fatto molta: ti senti un po’ diverso? Magari non ora, ma tra due lezioni dovresti di certo, come recita l’antico proverbio cinese:

Chi torna da un viaggio non è mai la stessa persona che è partita

corso Social media manager

Spero proprio che questo percorso insieme ti stia fornendo tutti gli strumenti e gli spunti per diventare un ottimo social media manager. E per assicurarmene, direi che posso dare il via a questa nuova lezione del nostro corso di social media marketing!

Dove eravamo rimasti con l’ultima lezione?

Insomma, è arrivato di nuovo il momento di tuffarci di pancia in una nuova lezione del nostro corso social media marketing. La prima cosa da fare, però, è riepilogare tutto quello che ci siamo detti la settimana scorsa, così da essere sicuri di poggiare la lezione odierna su delle basi belle solide.

Ebbene, se non mi ricordo male nell’ultima puntata ci eravamo detti che gli obiettivi editoriali sono importanti, e che devono essere compatibili con gli interessi del tuo pubblico a target.

Oltre a questo abbiamo spiegato perché le rubriche e le categorie sono indispensabili per monitorare e pianificare il lavoro da fare, e abbiamo guardato come crearle e pianificarle in modo efficiente.

Guardando alle attività concrete del social media manager abbiamo poi stabilito che per poter dare il meglio di sé senza sprechi di tempo e di risorse è necessario poter contare su in Back office in atmosfera protetta, evitando così tutte le distrazioni più nocive. Infine, abbiamo capito come sfruttare la rete per trovare dei nuovi collaboratori: le attività che ci mettono in difficoltà possono infatti essere portate a compimento da chi le sa fare meglio e più velocemente di noi.

Perché non avvalersi di questi aiuti extra?

Pianificare, e poi pianificare ancora

Abbiamo visto dunque il riassunto della settimana precedente. Di fatto, se  sotto tortura dovessimo riassumere in un solo concetto tutto quello che ci siamo detti fino ad oggi in questo corso di social media marketing, potremmo dire che il social media manager deve puntare alla sostanza, e non fare come quelli che continuano «a bere pessimo vino preoccupandosi che i calici siano di cristallo».

Ho preso in prestito le parole di Mirco Stefanon per sottolineare il fatto che nel web marketing, oggi, la qualità di ciò che fai è la vera moneta che ti permette di giocare le tue carte all’interno del mercato digitale.

In questo settore stracolmo di informazioni, dove tutti sono in perenne comunicazione, l’unico modo per essere sicuri di portare a casa il risultato è quello di preoccuparsi della qualità, della sostanza e del valore. Mai come oggi bisogna dunque concentrarsi sui contenuti, e non sprecare invece la maggior parte delle risorse sugli elementi secondari come gli aspetti estetici del sito e le sue grafiche. Quello che devi fare è invece pianificare e quindi pianificare ancora, dando valore alla tua comunicazione.

Proprio per questo, oggi parleremo di copywriting, di scrittura, e quindi di come dare del valore a ciò che dici.
E ricordatelo sempre: se non sai cosa dire, è meglio che stai zitto, che ti fermi, che pianifichi quello che devi fare, e che da lì inizi a muovere i tuoi passi con piede più fermo.

Social media manager: non è (solo)  una questione di tools, ma di mentalità

Le difficoltà ti si presenteranno sempre, non esiste un tool che di colpo risolve tutti i tuoi problemi: per quanto questo sia un corso di social media marketing volto alla praticità dunque, non possono che avvisarti che non ci saranno mai abbastanza strumenti per eliminare ogni criticità dal tuo lavoro di social media manager!

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In sostanza, allora, devi organizzarti al massimo, e lavorare ogni giorno per aggiungere un piccolo tassello al tuo puzzle, concentrandoti sull’essere e non sul fare: con questa mentalità sarai sempre in grado di risolvere il prossimo problema.

Ancora prima dei tools, dunque, servono metodo, organizzazione e pianificazione, perché le attività e le cose da fare nel social media marketing sono davvero parecchie, ed è bene quindi centellinare l’uso del tempo nel migliore dei modi.

Saper scrivere sui social

Dunque, riepilogando, oggi parleremo di:

Social Copywriting: parleremo dunque di alcuni dei principali fattori di successo evidenziati da studi recenti nella creazione di contenuti testuali per i social media

Scrittura persuasiva: vedremo insieme i 6 – giustamente – famosi principi della persuasione, e discuteremo di come potrai utilizzarli a tuo vantaggio sui social media

Sono due argomenti giganti, enormi, davanti ai quali non ho e non posso avere la presunzione di affermare che in questo post – per quanto bello ciccione – affronteremo tutti gli aspetti ad essi collegati. In un corso di social media marketing come questo possiamo solo accennare alle meraviglie del social copywriting e della scrittura persuasiva, intorno alle quali sono sono state scritte intere enciclopedie.

Quello che vorrei riuscire a trasmetterti è però quello che ho capito durante la mia personalissima esperienza, ovvero quello che secondo me è più importante, in quanto funziona effettivamente – o almeno, nel mio caso ha funzionato!

Ma… i compiti a casa li hai fatti?

Dopo questa introduzione vorrei dunque passare al sodo di questa nuova lezione del nostro corso di social media marketing, ma ho ancora una cosa che devo dire prima di iniziare. Eh sì, vorrei proseguire, ma ho questa domanda che mi ronza in testa…. Hai fatto i compiti per casa che ti avevo affidato alla fine dell’ultimo post?

hey ma hai fatto i compiti a casa per diventare un social media manager?

Quanto vorrei poter passare tra i banchi di questa aula immaginaria e vedere se tu e gli altri fedeli lettori avete effettivamente fatto i compiti! Aspetta, aspetta, cosa mi stai dicendo?

Mi stai forse dicendo che non li hai fatti?

Tranquillo, non siamo più a scuola, non c’è nessuna nota sul registro, nessun brutto voto, nessun castigo e nessuno ti metterà dietro la lavagna con il cappello da asino… macché: io voglio convincerti che devi fare i compiti delle passate lezioni e anche di quelle future perché solo così puoi davvero assimilare tutti questi gli insegnamenti pratici di questo corso di social media marketing. Molti studi scientifici hanno del resto dimostrato che la quantità di nozioni apprese dipende in larghissima parte dal tipo di stimolo ricevuto, in base al quale, per l’appunto, le percentuali memorizzate sono le seguenti:

20% ascoltare
50% vedere e ascoltare
90% fare

Insomma, ascoltando e basta una lezione frontale si finisce per molto poco.

statistiche social

Con un supporto visivo, si riesce a combinare qualcosa di più. Ma con degli esercizi, è tutta un’altra storia! È solo attraverso l’esperienza che un corso di social media marketing come questo  può produrre un risultato concreto! Insomma, se non hai fatto le attività settimanali volta per volta, la tua situazione è più o meno questa:

corso di social media marketing

Senza esercizi quella che ti resta in mente è soprattutto una gran confusione, perché nella tua testa – se non metti in pratica quanto appreso – restano alcuni concetti di social media marketing sparsi qui e lì, senza però aver memorizzato anche i fondamentali collegamenti tra l’uno e l’altro.

Quindi, per sottolineare ancora una volta l’importanza dell’esercizio, ti ripeto anche oggi la massima dell’altra volta di Bob Proctor: «non saprai mai quello che sei capace di fare fino a che non provi»!

bob Proctor frase celebre

 

Dunque… prova!

Social Copywriting: e se ti dicessi che devi invitare i tuoi utenti a cena?

In qualità di social media manager devi capire che, se vuoi davvero convincere quelli che stanno dall’altra parte dello schermo con le tue attività, con le tue rubriche e con le tue categorie, insomma, con tutto quello che vuoi dire, devi iniziare a ragionare come se li stessi invitando a cena.

No, tranquillo, non devi iniziare un corso di cucina ultrarapido parallelo a questo corso di social media marketing, né dovrai aprire un conto nel ristorante sotto casa. No: quello che voglio dire è che i social sono un luogo in cui la gente si incontra per parlare, per socializzare, proprio come succederebbe intorno ad un tavolo ben imbandito.

teoria dell'invitare gli utenti a cena nel social media marketing

Questo è il mondo dei social, e quanto più sarai in grado di entrare in relazione con gli altri utenti, tante più chance avrai  di poter parlare loro di quello che fai, mettendo loro stessi nella posizione di ripetere a qualcun altro tutto quello che hanno imparato sulla tua attività.

Alla quarta lezione del nostro corso di social media marketing, infatti, dovresti aver capito che gran parte della potenza dei social è costituita proprio dal passaparola!

Conosci il tuo pubblico

Se hai fatto tutti compiti per casa e le attività che ti ho suggerito nelle prime lezioni di questo corso di social media marketing, posso presumere che tu abbia raccolto tutti gli indizi chiave per capire il tuo pubblico, che ti sappia disegnare la tua persona tipo e che tu quindi abbia già un’idea del tuo interlocutore, un’idea abbastanza precisa e ponderata.

Attraverso l’analisi del tuo target, dunque, adesso sai di chi sono i tuoi interlocutori, e conosci i loro interessi e le loro preferenze. Insomma, ti trovi esattamente e con cognizione di causa nella condizione di iniziare a parlare di quelle cose che hanno realmente la capacità di coinvolgere questo pubblico.

social media conoscere il proprio pubblico

Non hai invitato a cena degli sconosciuti, intorno al tuo tavolo non ci sono degli estranei, no, hai radunato delle persone delle quali conosci già le preferenze: sai se sono vegetariane, se hanno degli ingredienti preferiti, sai quale musica mettere in sottofondo e sai persino se non tollerano qualcosa. Comodissimo, no? In questo modo puoi offrire ai tuoi utenti i loro piatti – contenuti – preferiti.

Social Copy Tips

Ma guardiamo per un po’ oltre al mero contenuto del tuo post, e pensiamo invece alla forma che quello stesso post deve avere. Pensi che la forma non faccia differenza?

Quanto ti sbagli!

Ti do 3 consigli più 1su come scrivere i tuoi prossimi post su Facebook: seguili tutti quanti, e ti accorgerai sicuramente della differenza!

Il titolo, mettilo in evidenza!

Come potevo non iniziare dal titolo? Per prima cosa, devi metterlo in evidenza.

Non ti devi infatti dimenticare che su Facebook la bacheca si muove in verticale, dall’alto verso il basso, e tutto quanto scorre veloce: quel titolo, dunque, entrerà nello spazio visivo dei tuoi utenti per pochissimo tempo, e in quei pochi istanti dovrà rapire la loro attenzione.

Quindi se il tuo è un post di testo, mettilo in maiuscolo (ma mi raccomando, metti in maiuscolo solo il titolo, perché altrimenti il tono di voce risulterebbe sgradevole, come se TU STESSI URLANDO A SQUARCIAGOLA). Il titolo, dunque, deve essere grande, per dare agli utenti la possibilità di capire che quel post è effettivamente pensato per loro: quale spreco enorme sarebbe se quel contenuto cucito su misura per qualcuno non venisse letto dai destinatari principali?

Supporta il tuo testo con un’immagine!

In questo corso di social media marketing ti ho già parlato altre volte del potere delle immagini: sono abbastanza sicuro di aver tirato in ballo anche le neuroscienze per spiegarti quanto un’immagine sappia fare più di un testo e in meno tempo, no?

Ecco, se possibile, dunque, supporta ogni tuo testo con un’immagine, così da rafforzare il tuo messaggio e dare agli utenti un ulteriore elemento immediatamente visibile, tale da bloccarli all’istante mentre fanno scorrere la pagina.

Utilizza i paragrafi per creare degli stop!

La paragrafazione è importante. Ti stai domandando cosa ci può essere di fondamentale nella suddivisione del tuo post testuale in paragrafi?

Ma è ovvio! Questa spaziatura aggiuntiva ci permette di saltare da un blocco di testo all’altro, evitando il problema del pippone micidiale che nessuno trova il coraggio di leggere, eliminando quindi già in origine la brutta impressione tipica dei muri di testo che nessun utente ha voglia di affrontare sbattendoci contro la testa.

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Ma la paragrafazione, oltre a rispondere ad un puro aspetto estetico, permette inoltre di inquadrare bene i macro-argomenti trattati nelle varie aree del testo, così da aiutare l’utente ad andare lì dove c’è qualcosa di davvero interessante per lui. Non dimenticarti che stai scrivendo dei post in rete, e non dei capitoli del tuo prossimo libro a stampa!

La lettura che si fa sullo schermo di un computer, di un tablet o di un cellulare è molto più dinamica e veloce di quella che si farebbe invece su un normale supporto cartaceo, proprio perché si tende a saltare da un punto all’altro del testo, con un approccio del tutto utilitaristico. Per questo motivo, sul web, i blocchi di testo infiniti sono del tutto sconsigliati, in quanto gli utenti in media non hanno né il tempo, né la pazienza né tantomeno l’intenzione di affrontare dei fiumi infiniti e ininterrotti di parole. Le dinamiche in rete sono diverse, e per essere sicuro di venire letto dai tuoi utenti, devi spezzare il più possibile il tuoi testi sui social: dai respiro ai tuoi post!

Parla alle persone, non agli utenti!

L’l’ho già detto, ma lo ripeto, poiché questo concetto difficilmente entra nella testa dei social media manager al primo colpo: gli utenti non sono delle creature strane che vivono nella rete, no sono delle persone, come me, te e tutti gli altri lettori di questo corso di social media marketing online.

Non stai cercando di convincere un algoritmo, una calcolatrice o un alieno con la faccia quadrata, un orecchio in fronte e 8 file di denti, ma una persona in carne ed ossa.

social media tips1

Ecco, con questi social copy tips hai qualche possibilità in più di attirare e mantenere per un po’ l’attenzione degli utenti. Ma attenzione, c’è un’altra cosa che non devi assolutamente scordarti: Facebook ha l’orribile vizio di tagliare i nostri post dopo la quarta riga. Però tu lo sai già in partenza, e per questo non ti fai fregare, scrivendo sempre e comunque delle premesse uguali i minori a quattro righe, dico bene? In caso contrario, vedendo il tuo messaggio troncato malamente lì, tra una parola e l’altra, quasi nessun utente sarà portata a investire il proprio tempo per aprire quel post che ad un primo sguardo sembrerà buttato sulla sua bacheca senza nessuna attenzione!

Ma… gli avverbi li vogliamo usare oppure no?

Adesso, dunque, sai come strutturare al meglio il tuo messaggio sui Social Media. Ma cosa effettivamente devi scrivere per avere più successo?

No, non parlo del contenuto, quanto invece delle parole che concretamente dovrai prediligere per ritagliarti un bel posticino nella mente degli utenti. Devi usare tanti superlativi assoluti?

Oppure un casino di verbi, magari tutti quanti al trapassato remoto?

A dare risposta a queste nostre impellenti domande arriva un’analisi molto interessante di bufferapp.com, per la quale sono stati analizzati la bellezza di 200.000 link.

Ti pare poco? Ebbene, questa ricerca certosina è stata fatta per far capire a tanti social media manager in erba e non come comunicare efficacemente per ottenere un buon CTR.

Aspetta… ho detto proprio CTR?

Ecco, lo sapevo: ti sei dimenticato cosa vuol dire CTR. Eppure lo hai ancora sentito, magari eri persino andato a leggerti il significato su Wikipedia… ma te lo sei dimenticato.

Il Click Through Rate, se vogliamo parlare come mangiamo, è un valore che ci dice né più né meno i click che andiamo a prendere rispetto al pubblico potenziale. Insomma, è quel valore che ci dice come sta andando un post, una campagna pubblicitaria… se 1000 persone guardano un post e 10 persone ci cliccano sopra, allora il CTR di quel post in particolare sarà dell’1%. Se i click saranno 60, si volerà invece al 6% e via dicendo: più reazioni saranno in grado di stimolare i tuoi contenuti, maggiori saranno i tuoi CTR.

Cosa diavolo hanno combinato dunque quelli di Bufferapp per capire come avere dei CTR più alti sui social media?

Ebbene, sono andati a vedere quali parti del discorso attirano più azioni da parte degli utenti.

Il risultato, come puoi vedere da questa immagine, è che i verbi e gli avverbi sono molto più efficaci rispetto ai sostantivi e agli aggettivi. Quindi non farcire i tuoi post di magniloquenti aggettivi – stupendo, bellissimo, fortissimo – ma usa invece i verbi e gli avverbi, più concreti, i quali funzionano davvero un sacco.

indagine di buffer app sui social media

Gli aggettivi potevano magari funzionare quando i consumatori credevano ancora nelruolo delle pubblicità esplicite: ora non più. Apriresti forse un post su Facebook solo perché il suo titolo afferma che si tratta di ‘un contenuto bellissimo!”?

No, a meno che a postarlo non sia stato un tuo amico oppure una tua amica, quel superlativo assoluto non ti spingerà di certo a fare un click. Interessantissimo, fantastico, comodissimo, queste parole, a mio avviso, con le loro esagerazioni, hanno preso il triste cammino della pubblicità in TV, e in quanto tali ‘puzzano’ di pubblicità a miglia di distanza!

E se questo è un mio pensiero personale, le statistiche di Bufferapp sono invece incontrovertibili e scientifiche. Insomma, hanno analizzato 200mila post, mica la pagina Facebook del tuo vicino di casa sessantenne pieno con la bacheca piena di kafffeeé!

Quello che sta succedendo, dunque, è che la gente non la freghi più, non siamo così scemi da lasciarci fregare da superlativi come ‘bellissimo’ etc, in quanto il nostro cervello ha elaborato degli alert appositi, i quali ci dicono che una determinata cosa puzza un po’ di pubblicità. Per essere più genuini, più spontanei e meno ‘venditori porta a porta’, dunque, dobbiamo cercare di utilizzare più verbi e avverbi, dicendo le cose come stanno: non stai cercando di vendere delle forbici taglia-tutto in uno stand nel bel mezzo di una fiera! Sei un social media manager, e come tale devi saper indirizzare onestamente le azioni dei tuoi utenti a target senza far mai venir meno un profondo rispetto nei loro confronti. Stai leggendo un corso di social media marketing, non una serie di post che ti porteranno a vendere materassi e pentolame in acciaio Inox con Giorgio Mastrota!

4 consigli che un social media manager dovrebbe tatuarsi sugli avambracci

guida social media marketimg-4 consigli utili

Parla dei benefici.

Quando parlo di qualcosa, non stare a ripetere ‘bellissimo, stupendo, favoloso’, ma parla direttamente dei benefici di quel prodotto, di quel servizio o di quell’azienda, ovvero di ciò che realmente può interessare all’utente.

Insomma, prima devi capire cosa può davvero essere intrigante per gli utenti e solo dopo, una volta ricevuta questa illuminazione, potrai iniziare a scrivere concretamente i tuoi post.

Risolvi i problemi comuni

Questa è una grande opportunità, non lasciartela scappare! Prova a risolvere i problemi comuni dei tuoi utenti: se riuscirai a farlo, avrai guadagnato degli utenti fedeli che potrebbero persino azionare un benefico passaparola. Non sai come iniziare per risolvere i problemi dei tuoi utenti?

Ebbene, potresti cominciare evidenziando le carenze dei tuoi competitor, mostrando per esempio come e perché i tuoi prodotti riescono ad essere più utili, più duraturi, più efficaci… in questo modo riuscirai ad entrare in relazione con i tuoi utenti!

Mostra i vantaggi reali

Non perdere tempo nel raccontare alle persone che i prodotti della tua azienda fanno delle cose incredibili: dimostralo! I social sono quella piazza virtuale in cui tu puoi esporre liberamente la tua merce, e se questa è interessante, la gente si avvicinerà spontaneamente. Ma affinché questo accada non devi limitarti a ‘raccontare’ i benefici dei tuoi prodotti, devi anche mostrarli.

Concentrati sul tu e dimentica il voi

No, non sei il Papa in Piazza San Pietro, e non sei nemmeno il politicante di turno sul palcoscenico in piazza davanti alle oceaniche folle inneggianti il suo nome – solitamente qualche decina di esaltati e niente più.

No, tu sei davanti ad uno schermo e dall’altra parte di esso, nella maggior parte dei casi, c’è una sola persona. E tu ti stai rivolgendo direttamente a quell’unica persona, non a tutto il mondo, non all’Italia intera.

Devi esserne consapevole, così da evitare di trattare quell’unico solitario utente – immerso in un mare di centinaia o migliaia di utenti altrettanto ‘soli’ – come se egli fosse una goccia dispersa e irriconoscibile in un mare vastissimo, come se a te, di quell’individuo, non importasse nulla.

Ma è per quell’utente solitario, è proprio per tutti quegli utenti singoli che tu stai lavorando così alacremente! La cosa più onesta ed efficace che puoi fare, dunque, è usare il tu, proprio perché devi portarne a casa uno per uno.

I quattro errori di social copywriting da evitare come la peste

Ecco, ti ho dato dei consigli preziosi sull’approccio giusto da utilizzare per i tuoi post sui social network. Ma come ha già avuto modo di scoprire molte altre volte durante questo corso di social media marketing, oltre a dare consigli sulle pratiche da seguire, mi piace davvero molto indicare anche gli errori da evitare.

social media errori fatali del social media manager

A livello di copywriting, ma soprattutto di contenuto e di modalità espressiva, infatti, ci sono molti possibili atteggiamenti sbagliati che devi imparare ad evitare. Vuoi sapere quali sono questi errori? Io li vedo molto spesso, e sono abbastanza certo che da oggi in poi imparerai a riconoscerli anche tu a colpo d’occhio!

Vantarsi di qualcosa

Affermare di essere il più figo del mondo, come abbiamo già detto, non funziona né nella vita reale, né nel social media marketing. Le tue pagine sui social, dunque, non devono essere né sfacciatamente egocentriche né tanto meno auto-celebrative.

Scambiare i social con uno spot televisivo

Guardati intorno: sei su Facebook, su Twitter, su Instagram, non in uno spot pubblicitario televisivo! Per questo motivo, dunque, non devi continuare a spammare pubblicità dalle gambe cortissime, ma devi invece instaurare un dialogo costruttivo con i tuoi clienti.

Credere alle favole

Ti stai domandando cosa intendo quando dico che non devi credere nelle favole? Quello che voglio che tu capisca a questo punto del nostro corso di social media marketing è che non puoi e non devi credere che le persone che sono dall’altra parte dello schermo siano disposte a fare cose che tu non faresti nemmeno sotto tortura. Ogni volta che ti muovi sui social media, dunque, devi pensare che dall’altra parte c’è qualcuno come te, con le tue medesime esigenze, delle persone intelligenti che vanno convinte con dei mezzi altrettanto intelligenti.

Insultare e parlare male

Dici che è scontato? Dici forse che non dovrei nemmeno perdere tempo e spazio in questo corso di social media marketing per dire che insultare e parlare male non è un buon metodo per portare avanti la propria attività di social media marketing? Ecco, ne sarei convinto anche io… non fosse che sui social si vedono di continuo esempio di questo atteggiamento improduttivo e pure burino. Non c’è niente da fare, è una questione di buon senso ancor prima che di esperienza: se gestisci i social network di un’azienda, non puoi parlare male di chi lavora con te, né di qualcun altro. Tu non sei l’amministratore di quelle pagine per fare delle chiacchiere da bar, no, sei il social media manager di quelle aziende e devi tenere alta la loro immagine!

Arrivano i mostri

Vuoi degli esempi di gestioni grottesche di pagine Facebook? Ti accontento subito! Prima ti ho detto che non devi scambiare i social network per un uno spot pubblicitario. Ebbene, c’è perfino qualcuno che fa di peggio, che finisce cioè per confondere la bacheca social dei suoi utenti come una cassetta delle lettere in cui infilare a sproposito la propria pubblicità.

social media tips: a nessuno interessa la pubblicità

Ma a nessuno, perlomeno suo social, interessa la tua pubblicità: quante volte devo ripetere che su Facebook, Twitter, LinkedIn e compagnia bella ci si connette per costruire delle relazioni, e non per intasare di pubblicità i propri follower?

Di esempio negativo ti faccio vedere solo questo per due motivi: per prima cosa, preferisco parlare delle cose che funzionano piuttosto che di quelle che non funzionano; per seconda cosa, con questo esempio abbiamo fatto il botto. Come hanno fatto anche solo ad immaginare una cosa del genere? Non solo stanno intasando i propri utenti di pubblicità, ma lo stanno facendo anche in una maniera doppiamente malata, andando a pubblicare per decine di volte delle foto – proprio così, delle foto – dei propri volantini pubblicitari. A chi mai potrebbe interessare questo tipo di comunicazione? Se la tua risposta è diversa da ‘nessuno’, beh, sei fin troppo generoso. E quel che è peggio è che la rete pullula di esempi orripilanti come e più di questo.

Social media manager: burattinaio o lupo?

Sui social network le dinamiche, dunque, non sono diverse da quelle della vita reale! Lì come qui, le persone che ti piace ascoltare non sono né invadenti, né logorroiche, né completamente montate. Devi dunque essere in grado di pianificare un robusto piano di comunicazione per essere in un secondo tempo capace di ottimizzare quello che tu stai dicendo alle persone, ed è esattamente questo che ti sto insegnando lezione dopo lezione in questo corso di social media marketing. Sei tu, sei tu l’individuo che tira le fila degli utenti e che guida la comunicazione aziendale, ma questo non ti dà il potere di dire e fare quello che vuoi. No, perché in realtà non sei un burattinaio, sei un social media manager, e come tale hai bisogno delle reazioni e del coinvolgimento del pubblico. Come diceva lo scrittore britannico Rudyard Kipling, Nobel per la Letteratura nel 1907,

La forza del branco è il lupo, e la forza del lupo è il branco

Nel social media marketing funziona esattamente così. Tu da solo, tu da sola, lì, alla tua tastiera, non basti, non sei il risultato finale. Il risultato finale è invece costituito da quello che nasce tra te e le persone, è questa la logica alla quale, a mio avviso, bisogna prestare il massimo dell’attenzione quando si lavora sui social. Tutti quello che andrai a scrivere dovrà sempre mirare al soddisfacimento massimo delle esigenze di chi sta dall’altra parte dello schermo. Quindi sì, sui social potresti essere persino un capobranco, ma resterai pur sempre un lupo: senza il tuo branco, non riuscirai ad essere nulla.

Da utente a persona, I sei principi della persuasione

Parlando di contenuti e di social media marketing non possiamo ovviamente evitare di parlare dei principi di persuasione. Non sai assolutamente di cosa sto parlando? Bene, allora apri bene le orecchie perché – a mio avviso – siamo arrivati ad una delle parti più hot del nostro corso di social media marketing.

social media persuasione

Devi infatti sapere che ci sono delle regole che permettono di convertire l’utente in persona, che consentono cioè di attivare l’attenzione di chi sta dall’altra parte dello schermo. A metterle nero su bianco è stato lo psicologo statunitense nonché professore di marketing Robert Cialdini, famoso in tutto il mondo proprio per i suoi sei principi di persuasione, pubblicati nel suo libro Le armi della persuasione.

Ecco, quello che andremo a fare adesso insieme è applicare i principi della persuasione al Social Copywriting, per instaurare con le persone in rete una relazione reale ed immediata.

Questi principi li trovi applicati nell’impredibile post dedicato al Neuro Marketing!
Leggi l’approfondimento: 
Neuromarketing. 17 Tecniche di Persuasione Digitale (che devi provare).

 

Reciprocità

Questo primo principio ci dice molto semplicemente che siamo portati a contraccambiare in modo simile ciò che una persona ci dà.. In altre parole, se io ti do una cosa, tu ti senti subito dopo in dovere di contraccambiare, e secondo Robert Cialdini, dobbiamo contraccambiare in modo simile, è una cosa innata.

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Hai presente l’imbarazzo che si crea quando due persone si scambiano dei regali e uno dei due è incredibilmente più bello, sfarzoso e costoso dell’altro?

Ecco, l’imbarazzo che si crea è proprio per il principio della reciprocità. Ti stai domandando come possiamo utilizzare la regola  della reciprocità nel social media marketing per attivare chi sta dall’altra parte dello schermo?

Beh, semplice, possiamo offrire del valore agli utenti: puoi dunque dispensare contenuti gratuiti, come degli ebook, dei codici sconto, o in linea generale dei contenuti sufficientemente utili e apprezzabili da spingere quella persona a sentirsi in dovere di contraccambiare, magari con una semplice condivisione, o con una email di ringraziamento, o addirittura comprando un tuo prodotto. Secondo questa semplice regola, dunque, se noi siamo capaci di offrire del valore, dall’altra parte dello schermo ci sarà qualcuno che raccoglierà e riconoscerà come tale quel valore e sarà di conseguenza maggiormente disposto a fare qualcosa per noi.

Coerenza

Altro principio di persuasione è quello relativo alla coerenza: una volta presa una posizione, siamo infatti portati a comportarci coerentemente  con questa.

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Come possiamo sfruttare questo atteggiamento quasi innato degli utenti nella nostra attività di social media marketing? Ebbene, il punto di partenza è capire che, se riuscirai a far fare ai tuoi utenti una piccola azione, quelli saranno poi maggiormente disposti a farne una seconda ed una terza.

Pensa per esempio a tutte quelle volte in cui – nell’acquistare i biglietti del treno online, per iscriverti ad un servizio etc – ti si sono presentate dapprima due semplici form di inserimento, e poi nella pagina seguente tutte le altre. Magari se le avessi scorte tutte insieme in un primo momento avresti semplicemente rinunciato, cadendo vittima della nostra innata pigrizia. Avendo però già compilato i primi due campi, il nostro ineludibile principio di coerenza ci spinge a compilare anche tutte gli altri.

Con dei piccoli accorgimenti di questo tipo, dunque, puoi portare le persone a fare delle azioni piccole e poi leggermente più grandi, così da ottenere agevolmente dei like, delle condivisioni e molto altro. Utile il principio della coerenza, vero?

Ma quante cose utilissime stai imparando in questo corso di social media marketing? Ebbene, in base al principio di coerenza, se la quinta e la sesta lezione si rivelassero più noiose, tu saresti portato ad arrivare comunque fino all’ultima riga dell’ultimo post. Ma non temere: questo corso di social media marketing ha in serbo ancora tantissime sorprese per te!

Riprova sociale

Questo principio si basa su un comportamento che ci sembra corretto nella misura in cui lo stanno adottando anche gli altri. Insomma, se tutti fanno così, significa che quella determinata azione è quella giusta da compiere, no? Anche nel social media marketing la leva della riprova sociale sui social è una di quelle più utilizzate.

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E non si parla per ipotesi o per sentito dire: molti studi hanno dimostrato che, soprattutto nelle situazioni nelle quali non sappiamo come comportarci, finiamo per imitare gli altri.

È il principio della riprova sociale che ti spinge – al di là della qualità delle pagine – a mettere il tuo mi piace ad una pagina seguita da 100.000 persone piuttosto che ad un’altra che piace solamente al suo amministratore, a sua madre e a sua sorella, no?

Maggiore sarà il seguito, del resto, maggiore sarà l’autorità della pagina (ma questo lo vedremo poi). Il tuo gioco, in questo senso, deve essere quello di puntare i riflettori sul tuo stesso pubblico, su chi ti segue, così da far vedere a tutti che se tante persone ti seguono anche tutti gli altri potrebbero farlo con profitto. Non a caso, del resto, la maggior parte degli e-commerce di successo hanno ormai attivato e messo in evidenza una sezione dedicata alla recensioni, la quale tra le altre cose va ad innescare il meccanismo virtuoso della riprova sociale

Il gradimento

Inutile nasconderlo, anche perché sono degli studi scientifici a dimostrarlo: preferiamo accettare richieste dalle persone che ci piacciono.

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Un esempio d’uso di questa tecnica di persuasione si può trovare in quelle applicazioni social che hanno accesso ai ‘Mi piace’ degli utenti e che quindi possono citare automaticamente le celebrità ad essi maggiormente gradite. Cosa vuol dire tutto questo?

Beh, che il gradimento è importante, importantissimo. Hai presente i testimonials degli spot pubblicitari? Perché c’è George Clooney a fare quelle pubblicità delle cialde del caffè, e non il tuo vicino di casa pensionato (sì, lo stesso che tutti i giorni scrive ‘buongiornissimo, kafffèeè’)?

Semplice, invece di Caio Sempronio c’è Clooney perché ci piacciono i suoi film, ci piace lui, è un soggetto ad alto gradimento. Ecco, con le dovute attenzioni, possiamo fare la stessa cosa anche sui social: se tu per esempio stai gestendo le pagine social di un’azienda che tratta dei prodotti ecosostenibili e rispettosi dell’ambiente, in quel caso potresti utilizzare delle citazioni o delle immagini di personaggi famosi che si battono per l’ambiente e che sono compatibili per il tuo target (quindi torniamo all’inizio del nostro corso di social media marketing, all’analisi, per capire chi ti trovi davanti). In questo modo, proprio come fanno gli spot televisivi, riuscirai ad attivare l’interesse delle persone  sfruttando il loro gradimento verso quella tipologia di personaggio. Di fatto, questo principio di persuasione è alla base di una grandissima parte delle comunicazioni pubblicitarie degli ultimi decenni, e questo approccio non dà segni di invecchiamento, anzi. Includi dunque nel tuo piano degli elementi di questo tipo, magari creando delle rubriche apposite all’interno delle tue categorie.

Autorità

Quante volte hai sentito parlare del fascino della divisa? Ebbene, cosa vuol dire questo topos? Significa semplicemente che siamo più disposti ad accettare delle richieste da chi percepiamo come autorità piuttosto che dal primo passante che incontriamo per strada. Se una determinata richiesta te la faccio io tu mi dici di no, ma se te la fa un vigile in divisa, beh, è tutto un altro paio di maniche, non è vero?

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Tranquillo, io stesso mi comporterei come te, e così farebbero tutti i quelli che stanno seguendo questo corso di social media marketing. Parlando di autorità non si parla ovviamente delle sole forze dell’ordine, ma anche di esperti dei vari settori, professori, allenatori e via dicendo… Vuoi un esempio molto famoso che, tra le altre cose, descrive egregiamente anche il potere del principio di autorità?

Molto bene, vedrai che questo esempio ti colpirà non poco. Hai mai sentito parlare dell’esperimento di Milgram? Nel 1961 – ai tempi del processo contro il nazista Adolf Eichmann – lo psicologo statunitense Stanley Milgram volle trovare una risposta alla domanda «È possibile che Eichmann e i suoi milioni di complici stessero semplicemente eseguendo degli ordini?».

In altre parole, dunque, ci si domandava fino a dove ci si potesse spingere nell’eseguire le richieste assurde di un individuo autorevole.

Dei soggetti ignari vennero assoldati per quello che sarebbe dovuto essere un esperimento sulla memoria. Tutti i soggetti ignari venivano quindi automaticamente assegnati al ruolo di insegnante, mentre dei collaboratori preparati rivestivano il ruolo di allievi.

Divisi a coppie, gli allievi e gli insegnanti venivano dunque portati in stanze in cui era predisposta da una parte una sedia elettrificata e dall’altra un generatore: l’ignaro insegnante doveva sedersi alle leve per azionare il generatore, l’allievo invece veniva suo malgrado posizionato sulla sedia elettrificata. Lì partiva il ‘test’: l’insegnante doveva fare delle domande di ordine mnemonico all’allievo, per poi azionare delle scosse elettriche di potenza crescente ad ogni suo errore. Ovviamente non c’era nessuna corrente nella sedia elettrica, ma l’allievo era in realtà un attore preparato per gridare di dolore, per supplicare pietà e infine, raggiunta una considerevole mole di errori e quindi di ‘scosse’, di svenire.

Durante tutto questo processo l’insegnante ignaro era affiancato dai ricercatori, i quali lo esortavano a continuare, dicendo, frasi del tipo «è assolutamente indispensabile che lei continui» e via dicendo.

Stanley Milgram experiment

Ebbene, fino al 65% degli insegnanti ignari, mosso dall’invito dell’autorità, azionò le scosse elettriche. Certo, ci furono delle lamentele, delle esitazioni, ma il risultato non cambia: quasi 7 persone su 10 esercitarono della tortura fisica su altre persone, solo perché una supposta autorità gli intimava di farlo.

Come puoi capire, dunque, il principio d’autorità non va assolutamente preso sottogamba, è molto importante. Oggigiorno grazie ai social le aziende hanno la grande opportunità di ambire ad essere ritenute autorevoli, e a mio avviso questa è una delle opportunità più grandi che chi si occupa di social media marketing ha oggi a propria disposizione. Per attivare questo principio puoi sfruttare citazioni dei personaggi famosi, così da rimarcare il valore dell’importanza che tu e la tua azienda offrite.

Così come prima ti ho consigliato di sfruttare il gradimento, quindi, ora ti consiglio di sfruttare l’autorità, o ancora meglio ti invito a diventare personalmente una figura autorevole nel tuo campo: poniti questo obiettivo, poiché una volta che diventerai davvero autorevole nel tuo campo, le persone saranno più disposte ad accettare le tue richieste e anche a darti dei consigli e dei suggerimenti utili per la tua attività

Scarsità

Eccoci arrivati all’ultimo principio, che è forse anche quello più conosciuto. Questo principio di persuasione è quello che ti porta ad attribuire un maggior valore ad un’opportunità se questa è scarsamente disponibile. Meno ce n’è, più tu ti senti invogliato ad avere quella cosa.

Questo meccanismo non ti sarà certamente sfuggito.

scarsità e social media

Hai presente quando vai a prenotare il Bed & Breakfast per il tuo week-end romantico in Maremma e il sito di booking ti dice in tutta risposta di affrettarti nella prenotazione, poiché sono rimaste solo le ultime due camere disponibili? Ecco, questo messaggio di attiva a muoverti in fretta, ad eseguire immediatamente quell’azione che magari, diversamente, avresti posticipato, per poi magari rivolgerti ad un’altra struttura ricettiva.

Lo sapevi per esempio che non sono mai stati venduti tanti biglietti per voli Concorde quanti ne sono stati venduti poco prima della dismissione di questi aerei velocissimi?

lancio digitale marchi prodotti o servizi contatta roberto serra

Proprio così: non appena i media dichiararono che non ci sarebbero stati altri viaggi disponibili (proprio per la pericolosità di quei velivoli) iniziò il momento storico di maggiore vendita di biglietti. Quindi devi assolutamente ricordarti del principio della scarsità: nel momento in cui avrai una risorsa che starà via via diminuendo, potrai giocare a tuo favore questo aspetto.

Ecco, questi sei principi che abbiamo visto sono tutti spiegati nel dettaglio da Robert Cialdini e hanno come obiettivo far agire, attivare e coinvolgere gli utenti.

Se tu sarai capace di utilizzarli debitamente nella creazione dei tuoi contenuti e nella strutturazione delle categorie, sono certo che sarai in grado di portare le persone che ti seguono a compiere le azioni utili al raggiungimento dei tuoi obiettivi. Vuoi un consiglio da amico?

Acquista il libro Le armi della persuasione di Robert Cialdini, e quest’estate portatelo in spiaggia. Invece di fare le parole crociate, leggitelo con calma sotto l’ombrellone, vedrai che ti tornerà molto utile.

E se proprio non vuoi aspettare le ferie, ma fremi dalla voglia di conoscere meglio gli strumenti della persuasione di Cialdini, ho una vera chicca per te: a questo link trovi un video sottotitolato in italiano che ti propone e ti fa vedere l’applicazione pratica di tutti e sei i principi della persuasione.

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Anche questa settimana, dunque, siamo giunti alla fine. No, oggi non ti consiglio degli strumenti. Per la prima volta in questo corso di social media marketing salto infatti a piè pari la parte ‘Let’s tools’. E lo sai il perché? No, non lo faccio perché sono cattivo e non voglio più farti giocare con tutti i fantastici strumenti che ho scovato in rete. Lo faccio perché per la prossima settimana devi impegnarti al massimo nell’organizzare il tuo calendario editoriale!

I compiti per la prossima settimana

Programma la settimana: utilizza il calendario editoriale per pianificare il da farsi, realizzando sette post per la prossima settimana.

Trova una persona disposta a lasciarti dei feedback reali sul tuo piano editoriale (il tuo collega, la tua ragazza, il tuo ragazzo, tua madre, il clochard sotto casa, qualche altro utente del blog, insomma, chiunque sia disposto a leggere il tuo calendario editoriale con sufficiente occhio critico!)

Nella prossima settimana parleremo invece di:

Grafica ed elementi chiave: i fattori chiave di successo per la grafica della tua pagina Facebook.
Grafici, come farsi aiutare: come farsi aiutare e senza spendere una fortuna
Errori da evitare: gli errori comuni, quali sono e perché ci cascherai comunque
Elementi di forza e periodicità: a cosa devi fare attenzione quando progetti il layout della tua pagina.

Insomma, come vedi c’è tantissima carne sul fuoco anche per la prossima lezione. Nel frattempo… fiondati a lavorare sul tuo calendario editoriale!

 


Fai marketing ascoltando, non strillando.
Un abbraccio.

ROBERTO SERRA

roberto serra lancio digitale
Mi chiamo Roberto Serra e sono un digital marketer con una forte passione per la SEO: Mi occupo di posizionamento sui motori di ricerca, strategia digitale e creazione di contenuti.

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