social media manager guida step by step 3-6

Social media marketing: la guida definitiva step by step 3/6


Nel mezzo del cammin.. per diventare social media manager

Eccoci qui: siamo arrivati esattamente alla metà del nostro corso di social media marketing. Cribbio, mi sembra di aver pubblicato il primo post su come diventare social media manager soltanto ieri, e invece sono già passate tre settimane. Evidentemente sto invecchiando!

In ogni modo, per celebrare questo traguardo insieme a te che mi stai leggendo fedelmente lezione dopo lezione, ho deciso di confezionare un post molto carico, ricco di tantissime informazioni. Come si suol dire, dunque, bando alle ciance: non abbiamo certo tempo per dilungarci in introduzioni tediose e tentacolari.

Siediti, mettiti comodo, fai la punta alla matita per gli appunti, e inizia a goderti questa terza lezione sui rudimenti del social media marketing step by step.

Partiamo dall’inizio: cosa abbiamo detto di importante nelle prime lezioni del nostro corso di social media marketing? Beh, in realtà abbiamo visto talmente tante cose che fare un riassunto così, sui quattro piedi della mia sedia, non è certo semplice… ma ci possiamo sicuramente provare!

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Abbiamo detto prima di tutto che per riuscire nel mondo del social media marketing dobbiamo porci degli obiettivi precisi.

Ma non degli obiettivi qualsiasi: no, questi devono assolutamente essere monitorabili ed ottimizzabili.

Se i tuoi al momento non sono così, significa che ti stai in buona parte affidando al caso, e questa non è assolutamente la condizione produttiva che tu stai cercando. Quindi ricorda: obiettivi in testa – un po’ come il casco – sempre!

Poi abbiamo detto che in quanto social media manager ti devi saper dichiarare con semplicità, devi cioè saper dire chi sei in maniera semplice e precisa, utilizzando quella formula di valore che ti ho mostrato nella lezione di precedente (se da bravo scolaretto hai fatto i compiti per casa adesso dovresti già avere bella e confezionata la TUA formula di presentazione efficace).

social media formula

Tutto questo è fondamentale perché è proprio comunicando con le persone in modo efficiente che puoi attivare quell’utilissimo passaparola per dare verve al tuo business, ma la condizione iniziale affinché tutto questo avvenga è proprio quella di immettere la prima ‘parola’ da ‘passare’, no?

Se sarai capace di presentare te, la tua attività e i tuoi prodotti e servizi (o quelli del tuo cliente) in modo semplice, chiaro e conciso, le persone potranno condividere queste informazioni con altri, e ricorderanno a lungo la tua attività.

Poi abbiamo visto che il successo nel social media marketing è anche una questione di tono di voce.

social media pubblico e linea editoriale

Questo deve infatti essere adattato per ogni ambiente, poiché ogni social network richiede un tone of voice differente. Io – come anche i tuoi utenti – mi aspetto che tu sia in grado di esprimerti in un modo su Facebook, in un altro su Linkedin e in un altro ancora diverso su Twitter.

Utilizzare il tono di voce adatto è cruciale. Sbagliarlo, invece, può voler dire danneggiare la propria campagna di comunicazione, in quanto comunicare in modo improprio rispetto alla piattaforma utilizzata equivale molto spesso a mandare il messaggio sbagliato.

E poi, se ti ricordi – spero proprio di sì – nell’ultima parte dell’ultima lezione abbiamo visto che è necessario fornire degli elementi chiave chiari ai nostri utenti, così che essi – una volta arrivati sulle nostre pagine social – possano capire immediatamente dove si trovano e cosa devono aspettarsi dall’ambiente che li circonda.

Ecco, questo è il riassunto di quello che abbiamo detto fino all’ultima lezione del nostro corso di social media marketing.

Ti ricordavi tutto tutto? Avevi preso bene gli appunti?

Tirando le somme di tutti questi discorsi, il riassunto – la morale del bignamino della prima parte del nostro corso di social media marketing – è che tu, per essere un bravo social media manager, devi essere chiaro e trasparente, poiché dietro ai social ci aspettiamo – io, tu, i tuoi utenti – di trovare delle persone, non delle aziende fredde e asettiche prive di qualsiasi identità. Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest e Google+ e compagni non si chiamano certo ‘social’ a caso, no?

Per quanto virtuali, definiscono pur sempre degli enormi contesti sociali, e per questo è fondamentale manifestarsi su queste piattaforme come delle persone vere, vive, che interagiscono fra loro con passione e reciproco interesse.

In altre parole, dunque, non devi assolutamente incorrere nell’errore di proporti come un’azienda chiusa verso l’esterno e dai tratti disumani, in cui l’utente non sa e non saprà mai chi o cosa c’è dietro.

Ma di cosa parliamo oggi nella terza lezione di social media marketing?

Ok, dopo, dopo questo riassunto delle puntate precedenti per rimettere tutti in linea, possiamo entrare nel vivo di questa terza lezione di social media marketing.

Di cosa parleremo adesso? Rullo di tamburi: oggi affronteremo principalmente due macroargomenti, ovvero:

  1. Rubriche: cosa sono e perché non puoi farne a meno
  2. Back office: come organizzare l’ambiente ideale per scoprire, redarre e pubblicare i tuoi prossimi post

Insomma, come vedi oggi facciamo un passo bello grosso in direzione della produzione vera e propria del social media manager.

E vista l’importanza e la delicatezza di questa fase nell’attività di social media marketing ora farò del mio meglio per metterti di fronte in modo chiaro e cristallino tutto quello che in questi ultimi anni ha funzionato bene nel mio lavoro di produzione.

Sei pronto a entrare nel mio ufficio e scoprire come organizzo la produzione dei miei post? Bene, spalanca le orecchie, apri gli occhi, tieniti alla scrivania e chiudi le finestre, perché partiamo a tutta birra.

Ehi, ma tu sai in quanti modi puoi esprimerti sui social?

In quanto ‘social’, i social network ti danno l’opportunità di parlare con qualcuno.

Sta a te, però, trovare il modo giusto per esprimerti nel modo più efficace. Ti sei mai chiesto concretamente quanti modi ci sono per dire le cose sui social?

Mi piacerebbe risponderti che sono ’42’ (diamine, almeno una volta nella vita mi piacerebbe davvero rispondere come il computer Pensiero Profondo di Guida Galattica per Autostoppisti), ma ovviamente il numero reale è molto più basso.

Pensandoci un attimo, anche tu avrai sicuramente capito che i modi per comunicare nel social media marketing sono essenzialmente quattro, ovvero:

  1. testo
  2. link
  3. video
  4. immagini

Anzi, la risposta è così banale – niente confronto a ’42’, vero? – che tu potresti dirmi «Roberto, cribbio, che me lo dici a fare, lo so che ci sono tutti questi modi per comunicare sui social, embè?».

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Il punto, però, non è tanto il numero dei modi per esprimersi sui social, è piuttosto il fatto che, visto che sono più di uno, ma non sono nemmeno mille, mi aspetto senz’altro di capire quale di questi funziona meglio per il mio lavoro di social media manager.

Capire quale tipo di messaggio tra testo, link, video e immagini mi offre delle performance migliori sul piano del social media marketing, infatti, mi può permettere di massimizzare e ottimizzare i miei sforzi verso i miei obiettivi prestabiliti.

Per risolvere questo dubbio ci può aiutare questo interessante grafico di Marketingcharts.com su dati Adobe, in cui ci viene mostrato il cambiamento tra 2014 e 2015 nelle interazioni degli utenti ai vari tipi di post.

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Ebbene, una cosa lampante al primo sguardo è che le immagini giocano davvero un ruolo chiave.

Per capirlo, però, non ti serviva certo questo grafico: aprendo Facebook in qualsiasi momento puoi infatti trovare la dimostrazione certa che le immagini attirano in media più visualizzazioni, più like e più condivisioni dei semplici post di testo. Insomma, le immagini tendono a concentrare su se stesse un’importantissima fetta dell’attenzione degli utenti, e questo significa che con le immagini dobbiamo giocare con molta attenzione, perché se il modo migliore per dire una cosa è quello, allora è un bene che io mi organizzi esattamente in quel senso prima di pensare a tutti i miei post futuri.

Nella classifica proposta da Marketingcharts.com al primo posto ci sono quindi le immagini, seguite dai video, dai link e dal testo.

Il confronto tra il 2014 e il 2015 è interessante proprio perché in quell’anno i social media manager hanno capito davvero l’importanza, oltre che delle immagini, anche dei video: tra il gennaio del 2014 e quello del 2015 negli Stati Uniti sono infatti stati pubblicati il 94% in più di filmati su Facebook.

A farla da padrone, in effetti, sono sempre di più i video, ben più di quanto mostrato da questo grafico (poi c’è chi esagera un po’,come quelli di Brightcove, i quali hanno affermato che i video sui social generano il 1200% in più delle condivisioni rispetto alle combinazioni testo e immagine).

Iperboli a parte, non c’è dubbio che la soglia di popolarità dei video raggiunge dei livelli spesso incredibili, con dei tassi di conversione e di engagement estremamente importanti. Insomma, non ti voglio dire che le immagini valgono più dei video, ma ti dico che le immagini mantengono ancora una grossa fetta di interesse.

E poi c’è da dire che è molto più semplice, immediato ed economico (ti spiegherò dopo come) fare un post di successo con un’immagine piuttosto che produrre un video capace di diventare virale.

Le immagini sui social

Ma perché mai sui social le immagini funzionano così bene? Ci sarà pur un motivo, no? Capirlo può essere cruciale, perché una volta compreso possiamo poi replicarlo di post in post, così da generare interesse nei nostri confronti: del resto è proprio questo il nocciolo dell’attività del social media manager, non trovi?

social media marketing guida parte 3

Prima di tutto, le immagini nel social media marketing funzionano così bene perché sono dirette, richiedono meno attenzione rispetto agli altri contenuti, arrivano subito, e non richiedono alcun sforzo di elaborazione concreta da parte dell’utente.

Oltre a questo, le immagini hanno il potenziale per coinvolgere emotivamente chi le guarda, e sopratutto sono in grado di farlo in tempi brevi: hai presente invece quanto ci si mette a coinvolgere emotivamente un utente con solo e unicamente del testo?

Una foto ci può impiegare qualche centesimo di secondo, e nemmeno il migliore e più stringato dei testi può competere con una simile immediatezza. Infine, le immagini manifestano chiaramente l’identità della pagina, meglio di qualsiasi altro elemento.

Insomma, sono dirette, coinvolgono gli utenti e manifestano in modo chiaro l’identità di una pagina: ecco, queste sono le tre cose che a mio avviso possono raccontare in modo semplice perché le immagini lavorano molto bene.

Dobbiamo infatti ricordarci che, da un punto di vista prettamente cognitivo, l’elaborazione di un’immagine da parte del nostro cervello avviene in tempi brevissimi.

Ti faccio un esempio: se io ti mostro un foglio con il disegno di un quadrato blu, tu capisci subito quale figura ti trovi di fronte, e lo comprendi in qualche millesimo di secondo.

Se invece, senza alcun supporto cartaceo e senza fare i tipici gesti con le mani, mi metto a parlarti di una figura con tutti i lati uguali e con gli angoli uguali e che in tutto sono quattro, beh, la cosa diventa – per quanto leggermente – più complessa ,e quindi più dispendiosa in termini di tempo. Ecco spiegato, dunque, perché la forza delle immagini risiede nella loro immediatezza, ed esserne consapevoli ci può essere utili di volta in volta quando scegliamo le fotografie e le infografiche giuste per le nostre attività di social media marketing.

Volevo farti un esempio di un’immagine che può essere efficace sui social media, e ho scelto quella di Ceres perché indubbiamente, negli ultimi anni, questo marchio sta lavorando molto bene sul versante della comunicazione. Guarda questa immagine: non c’è solo la birra, c’è un messaggio, c’è il riassunto grafico del loro brand.

Questa fotografia è studiata a fondo, si compone infatti dei colori del marchio, le tonalità sono quelle: non è un semplice messaggio promozionale buttato a caso in mezzo alla folla, è invece un’attenta e succosa narrazione dell’identità di questa marca, con tutta una serie di elementi chiave per nulla scontati.

Impara dai migliori: quando usi delle immagini, dunque, fatti sempre due domande, cerca di capire se stai sfruttando fino in fondo tutte le possibilità che quel preciso tipo di supporto offre alla tua attività di social media marketing.

Certo, intorno alle immagini in un corso avanzato per social media manager ci sarebbe davvero tanto da dire… e visto che in questo senso c’è davvero tanto da imparare e da fare, entro la fine di questo post ti passerò un paio di dritte per cavartela al meglio con le immagini da utilizzare per i tuoi post, così potrai ambire a fare delle robe fighe come quelli della Ceres.

Pensi che sia impossibile? Pensi che le criticità sul tuo cammino verso un risultato simile siano davvero troppe? Ma scusa, tu hai scelto di seguire settimana dopo settimana il mio corso di social media marketing proprio per risolvere quelle criticità, no?

I 3+1 errori più comuni dei social media manager in erba per quanto riguarda la pubblicazione

Come potrei parlare di pubblicazione e di produzione dei contenuti senza prima parlare degli errori che ogni giorno vengono fatti da migliaia e migliaia di persone?

errori social media manager

Proprio così, ogni giorno qualcuno cade in uno di questi 4 tranelli: ci sono cascato io, ci sarai già cascato anche tu… ci cascano tutti, è praticamente un rito di passaggio per diventare un vero social media manager.

L’importante, però, è riconoscere l’errore in tempo, e soprattutto evitarlo attentamente in futuro.

Vuoi sapere quali sono i 4 principali errori nell’ambito della pubblicazione di contenuti? Eccoli qui:

Improvvisare quello che ti viene in mente al momento: non puoi postare quello che ti viene in mente al momento sull’onda dell’entusiasmo, assolutamente no, devi organizzarti, così da evitare continui salti nel vuoto con le conseguenti sonore e dolorose cadute. Il messaggio va organizzato, e solo così, tra l’altro, puoi monitorarlo e ottimizzarlo a dovere.

Oltretutto, continuando a pubblicare quello che ti salta in testa senza una vera pianificazione alle tue spalle, quello che ne uscirà – al di là degli effettivi risultati, che non potranno essere certamente rosei – non sarà la personalità dell’azienda o della attività che tu, in quanto social media manager, rappresenti sui social media, quanto invece la tua stessa identità.

Ma i tuoi clienti non ti pagano di certo per mettere – metaforicamente – il tuo faccione sulle loro pagine Facebook! No, loro vogliono che il loro business possa essere rappresentato e promosso al meglio sui social, e per fare questo l’attività di social media marketing ha bisogno di una pianificazione precisa e puntuale.

Parlare sempre di se stessi: io, io, io, e ancora io. Diciamolo, che palle!

Hai presente quando ti trovi ad avere a che fare con qualcuno palesemente egocentrico che parla sempre e solo di se stesso? Ecco, questo atteggiamento è poco tollerato nella vita reale e no, non può portare a buoni risultati nemmeno nel social media marketing.

Per fare bene il tuo lavoro devi invece a parlare degli altri e per gli altri, parlando cioè delle cose che interessano davvero i tuoi utenti. Analizzando la tua audience, come abbiamo visto della nella prima lezione del nostro corso per social media manager, capirai i loro interessi, e così potrai produrre dei contenuti che troveranno interessanti e congeniali.

Pubblicare a caso.

Spesso capita di pubblicare sui social dei contenuti in orari in cui non è possibile sfruttare la copertura massima. Dai, sono sicuro che questa non è la prima volta in cui senti parlare delle fasce orarie dei social. Il gioco è ovviamente quello di pubblicare i tuoi post negli orari che ti possono garantire una maggiore visibilità. Insomma, a che pro pubblicare degli aggiornamenti sulla pagina Facebook di un’azienda che produce cibo per cani alle 3 di notte?

Non organizzarsi.

Oltre ad essere l’ultimo degli errori della mia breve ma terribile lista, è spesso anche la somma o l’origine (dipende dal punto di vista) degli sbagli precedenti.

Senza organizzazione non puoi capire quello che sta funzionando e quello che non funziona, perché non puoi essere in grado di isolare le varie criticità per poi poterle sistemare.

Quando si parla di social media marketing si parla proprio dell’organizzazione e della gestione dell’attività sui social: non organizzare il proprio lavoro, per un social media manager, è dunque un vero harakiri, come lo sarebbe per un camionista non fare il pieno al proprio camion prima di partire, o per un panettiere non accendere il forno all’inizio del turno. Insomma, il social media manager può essere davvero qualsiasi cosa, ma mai e poi mai potrà essere un personaggio che improvvisa.

Ecco, questi sono gli errori più comuni che non devi assolutamente fare. Per evitarli uno dopo l’altro c’è però un metodo di cui nessun social media manager può fare a meno, ovvero l’organizzazione a rubriche dei propri contenuti. Non sai cosa sono le rubriche e perché dovresti usarle? Perfetto, perché è proprio di questo che andiamo a parlare!

Perché dovresti usare le rubriche nella tua attività di social media marketing?

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Domanda diretta e risposta fulminea: dovresti usare le rubriche perché ti permettono di capire quale post sta funzionando e quali invece no.

Se un determinato post è riconducibile ad un rubrica, infatti, tu sarai in grado di dire che la rubrica X funziona più o meno della rubrica Y, e così saprai dove concentrare i tuoi sforzi.

Le rubriche, inoltre, possono dare a te e al tuo cliente un’idea davvero chiara del piano editoriale elaborato all’inizio dei lavori: grazie ad esse puoi infatti discutere della tua attività con il tuo cliente senza timori di fraintendimenti, in quanto l’organizzazione a rubriche non lascia spazio a dubbi o angoli bui.

Un benefico effetto collaterale di tutto questo, poi, è il fatto che il cliente non potrà più avere il minimo dubbio che tu stia improvvisando qualcosa con in mano i suoi soldi.

Vuoi degli altri motivi per i quali tu devi assolutamente utilizzare le rubriche? Tranquillo, non sono a corto di cartucce.

Esse ti permettono di organizzare sia il tuo lavoro che quello del tuo team, grazie ad una strutturazione rigorosa del piano di pubblicazione. Infine, le rubriche ti permettono di stimare i costi della attività di social media marketing. Suvvia, ti ho visto: appena ho parlato di soldi hai drizzato le orecchie.

Tranquillo, è tipico: tutti i social media manager, come qualsiasi altro lavoratore sulla faccia della Terra, lavorano perlopiù per percepire un riscontro in termini di denaro.

Ma se quello è lo scopo di tutti i SMM, è anche vero che quando si parla di tariffe nel social media marketing di solito scende un velo pietoso misto ad omertà, e di conseguenza un social media manager in erba può trovarsi in difficoltà nel fare un preventivo puntuale per un proprio lavoro.

Non hai mai sentito parlare del criterio CPP, ovvero del criterio di costo per post? È molto semplice: se tu sai quanto ti costa in termini di tempo un post, e sai quanti post ci sono in una rubrica, allora sarai assolutamente in grado di redarre un preventivo piuttosto minuzioso.

Ipotizziamo che per quel cliente tu sia convinto di impiegare 15 minuti per ogni post. Se ogni rubrica contiene 4 post, questo vuol dire che ci vorrà un’ora per rubrica, e se le rubriche sono 5, le ore di lavoro saranno 5. Facile e senza margine di errore. Hai capito perché devi iniziare ad utilizzare le rubriche?

Ma allora, in fin dei conti, cos’è una rubrica?

Con rubrica intendiamo l’argomento principale trattato in ogni categoria al fine di sviluppare un determinato numero di post attinenti. Ti risulta chiaro? È una cosa semplice, non stiamo parlando di nulla di complesso. Abbiamo una categoria e poi abbiamo le rubriche: le categorie contengono le rubriche, e queste ultime contengono i post. Dire che è cristallino, no? Guarda questo schema che ti ho preparato.

social media manager cosa è una rubrica editoriale

Il tuo compito dunque è prima di tutto quello di individuare le categorie, e poi quello inserire in ognuna delle determinate rubriche ad hoc.

Utilizzando questo schema intuitivo avrai la possibilità di presentare il lavoro al tuo cliente in modo chiaro, e allo stesso tempo anche tu avrai uno strumento mnemonico di tutto rispetto per ragionare sulle tue attività di social media marketing.

Se vuoi dimezzare i problemi tipici dei social media manager della prima ora, dunque, la mia raccomandazione è quella di sfruttare il piano delle rubriche per confrontarti con il tuo cliente e con il tuo team, così da organizzare al meglio la tua attività a venire.

Ecco, in questo caso la mia categoria principale è ‘Social media marketing’, e le mia rubrica numero uno è ‘Post di successo’ mentre la numero due si chiama ‘Tools per il social media marketing’.

Il Social media marketing, dunque, è l’argomento principale delle rubriche di questa categoria, e non lo è a caso: visto che io, Roberto Serra, mi occupo giorno e notte di web marketing, so che all’interno del mio piano devo assolutamente, prima o dopo, parlare anche di social media marketing, e quindi lo inserisco categoria.

social media marketing uso corretto delle rubriche

E quest’ultima va ovviamente riempita con delle rubriche pertinenti: nella prima, per esempio, andrò a creare una serie di post settimanali che andranno ad analizzare le pubblicazioni di grande successo, mentre nella seconda, sempre con cadenza settimanale, parlerò dei migliori tools per chi si occupa di social media marketing.

Le rubriche, dunque, sono uno strumento perfetto per migliorare il livello della progettazione del tuo piano editoriale.

Vuoi che ti metta un po’ di strizza così da facilitarti un po’ il lavoro? (ma sì, lo sai anche tu che nei social media manager la carota va spesso accompagnata dal bastone, no?) Basta chiedere!

Ebbene, pensa che, se tu non riuscirai a progettare un piano editoriale, non avrai modo di parlare nel concreto con il cliente, e non riuscirai nemmeno a ragionare in modo chiaro sulle attività da portare avanti, e senza un piano chiaro non avrai neanche il modo di chiedere a qualcuno più forte di te se può darti qualche dritta.

Sarà tutto nella tua mente, ma il tuo cervello – per quanto fortissimo – non è affatto il supporto adatto per la pianificazione dell’attività di social media manager!

Quindi lascia stare le cose fatte a caso, crea le tue categorie, le tue rubriche (poi, alla fine del post, ti faccio vedere un tool a questo proposito che è una bomba allucinante) e inizia a lavorare in modo razionale, collaborativo e davvero produttivo.

Ma allora adesso che sai tutte queste fighissime, cosa devi fare?

Anche qui ti do una risposta a bruciapelo: ora che sai tutto questo, devi iniziare a sfruttare sul serio quanto hai capito durante l’analisi delle persone che vuoi raggiungere e, una volta definiti gli interessi del tuo pubblico target, puoi creare le prime rubriche sentinella e le prime categorie con gli argomenti maggiormente apprezzati.

Inizia da qui, e vedrai che il tuo piano prenderà forma molto velocemente.

Quindi ora hai le categorie, hai le rubriche… Pensi di essere apposto? Macché: dove pensi di andare senza sapere nulla dell’organizzazione del Back office?

ogni social media manager dovrebbe saper organizzare il proprio backoffice

Prima regola per organizzare un Back office efficace: non buttare via il tuo tempo!

A livello di schema ora ti è probabilmente più chiaro il metodo da seguire, ma è fondamentale anche saper organizzare il Back office.

Prima, però, devo fare una piccola premessa che può essere davvero cruciale, per te che lavori 8, 10, 12 ore al giorno (ehi, smettila di lavorare così tanto, non vorrai mica rubare il lavoro a tutti gli altri social media manager!) davanti ad un computer immancabilmente connesso alla rete.

Lavorare in rete, di fatto, significa avere il potenziale accesso a miliardi di strumenti diversi, molti dei quali, se individuati e sfruttati nel modo giusto, ci possono garantire talvolta un concreto risparmio di tempo.

Di fatto, tutti noi vorremmo fare di più in meno tempo: per guadagnare di più, per riuscire ad accontentare un maggior numero di clienti, per poter tornare a casa più presto la sera, per non perderci per l’ennesima volta l’inizio della partita… per riuscire a fare questo spesso e volentieri ci mettiamo alla ricerca di tools magici capaci di farci risparmiare un po’ di tempo, mai il 99% delle volte va invece a finire che perdiamo tutto il tempo che ipoteticamente avremmo potuto guadagnare lasciandoci ammaliare dalle mille distrazioni di cui la rete pullula.

Internet, quindi, è sicuramente ricco di strumenti utili, ma sono tutti quanti nascosti in mezzo a migliaia di distrazioni collaterali.

E lo sai perché succede tutto questo?

Beh, succede semplicemente perché i marketer e i neuromarketer sono sempre più bravi nel fare il loro lavoro, ovvero nel catturare la nostra attenzione, portandoci a fare cose che non avremmo mai programmato di fare.

Devi infatti capire che, in tutte le occasioni in cui ti metti davanti a Google per fare una cosa e ti ritrovi magari due ore dopo a fare tutt’altro senza aver concluso assolutamente nulla, beh, la colpa non è solo della tua patologica distrazione. No: questo assorbimento totale della tua attenzione è anche il risultato del progresso nel campo dell’advertising online.

Ogni singolo click che tu fai in rete ma che non avresti fatto in circostanze normali è infatti il frutto delle sempre più avanzate logiche di neuromarketing, le quali ormai sono praticamente ovunque. Tutto parte dallo stesso motore di ricerca: scrivi una qualsiasi sillaba sulla barra di Google e ti usciranno i più impensati dei suggerimenti, così da gettarti in un vortice di informazioni perlopiù non richieste e non ricercate.

Insomma, quello che ti voglio dire – oltre al consigliarti di approfondire le tecniche del neuromarketing, magari con il libro stupefacente di Andrea Saletti – è che la rete per un social media manager è allo stesso tempo uno strumento indispensabile ed un potenziale ostacolo al successo, proprio per la sua peculiare e devastante capacità di divorare il nostro prezioso tempo.

Come puoi strutturare il tuo Back office per lavorare velocemente ed efficacemente?

Partendo dunque dal presupposto per il quale la rete è un universo fatto di distrazioni, come possiamo strutturare il nostro Back office per accedere a tutte le informazioni che ci servono per lo svolgimento della nostra attività di social media marketing in un’atmosfera protetta?

social media manager il backoffice

Bada bene: quando dico atmosfera protetta non intendo che dobbiamo mettere in quarantena il nostro ufficio e far sterilizzare ogni foglio di carta che arriva sulla nostra scrivania.

No: intendo un Back office costituito da un ambiente in cui noi possiamo accedere e trovare tutto il necessario in modo veloce e diretto, senza nessuna distrazione, senza rompiscatole e soprattutto senza stimoli che ci potrebbero portare a fare altro. Così, in un ambiente protetto come questo, il nostro lavoro può davvero procedere in maniera spedita: accediamo al nostro spazio virtuale asettico, organizziamo le nostre fonti, le interpretiamo e quindi pubblichiamo i nostro contenuti.

Così sarebbe tutto liscio e bellissimo, vero? Ma come si può creare uno spazio di lavoro così efficace, nel quale accedere giorno dopo giorno per mettere le mani solo e unicamente sulle informazioni rilevanti per il nostro lavoro di social media marketing?

La soluzione, caro mio, si chiama aggregatore di feed RSS. Non è niente di nuovo, ma non sono poi molte le persone che lo sanno usare a dovere.

Aspetta… mi stai forse dicendo che non sai cos’è un aggregatore di feed?

Tranquillo, non è niente di difficile. Per spiegarti bene cosa è e a cosa serve, ti faccio un semplice esempio. Ipotizziamo che tu voglia fare una torta di fragole: vai su Google, scrivi ‘torta di fragole’ sulla barra di ricerca, e inizi a leggere le varie ricette, per individuare quella che più ti garba.

Ti usciranno torte di fragole con la panna, torte di fragole e banane, torte di fragole vegane senza uova, insomma, tantissime informazioni che tu dovrai scansare con maestria, fino ad arrivare, qualche minuto dopo (si spera) e con il fiatone, alla torta che cercavi fin dall’inizio.

Ipotizziamo dunque che quel particolare sito di ricette ti piaccia: se sei furbo, finirà quindi immediatamente nei tuoi preferiti, così da ritrovarlo subito la prossima volta senza fare tutta la trafila iniziale. Ecco, i Feed Rss sono l’elevazione al quadrato di questa tecnica.

Ti basta iscriverti ai feed di quel sito e poi, attraverso un software che si chiama aggregatore (più tardi te ne suggerisco uno che è una vera bomba) potrai avere sempre a portata di mano e senza perdita di tempo tutte le news pubblicate da quel sito, insieme a quelle degli altri portali da selezionati.

In parole semplici, dunque, i feed Rss sono degli strumenti che ti avvisano ogni qualvolta esce qualcosa di nuovo su un argomento che ti interessa (che sia la tua torta di fragole, Game of Thrones, le sabbiatrici industriali o le ultime news Peppa Pig) ti avvisano.

In questo modo, tutte le informazioni e gli spunti per la tua attività di social media marketing saranno riunite in modo ordinato nel tuo aggregatore di feed, e così avrai giorno dopo giorno nuova carne fresca con cui rimpolpare le tue categorie e le tue rubriche, il tutto senza alcuna distrazione e rallentamento da parte della rete – ovviamente starà poi a te controllare l’impulso irrefrenabile di aggiornare la homepage di Repubblica ogni venti minuti!

Senza un Back office organizzato efficacemente intorno ad un aggregatore di feed Rss ben strutturato, la vita del social media manager – soprattutto di quello con tanti clienti – può diventare un vero inferno.

Una volta che ti sarai abituato ad un utilizzare un aggregatore, i vecchi tempi passati a scervellarsi su Google alla ricerca di fonti pertinenti e interessanti ti sembreranno un buio e tetro Medioevo nel quale mai e poi mai vorrai rimettere piede, fidati di me!

Un Back office strutturato, dunque, serve prima di tutto per risparmiare tempo prezioso. Ma come si può realizzare un simile ambiente di lavoro? Non penserai mica che, dopo averti dato questa imbeccata, io non ti presenti anche i migliori strumenti per metterla in pratica, vero?

Let’s Tools: gli strumenti per il social media marketing, tra editing e aggregatori

Se ti ricordi, prima di ho parlato di alcuni tools che potrebbero fare al caso tuo per sfruttare davvero fino in fondo il potenziale delle immagini sui social media.

Molti social media manager infatti non riescono a trarre il massimo da questa tipologia di post, nascondendosi in parte dietro al fatto che per avere delle immagini belle e ad hoc ci vuole un grafico bravo e perfino un fotografo in gamba, oppure bisogna armarsi di Reflex, fare un corso di fotografia accelerato e subito dopo un altro di Photoshop, incrociando le dita sui risultati.

Fin qui, di fatto, non c’è nulla di sbagliato, è tutto vero.

Ma queste dure verità non escludono anche altre possibilità, anzi. Ti sei forse dimenticato che la Rete offre tantissime opportunità, e che Internet è davvero uno strumento in grado di connettere tra di loro delle persone con competenze differenti ma anche – per forza di cose – complementari?

Immagini: gli strumenti indispensabili

Fiver.com: il mondo a tuoi piedi, per 5 dollari

Il primo strumento che ti voglio presentare è dunque Fiverr.com il quale, per un social media manager solitario senza un intero studio di collaboratori alle sue spalle, può davvero essere una rivelazione celestiale.

In questo senso, d’ora in avanti, la tua carriera nel social media marketing potrebbe essere divisa in due epoche: prima della venuta di Fiverr, e dopo la tua scoperta di Fiverr.

Se ne accorgeranno i tuoi clienti, se ne accorgeranno i tuoi utenti, e te ne accorgerai anche tu doppiamente, analizzando i nuovi tassi di engagement sulle tue pagine.

Ma cos’è questo benedetto Fiver.com?

È una piattaforma americana dove trovi qualunque tipo di collaborazione a 5 dollari. Non 50, non 500, non 5.000 dollari, ma solo 5 dollari, praticamente 4 euro e mezzo: con quella cifra non compri più nemmeno una pizza margherita da asporto!

fiverr per il social media marketing

Ebbene, con quella cifra trovi dei freelance da ogni parte del mondo che ti possono aiutare a fare qualsiasi cosa.

Nel tuo caso, come abbiamo detto, l’obiettivo è quello di trovare un buon grafico che sappia fare il suo lavoro a dovere. Bene, ti basterà entrare nella categoria specifica di Fiverr.com, dedicata per l’appunto alla grafica e al design, e cercare quello che ti serve, dal logo alle illustrazioni, dalle copertine ai flyer: sono sicuro che troverai tantissimi freelance disposti ad aiutarti nel migliorare i contenuti per la tua attività di social media marketing.

Non ti piace l’idea di affidarti ad occhi chiusi ad un estraneo?

Beh, ovviamente questo non piace a nessuno, e proprio per questo sul Fiverr.com è possibile consultare la valutazione media di ogni singolo professionista prima di affidargli un compito – sia pure un incarico da soli 5 dollari.

Insomma, è un po’ il TripAdvisor dei freelance: se trovi un grafico con più di 5mila recensioni da cinque stelle, puoi stare certo che stai affidando il tuo piccolo progetto grafico ad un personaggio capace di fare il proprio lavoro, non credi? Se ti troverai bene con questo collaboratore a distanza, poi, il mio consiglio è quello di salvarti il suo contatto Skype, così da poterlo contattare direttamente nel caso di lavori futuri, magari più corposi di questa prima collaborazione occasionale da 5 dollari.

Vuoi un consiglio? Stai fermo qui, non andare a cliccare subito su Fiverr.com, in quanto difficilmente riusciresti ad uscire da quel mondo fantastico prima di sera: è un po’ l’Ikea dei freelance, sai quando entri, ma non quando ne uscirai.

Finisci la lezione insieme a me, e poi buttati pure con calma alla ricerca del grafico che più si addice alla tua attività, ma occhio: potresti saltare dritto dritto la cena e ritrovarti a notte fonda ancora lì alla scoperta di nuovi bravissimi – ed economici – freelance!

Ma dove le trovano tutti gli altri quelle immagini bellissime?

Come certamente saprai, non puoi prendere un’immagine qualsiasi e pubblicarla come se niente fosse! Se tu hai una pagina aziendale e pubblichi una foto di Mario Rossi senza avere il suo consenso, quello può venire da te, chiederti i diritti e complicarti non poco la vita – a te e al tuo eventuale cliente.

Non vorrai certo che succeda, no? Eppure, in giro per i social media ci sono delle pagine che che sfoggiano delle immagini davvero stupende. I casi sono due: o pagano fior fiore di diritti per acquistare quelle fotografie, oppure quei social media manager sanno perfettamente dove andare a cercare delle belle foto senza copyright, rilasciate cioè con licenza Creative Commons.

Vuoi entrare anche tu in questo secondo gruppo?

Occhei, allora ti confido un segreto: c’è un portale davvero fantastico che però, almeno in Italia, conoscono ancora in pochi – non chiedermi il perché, ma è proprio così – che si chiama search.creativecommons.org.

search creative commons

Questo strumento di permette di ricercare le immagini free all’interno dei maggiori portali, senza però spostarti da quest’unico e pratico sito: non devi andare tu manualmente a spulciare negli altri archivi, ci pensa la funzione CC Search, che è estremamente pratica!

Basta selezionare i portali in cui vuoi cercare (Google Images, Flickr, Pixabay…) inserire una chiave ricerca e guardare tutte le immagini libere che potrai utilizzare e persino modificare, nella certezza assoluta che nessun copyright verrà infranto. E, ovviamente, è tutto gratis, il che parlando di bellissime immagini non è per niente male, vero?

Back office, gli strumenti di cui non puoi fare a meno

Secondo me, il miglior aggregatore Rss in assoluto per un social media manager

Ma non ti avevo parlato solo di strumenti per le immagini, ti avevo parlato anche di aggregatori Rss, non è vero? Ecco, a mio avviso il migliore di tutti, soprattutto per chi si occupa di social media marketing, è Feedly.com, che ti permette di mettere assieme tutte le tue fonti preferite.

feedly per il social media marketing

Il suo funzionamento è molto semplice. Ipotizziamo per esempio che tu stia navigando su Internet, e che per puro caso, facendo zapping tra un sito e l’altro, tu finisca sul sito del New York Times – insomma, tanto di cappello, un signor sito.

Assumiamo dunque che che su questo preciso portale tu trovi qualcosa di estremamente interessante per la tua attività: naturalmente ti convincerai che magari anche il giorno dopo e quello dopo ancora possano effettivamente uscire sulle pagine di questo quotidiano delle notizie particolarmente succose e affini ai tuoi interessi. Per essere sicuro di non perdertele – e per essere certo di non dover sprecare tempo nel cercarle – tutto quello che devi fare è copiare il dominio del sito (ovvero in questo caso nytimes.com) e aggiungere questo contenuto al tuo Feedly.com, così da ‘abbonarti’ istantaneamente ad una delle sezioni offerte dal New York Times – a tua scelta tra cronaca, esteri, ambiente, politica, spettacolo, tecnologia etc.

In questo modo, quando accederai al tuo aggregatore, troverai – per esempio – tutte le notizie uscite nella sezione Tech nel New York Times. E nella cartella seguente, magari, potresti aver selezionato i contenuti della sezione tecnologia del Corriera della Sera, e così via, evitando così una volta per tutte di essere perennemente alla ricerca di informazioni in rete.

Ti voglio poi segnalare un’altra funzione di Feedly.com, ovvero la ricerca per argomento.

Andando direttamente sulla barra di ricerca del portale, se io scrivo per esempio ‘design’, lui mi dà in automatico come risultato una lista di siti da selezionare per trovare dei contenuti correlati alla mia chiave, dei contenuti che magari sui motori di ricerca avrei fatto fatica a trovare. La possibilità offerta da un aggregatore come Feedly, in sintesi, è quella di poter approfittare di tantissime informazioni utili, senza doverle rintracciare ogni volta.

Quindi, a livello di Back office, pochi strumenti possono risultare utili come un aggregatore di feed Rss. Il mio consiglio, a questo riguardo, è quello selezionare poche fonti ma potenti: tre ottime fonti possono darti più spunti di 30 fonti mediocri.

Semplicemente… Google Alert

Un altro servizio eccellente di content discovery è ovviamente Google Alert: probabilmente non conoscevi Feedly.com, ma sono certo che hai ancora sentito parlare del servizio Alert di Mister G.

Google alert per il social media marketing

Ipotizziamo che io voglia rimanere costantemente aggiornato ogni qualvolta in rete si parli delle Tartarughe Ninja (dai, non dirmi che non ti ricordi di Michelangelo, Raffaello, Donatello e Leonardo!).

Bene, mi basterà andare all’indirizzo google.it/alerts e scrivere ‘Tartarughe Ninja’ sulla barra di ricerca: mi usciranno tutte le anteprime degli ultimi contenuti relativi a quella mia chiave. E non è tutto qui: posso anche impostare un avviso automatico per ogni nuova notizia su questo argomento.

In questo modo, ogni volta che Google troverà un nuovo contenuto sulle Tartarughe Ninja, io riceverò prontamente un avviso via email. Se Maometto non va alla montagna…

Io adoro i diagrammi di flusso… e tu?

Ed eccoci arrivati all’ultimo tool della lezione.

L’ho tenuto per ultimo perché merita davvero un sacco, personalmente lo adoro, lo utilizzo tutti i giorni. Per cui fidati, ti sto suggerendo un software davvero fortissimo: hai mai sentito parlare di draw.io?

Beh, se questo nome ti suona del tutto nuovo, a me l’onore delle presentazioni. Questo è senza ombra di dubbio il paradiso delle mappe mentali, un tool fighissimo che ti permette di organizzare al meglio le tue categorie e le tue rubriche.

Ma andiamo con ordine: appena ti connetti con draw.io, la prima cosa che ti viene richiesta è il modo in cui vuoi salvare il tuo lavoro.

Puoi usare Drive, OneDrive, GhitHub, Dropbox oppure un altro device a tua scelta. Una volta decisa la destinazione di salvataggio, non ti resta che iniziare a creare il tuo diagramma.

Vuoi un esempio pratico di come dovrebbe essere un diagramma fatto da un social media manager per lo sviluppo del proprio piano editoriale? Non c’è problema: usandolo tutti i giorni ho fatto talmente tanti diagrammi che, mettendoli uno sopra all’altro, potrei arrivare fin sulla Luna, stirare la bandiera americana e mettere il mio bigliettino da visita vicino all’impronta di Neil Armstrong.

Eccoti qui l’esempio, dunque, l’esempio di un diagramma di flusso che ho fatto non molto tempo fa:

pianificazione-strategica-marketing

Come puoi intuire anche dal risultato, il funzionamento di draw.io è davvero pratico.

Disegni i tuoi rettangoli, in alto metti le categorie e collegate ad esse, in basso, le relative rubriche, così da avere uno schema visivo preciso di quello che intendi andare a fare. Sotto ogni rubrica puoi inserire i post che andrai a pubblicare giorno dopo giorno, e poi puoi andare a colorare ogni casella per differenziare a prima vista ogni elemento, o puoi cambiare forma ai vari competenze dello schema, etc.

Insomma, quanto parlavo del paradiso delle mappe mentali non scherzavo affatto: personalmente, io non riuscirei a vivere senza tutti questi schemi, i quali talvolta mi sembrano l’unica cosa che tiene collegato più o meno saldamente il mio cervello con il mondo reale.

Il bello è che questo diagramma, una volta creato oppure abozzato, puoi condividerlo con il tuo cliente e con il tuo team, i quali a loro volta potranno eventualmente modificare (se avranno il tuo apposito permesso) il diagramma di flusso da te generato.

Qui dunque, hai la possibilità di creare una rappresentazione grafica della tua attività da mostrare in modo semplice e ad effetto al cliente, e in più hai un un potenziale quadro chiaro di cosa sta funzionando e di cosa invece non sta funzionando: potresti per esempio colorare di rosso gli elementi che stanno andando male, di giallo quelli che se la stanno cavando e di verde quelli che stanno dando il meglio alla tua pagina.

Non saprai mai quello che sei capace di fare fino a quando non proverai a farlo

Questa è una frase di Bob Proctor, filosofo oltre che scrittore, personal coach, conferenziere, consulente d’affari e brillante insegnante del pensiero positivo e del miglioramento delle proprie potenzialità.

In parole più semplici, devi continuare a darci dentro, giorno dopo giorno.

Questo per dire, dunque, che tutti i trucchi per il social media marketing che stiamo vedendo devi metterli in pratica davvero: finché resteranno immobili sul tuo blocco degli appunti non potranno portarti da nessuna parte. Mettiti in discussione, realizza il tuo piano di categorie, scegli le tue rubriche, pianifica i tuoi post, non avere paura di sbagliare, insomma, fai!

Gli errori fanno parte del gioco, succedono tutti i giorni: evita i quattro errori che ti ho anticipato all’inizio di questo post, ma non temere di incappare in altri.

Dulcis in fundo… i compiti per casa, ovviamente!

Proprio così, nemmeno questa settimana sei riuscito a scamparla. Prima della prossima lezione del nostro corso di social media marketing ti chiedo dunque di:

  • Definire le tue categorie: usa tutte le informazioni ottenute dall’analisi del tuo target e definisci le tre categorie principali sulle quali vuoi lavorare

 

  • Trovare e pianificare le tue rubriche: individua quali rubriche sviluppare e utilizza il calendario editoriale per mettere in pratica quanto progettato.

Come vedi siamo finalmente entrati nel vivo: con la lezione di oggi abbiamo infatti organizzato tutto quello che ci serve per mettere a puntino il nostro piano editoriale. Dobbiamo però ancora affrontare il passo della pubblicazione vera e propria, e proprio per questo la prossima settimana parleremo di:

  1. Social copywriting: i fattori di successo ricavati dall’analisi di 200.000 post!
  2. Text formatting: come formattare correttamente tuoi post e guadagnarti l’attenzione massima dei tuoi visitatori.
  3. Gli errori comuni: quali sono, per quale motivo ci cascherai e perché ne devi stare alla larga.
  4. Scrittura persuasiva: i sei principi sui quali si basa, come e quando usarli a tuo vantaggio.


Fai marketing ascoltando, non strillando.
Un abbraccio.

ROBERTO SERRA

roberto serra lancio digitale
Mi chiamo Roberto Serra e sono un digital marketer con una forte passione per la SEO: Mi occupo di posizionamento sui motori di ricerca, strategia digitale e creazione di contenuti.

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