corso step by step per diventare social media manager 2/6

Social Media Manager: la guida definitiva step by step 2/6


Tutti capaci di fare social media marketing… col “profilo” degli altri!

Eccoci qui: sei arrivato al tuo secondo passo per diventare un social media manager con i fiocchi. Ti stai guardando intorno un po’ spaesato? Non sai come sei capitato qui? Mettiti seduto, ti ragguaglio subito: hai appena iniziato a leggere il secondo post del mio incredibile corso online di social media marketing.

Vuoi diventare un social media manager ma non hai letto il primo post di questa irreale guida al social media management? Non c’è problema: clicca qui e recupera il terreno perduto. Tranquillo, vai, ci vediamo tra un paio d’ore.

Social media manager non si nasce: un mega ripasso della prima lezione

Per tutti gli altri, invece, pronti, attenti, via: ecco la la seconda puntata estrapolata dai video corsi del mio Lab di social media marketing. Liberate la vostra scrivania da ogni distrazione, rimboccatevi le maniche e preparatevi un bel bicchierone d’acqua.

social media marketing: i soial medi atemi trattati

Proprio così: il post di oggi ti lascerà a bocca aperta, e si sa, con le fauci spalancate all’aria la sete è dietro l’angolo. Dunque, come si diceva oggi abbiamo tanta carne al fuoco.

La settimana scorsa, nel primo post di questo corso per social media manager, abbiamo capito che gli utenti, i lead, i customers, e qualsiasi altro nome un po’ fighetto decidiamo di usare, altro non sono che persone come me e te, in carne ed ossa.

utenti target social media marketing

In qualità di nostri potenziali clienti, però, di fronte a loro il nostro compito è quello di convincerli a fare qualcosa, a muoversi verso un obiettivo che noi abbiamo stabilito. In quanto social media manager, la nostra arma per farlo è costituita dalla comunicazione efficace: dobbiamo dunque capire cosa vogliono e offrirglielo nel migliore dei modi.

Sempre la settimana scorsa abbiamo capito che è necessario saper ascoltare, e che per farlo in maniera davvero efficiente è doveroso organizzarsi di conseguenza, magari usando proprio quei tool che ti ho mostrato l’altra volta (ammettilo: hai passato gli ultimi giorni a interrogare come un poliziotto un po’ nerd quel mirabile strumento che è sociograph.io!).

social media marketing tool dello scorso post

Tendendo l’orecchio, il nostro obiettivo è capire quello che interessa alle persone, cosa le accende e cosa le spegne, così da creare dei contenuti a prova di bomba.

Ma attenzione: nella tua prima lezione da social media manager hai anche capito che gli obiettivi per essere davvero tali devono essere misurabili e quindi ottimizzabili.

Questo significa che quando ti poni degli obiettivi, soprattutto dal punto di vista editoriale, quelli devono essere monitorabili, per comprendere davvero quello che sta funzionando e quello che invece lascia un po’ a desiderare.

Infine, abbiamo capito – o abbiamo provato a ricordarci – che la tecnologia è uno strumento, non è mai un fine, e che è importantissimo non scambiare mai queste due cose, anche se ai giorni nostri questo passaggio non è per nulla immediato.

Nel nostro caso, nel social media marketing,  la tecnologia ci permette di capire cosa vogliono le persone, e ci fornisce anche i mezzi per organizzarci al meglio per soddisfare i loro desideri.

Se vuoi fare il social media manager non devi fare magie ma portare risultati concreti!

Prima di affondare davvero le mani fino ai gomiti nel mondo dei social media, potevi forse pensare che quello del social media manager fosse un lavoro che tutti quanti avrebbero potuto fare: che vuoi che sia scrivere quattro post al giorno su una pagina Facebook? Un gioco da ragazzi!

Poi hai iniziato a farlo davvero, e ti sei accorto che i risultati tardano a venire, anzi, talvolta non arrivano proprio. Così ti sei rimangiato tutto, e hai persino iniziato a pensare che i social media manager – quelli bravi – con delle pagine simili alle tue ma con un engagement mille volte superiore, fossero dei veri maghi.

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E poi arrivo io, che ti dico che il social media manager non è magico, non è un genio, non è un personaggio di Matrix che vede il mondo in codice binario,  è solo un personaggio che sa mettere in pratica le tecniche chiave del proprio mestiere, e che quindi con le proprie azioni raggiunge dei risultati concreti.

Tutti hanno l’aereo sotto casa ma in quanti hanno la patente per poterlo guidare? (Loro non si schianteranno)

Il fatto che chiunque possa aprire un profilo sui social media e farsi un sito web personale con WordPress non vuol certo dire che tutti quanti abbiano anche le competenze per farlo bene.

Là fuori ci sono infatti migliaia e migliaia di persone che si limitano a smanettare a caso sui social network pretendendo ingenuamente di poter raggiungere dei risultati, mentre tu devi essere in grado di effettuare delle analisi e quindi intavolare una strategia capace di farti agguantare i tuoi veri obiettivi.

E per progredire in questa direzione, in questo secondo post sul social media marketing cercheremo di dare risposta a due interrogativi fondamentali:

  • Tu chi sei sui social?
  • Cosa è, e come puoi costruire la tua linea editoriale?

I social sono fatti per parlare, per entrare in comunicazione con i tuoi utenti. Ma in un dialogo è prima di tutto importante poter capire chi ci si trova di fronte, e soprattutto se quella persona ci piace o meno.

Come puoi pretendere di intavolare una comunicazione efficace con i tuoi utenti se risulterai antipatico già a pelle dopo un decimo di secondo? Per evitare che questo accada quando qualcuno capita sulla tua pagina, devi essere in grado di mandare i messaggi giusti – e di non mandare quelli sbagliati – fin da subito.

In qualche decimo di secondo, dunque, la tua pagina deve dare agli utenti un impressione positiva.

Ti stai domandando perché mai il periodo di tempo a tua disposizione è così breve? Beh, la tua pagina Facebook ha pochi centesimi di secondo a sua disposizione proprio perché gli utenti sui social media hanno fretta, non hanno tempo da perdere – anche se stanno navigando a caso – vogliono comunque arrivare al dunque.

Proprio come te, quando navighi in rete, anche loro continuano a passare oltre, fino a quando non trovano qualcosa che li interessa e li stimola davvero.

Ma tu chi sei e perché dovrebbero scegliere proprio te?

Sono sicuro che ti ricordi che, nel primo post di questa strabiliante quida al social media management, ti ho citato una ricerca in cui si diceva che una larghissima fetta di utenti afferma di affidare il proprio like ad un brand prima di tutto per sostenerlo.

Sai cosa significa questo per la tua strategia? È semplice: vuol dire che devi dare alle persone la possibilità di identificarsi in quello che fai e in quello che dici. Per farlo, devi però per prima cosa porti una domanda. Anzi, fattene tre direttamente tre:

Chi Sei? Cosa Fai? Perché gli utenti dovrebbero scegliere proprio te?

Certo, tu hai una pagina, hai qualcosa da dire e anche qualcosa vendere. Vuoi convincerli che quello che stai dicendo vale la pena di essere ascoltato e che quello che hai da vendere vale la pena di essere acquistato.

Ma per aumentare le possibilità di convincerli devi essere in grado di dare delle risposte immediate a quelle tre domande iniziali, perché non avrai a tua disposizione un utente incatenato davanti allo schermo costretto a sorbirti le tue lunghissime argomentazioni sull’azienda secolare tramandata di padre in figlio…. no, come sai benissimo la soglia di attenzione sui social è bassissima, anzi, è praticamente nulla,e quindi devi dare delle risposte veloci, capaci di lasciare il segno.

Quindi non devi solo pensare a come effettivamente rispondere a queste domande, ma anche a come rispondere in modo efficace e conciso. Pensi forse che io stia dando troppa importanza alla definizione della tua identità? Lasciatelo dire: dietro a quei tre quesiti, per te, si nasconde un mondo di opportunità.

Se tu sarai in grado di comunicare agli utenti chi sei, cosa fai e perché tu sei meglio degli altri, loro avranno la possibilità di dire ‘ok, mi trovo di fronte a qualcosa che mi interessa‘ e quindi di concederti una chance. Ma se tu non riuscirai a superare quello scaglione iniziale, fidati di me, non riuscirai ad andare da nessuna parte.

Ehi, ma tu sei in grado sfruttare al meglio le occasioni giuste?

Quante volte hai detto o hai sentito dire ‘oh, che sfortuna, mi è andata male‘? Beh, ti dico per esperienza che la maggior parte delle volte la colpa non è del destino: tante volte le cose non vanno come sarebbero dovute andare perché non ci siamo organizzati a dovere per agguantare, catturare e tenere strette le occasioni giuste al momento giusto.

social media marketing occasioni

Non ci si può sempre affidare a degli agenti esterni per spiegare i nostri piccoli o grandi fallimenti!

Pensaci un po’: tu potresti avere tutte le opportunità di questo mondo, ma se non sarai in grado di raccoglierle, non potrai fartene nulla, e la colpa sarà in gran parte tua.

STOP, continua a leggere è importante.

Vuoi evitare di mangiarti le unghie per tutto il resto della tua vita per un’occasione persa? Allora stampati in testa la massima di Seneca, il quale era solito affermare che «l’occasione è il momento in cui l’opportunità incontra il talento».

Niente di più vero! Se manca uno solo di questi due fattori – l’opportunità oppure il talento – l’occasione per forza di cose sfuma: tu non sarai in grado né di vederla, né di coglierla.

Le occasioni da non perdere… per un social media manager

Aspetta però: il fatto che io abbia tirato in ballo persino un filosofo dei tempi antichi non significa certo che io stia parlando di concetti astratti e potenzialmente estranei al tuo business!

Al contrario, quando parlo di occasioni io mi riferisco a qualcosa di estremamente pratico e concreto: dal punto di vista di un social media manager, ogni volta che ci si espone e si ottiene la visibilità di qualcuno, beh, si può parlare di una vera e propria occasione.

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Nel social media marketing, in effetti, si può parlare di occasione giusta al momento giusto quando un utente dall’altra parte dello schermo decide di concedere alla tua pagina il lusso di due, tre secondi per capire se effettivamente tu sei quello che lui sta cercando. Come puoi immaginare, dunque, in rete e ancora di più sui social media le occasioni sono davvero ovunque.

Te la do io l’occasione giusta

Proprio così: l’occasione che stai cercando, adesso, te la do io. E attenzione, perché è una di quelle che non ti ricapitano. Aspetta, non farti prendere dall’entusiasmo: non ti sto offrendo un nuovo progetto, non sto comprando un tuo servizio, no: voglio simulare con te una di quelle situazioni imperdibili, in cui potresti e probabilmente dovresti giocarti il tutto per tutto

– l’occasione da non perdere che ti ho dato io, del resto, è già questo post, no?

Esercizio

Dunque, cerca di immedesimarti in questo mio esempio, e chiediti sinceramente, senza imbrogliarti e immedesimandoti per davvero se saresti stato in grado di sfruttarla al meglio.

Per ipotesi, facciamo che la settimana scorsa tu non sia restato nel tuo ufficio, sprofondato nella tua sedia girevole e incasinato nella gestione di qualche strampalato progetto web. No: la settimana scorsa tu e la tua bella – o il tuo bello – eravate in vacanza, in quell’incantevole angolo della Toscana che è Buonconvento, in provincia di Siena.

Proprio lì, guarda caso, in quei giorni era di passaggio anche l’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama, accompagnato da quella che forse è stata la first lady più simpatica di sempre, Michelle Obama.

Ebbene, una cosa tira l’altra, al ristorante hanno sbagliato a spostare i tavoli prenotati, e tu ti ritrovi seduto a due metri da quello che fino a qualche mese fa era l’uomo più potente del pianeta, e che comunque anche oggi resta nelle prime posizioni, soprattutto quanto a carisma.

Preferivi forse ritrovarti a cena con Trump? In effetti non si può dire che gli manchi lo spirito imprenditoriale… ma lui, che è pur sempre passato in Italia in quegli stessi giorno, era troppo occupato a fare la famosa visita tragicomica al Papa.

social media manager

Insomma, ti sei beccato l’ex presidente degli Stati Uniti d’America. Non George W. Bush, non Bill Clinton, ma Obama, quello ancora sulla cresta dell’onda: molto probabilmente il tuo cervello ha iniziato a suonare la sirena, facendoti capire che dovevi assolutamente dire o fare qualcosa per sfruttare l’occasione.

Cribbio, non si può stare seduti vicino ad Obama e non dire o fare nulla, non si può restare lì imbambolati mentre persino lui sa – lo sa tutto il ristorante! – che tu avresti qualcosa da dire al Premio Nobel per la pace, alla persona dell’anno secondo il Time sia nel 2008 che nel 2012.

Concentrati, è la tua occasione ma hai pochissimo tempo, forse 5 minuti: cosa avresti detto?

Magari saresti stato zitto, chiudendoti a riccio e nascondendoti dietro la forchetta. Forse ti saresti affidato al caso, esordendo davanti agli Obama con un discorso senza capo né coda che non ti avrebbe condotto da nessuna parte, finendo per essere allontanato senza troppo convenevoli da una a caso delle bodyguard dell’ex presidente.

O forse avresti iniziato a descrivere minuziosamente e con dovizia di dettagli la tua attività, senza però tenere in considerazione che il cameriere stava arrivando con il prossimo piatto del tuo nuovo amico Barack, e che Michelle stava toccando la mano del marito per riavere la sua attenzione, che il cellulare dell’ex presidente stava squillando, e che altre cento persone stavano aspettando il loro turno per parlare con l’illustre ospite, e che in definitiva nemmeno lui sembrava mostrare una grandissima attenzione mentre sgranocchiava l’ottimo pane che ‘così lo sanno fare solo in Toscana’.

Insomma, con buone probabilità te la saresti giocata piuttosto male, non è forse vero? Eppure, se in una situazione del genere tu fossi in grado di dire la cosa giusta nel modo giusto, molto probabilmente l’occasionale Obama (o Trump, o Briatore, o Marchionne, o il direttore di quel preciso fondo o di quella importantissima casa editrice) si potrebbe ricordare nel tuo nome al momento del bisogno, o magari potrebbero consigliarlo a qualcun altro.

Capisci quello che voglio dire? Io, il tuo vicino di casa, il tuo amico delle elementari, Piero Fassino e Pulcinella condivideremo un tuo video o metteremo qualche mi piace alla tua pagina solo se tu sarai in grado di convincerci a farlo. E per riuscire in questa impresa, devi fare principalmente tre cose.

Devi saper dire chi sei , cosa fai e cosa ti distingue

social media marketing management cosa fare

Ecco: altro che ‘sole cuore e amore’:

  • Devi dire efficacemente chi sei… ma cosa vuol dire presentarti efficacemente?
  • Devi dire cosa fai, ma devi devi dirlo in modo chiaro veloce e semplice, in quanto non c’è un’altra maniera per raccogliere l’attenzione. Come puoi fare?
  • E poi devi sapere cosa ti distingue dagli altri, o perlomeno devi saper spiegare cosa hai tu di più attraente rispetto ai tuoi competitors.

Se non sei in grado di risolvere questi tre concetti, non avrai grosse opportunità di fare affari come social media manager, e continuerai a dire giorno dopo giorno ‘sono stato sfortunato‘, quando invece saprai benissimo che non è solamente una questione di fortuna, quanto anche di organizzazione e di impegno.

Chi, quando, come e cosa: Per dirlo bene ti serve una formula

E parlando di impegno, se vuoi capire come presentarti in modo chiaro, semplice ed immediato, quello che ti serve è una formula capace di comunicare i tuoi valori, con parole cristalline e con una precisione chirurgica.

social medi marketing e formula di valore

Ecco la vera occasione che devi cogliere in questo secondo post della guida al social media marketing: impara per bene questa formula, falla tua, e inizia a parlare di cose che le persone possono davvero capire. Ti si aprirà un mondo!

La formula perfetta per presentarti al mondo in modo efficace

(Nome del progetto) aiuta (gruppo di persone) a (fare qualcosa di specifico) attraverso (soluzioni e metodo) (dove)

Semplice, semplicissimo, ma proprio per questo così efficace: negli ultimi anni io per primo mi sono reso conto di quanto sia forte e potente questo tipo di approccio.

social media formula

In un battibaleno le persone capiscono cosa fai. E se Gigi capisce cosa fai, poi forse lo andrà a dire anche ad Antonio, che magari avrà bisogno delle tue competenze.

É la potenza del passaparola, che per un social media manager conta più di qualsiasi altra cosa, in quanto la gente è disponibile ad affidarti una parte davvero minima del suo tempo per capire cosa fai. Certo, magari quella formula messa così, scritta in maniera un po’ astratta e con un bel po’ di parentesi, potrebbe lasciarti un po’ diffidente nei miei confronti.

formula di valore per il social media marketing

Fai fatica a vedere una sua applicazione pratica? Non c’è problema, ti faccio subitissimo qualche esempio. Questo è o non è un corso pratico per social media manager?

Ecco allora il primo esempio:

La guida al Social Media Management di Roberto AIUTA social media manager e aspiranti tali A conoscere le fondamenta del social media marketing ATTRAVERSO sei post sul blog www.roberto-serrra.com

Asciutto, pratico, chiaro, sincero, breve, quasi armonico. Ventinove parole per descriverti una guida da oltre trentamila dicendoti ESATTAMENTE tutto quello che ti serve sapere anche se tu non hai mai sentito parlare né di me, né della mia attività e né del mio sito.

social media formula 2

Il tutto in una manciata di secondi, in un niente, nello stesso niente che potrebbero dedicarti di primo acchito i tuoi prossimi visitatori.

Lo ripeto: impara questa semplice tecnica, e sarai in grado di raccontare in un batter di ciglia chi sei e cosa fai, così da non rischiare di perdere la prossima opportunità, il prossimo cliente, il prossimo affare… in altre parole – suvvia, diciamolo – i prossimi soldi.

Leggendo una presentazione di questo tipo, se mi interessano i fondamenti del social media marketing, drizzo automaticamente le orecchie. Se invece io avessi voluto sapere qualcosa di più sul posizionamento sui motori di ricerca, beh, avrei capito immediatamente di dover volgere lo sguardo da qualche altra parte, ma in ogni caso avrei compreso subito cosa fa Roberto Serra con i suoi post online: lui aiuta i social media manager!

Hey si, ho scritto una guida SEO per principianti, se vuoi che i motori di ricerca ti spediscano traffico gratis e a tonnellate trovi tutto qui: Guida SEO per principianti

Ti piace questa formula? Se la risposta è sì, ecco, ti faccio subito qualche altro esempio. Se la risposta è no… eccoti qualche altro esempio per cambiare idea!

La Cooperativa Isule Verdi AIUTA gli escursionisti A conoscere il mare, le isole e ela fauna del nord Sardegna ATTRAVERSO escursioni guidate nell’arcipelago della Maddalena

Tu non sai cos’è la Cooperativa Isule, potrebbe essere qualsiasi cosa, ma attraverso questa formula capisci immediatamente che, se sei un appassionato di escursioni, questa offerta ti può interessare.

social media formula 3

E inoltre capisci subito dov’è posizionata, qual è la sua offerta: comprendi immediatamente di non essere davanti ad un montanaro alpino che ti vuole vendere del miele appena colto, no?

Non ci sono fraintendimenti, questa formula ti permette di essere chirurgico, chiaro come il sole. Certo, non dice tutto quello che deve dire sulla tua attività. Anzi, potrebbero essere utili altri dettagli, bisognerebbe in alcuni casi ampliare l’esposizione, ma in linea di massima bisogna ammettere che una dichiarazione di questo tipo mette subito il nostro interlocutore nella posizione di capire se la nostra offerta fa o meno al caso suo.

Ancora qualche altro esempio, così, per farti vedere che questa formula per presentare un’attività o un progetto funziona davvero in qualsiasi occasione:

Voice My Mail AIUTA vedenti e non vedenti A utilizzare la propria casella di posta elettronica ATTRAVERSO un’interfaccia veloce e semplificata disponibile 24 ore su 24 online.

Guideforitaly.com AIUTA i turisti A trovare tour privati nelle principali città italiane ATTRAVERSO un ampio catalogo selezionato disponile sul sito web all’indirizzo www.guideforitaly.com

Questa formula e gli elementi che la compongono permettono alle persone di capire cosa fai e cosa c’è di buono per loro, ed è proprio questo che tu devi imparare a comunicare in quattro e quattr’otto, sia dentro che fuori dall’universo dei social media.

In altre parole, dunque, quella che ti ho proposto è una vera e propria formula di valore.

In qualità di social media manager, quando proporrai questo approccio al tuo cliente per la sua attività, farai un vero figurone. Ma non solo: vedrai che questa formula sarà il trampolino di lancio per far nascere tanti altri spunti interessanti per il tuo lavoro.

Devi sempre ricordarti, infatti, che nel social media marketing non solo devi essere sempre chiaro con il tuo cliente, ma devi anche sapere come coinvolgerlo nella tua attività, così da approfittare delle sue competenze: in fin dei conti nessuno meglio di lui conosce i suoi clienti, ed è dunque lui l’unica persona in grado di aiutarti a mettere insieme l’enorme puzzle che ti si presenterà immancabilmente davanti all’inizio di un progetto.

Tu, come social media manager, puoi fare tutte le analisi che vuoi, ma lui dalla sua parte avrà sempre l’esperienza, e tu devi essere in grado di utilizzarla a tuo (e quindi vostro) vantaggio.

La tua linea editoriale

Orbene, ora hai capito senz’altro come usare a tuo vantaggio questa formula di valore.

Ti dirò di più: ora hai capito meglio chi sei e come devi presentarti al tuo pubblico (chi è il tuo pubblico, invece, lo avevi imparato a capire già durante la prima lezione del nostro corso per social media manager).

Arrivato a questo punto, dunque, devi iniziare ad organizzare una linea editoriale in grado di coinvolgere davvero i tuoi prossimi interlocutori. Ma perché tu, come social media manager, dovresti avere e seguire una linea editoriale?

E ancora prima, cosa diavolo è una linea editoriale? Non è forse una cosa che ha a che fare con il mondo del giornalismo? Ecco cosa dice Wikipedia:

linea editoriale secondo wikipedia

E io che volevo sfruttare la definizione di Wikipedia per risparmiarmi la fatica. Macché, qui ci sono troppe cose, questa definizione mi ha fatto venire un gran mal di testa.

Una cosa, però, bisogna ammetterlo, è giusta: persino Wikipedia, infatti, ha parlato di una ‘visione‘. Ecco, è su questa parola che devi focalizzare la tua attenzione, perché per decidere la tua linea editoriale e quindi il tuo modo di porti sui social media devi prima di tutto avere una visione chiara di quelle che vuoi che siano la tua immagine e la tua voce online nel momento in cui deciderai di dire qualcosa. Insomma, quello che ti sto dicendo è che la tua pagina deve avere una personalità chiara e ben definita: solo in questo modo, infatti, le persone potranno rispecchiarsi in essa.

E quando saranno riuscite a farlo. saranno naturalmente più propense a condividere i tuoi contenuti a sostenere il tuo brand, la tua pagina e i tuoi servizi e prodotti.

Il tuo obiettivo editoriale, o meglio, la tua identità editoriale

Nella definizione della linea che dovrà seguire la tua pagina su Facebook – come su tutti gli altri social media – dovrai però impostare il tuo obiettivo editoriale.

linea editoriale social media

Ma quali obiettivi ti porrai all’inizio? Beh, prima di tutto devi creare una linea editoriale compatibile con gli interessi emersi dall’analisi del tuo pubblico target.

Proprio così: dopo aver fatto l’analisi, dopo aver visto cosa fanno le pagine dei tuoi competitor, cosa piace agli utenti e cosa invece non li tocca minimamente, puoi legittimamente domandarti quale potrebbe essere il migliore interlocutore per quelle persone.

social media pubblico e linea editoriale

Quello che ti devi domandare, dunque, è quale tipo identità devi adottare per avere maggiori possibilità di fronte agli utenti che più ti interessano: questo, e nessun altro, deve essere il tuo primissimo obiettivo editoriale.

Pensi che io stia parlando di questioni astratte, e che definire la personalità di una pagina – in anticipo, per lo più – sia del tutto impossibile? Al contrario: l’identità di una pagina è talmente concreta che per disegnarla è sufficiente porsi le domande giuste. Rispondi, e il gioco sarà fatto:

  • Cosa appassiona il tuo pubblico?
  • Qual è il tono di voce che ama?
  • Cosa non tollera il tuo pubblico?
  • Quali elementi lo interessano?
  • Cosa lo diverte?
  • Cosa lo caratterizza?
  • Quali interessi collaterali ha?

Rispondendo a tutte queste semplici domande sarai in grado di disegnare la personalità più vicina al tuo pubblico – o a quello dell’attività del tuo clienti. Così facendo, al di là di quello che tu andrai realmente a inserire nel tuo piano editoriale, avrai un tono di voce e un modo di relazionarti con loro che sarà sicuramente efficace fin dalla partenza.

Insomma, definire a priori la tua identità sui social ti aiuterà a piacere ai tuoi utenti! Come sai fin troppo bene, infatti, ognuno ha le proprie simpatie e antipatie.

A me, per esempio, non piacciono assolutamente i politici. Se dunque tu un giorno, per ipotesi, dovessi cercare di attirare la mia massima attenzione, beh, avresti ben poche possibilità mostrandoti a me come farebbe un ministro degli interni, incravattato, tirato a lucido e pieno di frasi fatte.

Avresti invece molte più probabilità se ti presentassi come una persona semplice, alla mano, con un tono entusiasta ma non retorico e pomposo. Ma al mio vicino di casa, o all’amico del mio amico, presentandoti travestito da Denis Verdini potesti avere maggiori chance… tutto dipende, insomma, dal tuo pubblico target.

social media ambiente editoriale

Ma la linea editoriale, sui social, non è costituita solamente dalla voce di chi parla. No, è anche l’ambiente che si va a creare.

La tua pagina deve essere il tuo bar: arreda il tuo ambiente editoriale

Non è dunque solamente una questione di tone of voice: se vuoi essere un bravo social media manager, devi iniziare a guardare alla tua pagina come se quella fosse una piazzetta, un bar, o comunque un luogo che sappia vestire i panni del tuo ambiente ideale.

Se dunque il primo passo è definire chi sei (in base a chi è il tuo cliente) il secondo step è quello di disegnare l’ambiente più adatto ed efficace per la creazione soddisfacente di interazioni e di engagement.

Nella vita reale come nel mondo virtuale dei social media, a tutti quanti piace sentirsi a proprio agio e nel posto giusto. Per fare questo, dunque, l’ambiente che andrai a creare non può essere né anonimo, né incoerente, ma deve invece avere degli elementi caratterizzanti, degli elementi chiave in grado di comunicare immediatamente agli utenti in quale tipo di luogo si trovano.

Guarda un po’ le pagine che, come social media manager, gestisci direttamente: quale tipo di ambiente hai creato per i tuoi utenti? Cosa vedrà in quel millesimo di secondo che ti vorrà dedicare il tuo prossimo utente?

Ebbene, il tuo obiettivo deve essere quello di fornirgli immediatamente gli elementi giusti, così da fargli usare lo scroll per scendere nella tua pagina e visualizzare altro.

Qual è il tuo ambiente ideale? E quello dei tuoi utenti?

Quello della creazione dell’ambiente adatto del resto è un discorso valido non solo per i social media manager, ma anche per i web designer, per gli architetti d’interni e per i ristoratori.

Se entro in una pizzeria e, oltre a vedere i tavoli ben apparecchiati, il forno acceso e un pizzaiolo tutto infarinato, vedo anche una svastica pitturata in un angolo della sala, magari non ben illuminato ma neanche nascosto… beh, mi giro e vado nella pizzeria a fianco, in quanto ho visto un elemento che non mi piace, anzi, che non tollero.

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Se invece nello stesso locale, nello stesso angolo, ci fosse stata una Fender Stratocaster fiammante, magari con a fianco la fotografia di un Elvis ciccione, beh, probabilmente sarei già seduto con un trancio di pizza in una mano e una birretta nell’altra.

Ti sorprenderesti nel venire a sapere quanto contino, a livello cognitivo, tutti gli elementi di contorno di una pagina, soprattutto pensando al pochissimo tempo che un utente impiega nel decidere se rimanere lì o cambiare subito indirizzo.

Ma nella tua pagina Facebook non puoi certo appendere un chitarra elettrica da una parte e una fotografia di un Elvis in sovrappeso dall’altra.

Come puoi dunque attirare la mia attenzione e quella degli altri utenti?

Sì, lo so, prima di rispondere vuoi un esempio concreto per capire cosa intendo per ambiente ideale nel caso di una pagina Facebook.

ESERCIZIO

Voglio farti un test per essere sicuro che tu comprenda la crucialità dei vari elementi nella definizione di un ambiente.

Mostragli che hai ciò che gli interessa: il test della stanza bianca!

Dunque, per dimostrarti una volta per tutte l’importanza degli elementi caratterizzanti nella tua pagina sui social media, voglio farti un test che – a mio giudizio – tutti i social media manager e tutti i gestori di pagine su Facebook dovrebbero fare prima di mettersi al lavoro.

Quando un utente entra in una pagina, infatti, dà uno sguardo intorno, e se trova gli elementi caratterizzanti che sono compatibili con ciò che cerca va avanti, diversamente, invece esce, magari sbattendo pure la porta.

Dunque, pensa ad una stanza bianca: tu sei al centro, ed intorno a te non c’è assolutamente nulla. Le pareti sono bianche, il pavimento è totalmente sgombro,  e se parli c’è persino un filo di eco.

In che tipo di stanza sei?

Per adesso, saperlo è impossibile, non ci sono indizi. Dunque, il primo elemento che vado ad inserire accanto a te è un trapano.

social media management test1

Sicuramente questo primo indizio è ancora troppo scarno per arrivare ad una conclusione certa. E allora inserisco nella stanza anche una poltrona.

social media management test2

Ecco, potresti già esserci arrivato. Un altro aiutino: nella stanza c’è anche una mascherina.

social media management test3

Ecco, ora dovresti proprio esserci, non è vero? Infilaci anche un po’ di paura, e sì, hai certamente capito di essere dal dentista!

social media management test4

La tua deduzione è stata giusta, ma a permetterla è stata la presenza di tutti gli elementi chiave di quel determinato ambiente. Se tu fossi stato alla ricerca di un agriturismo con il vin brulé e le castagne calde, di certo avresti levato subito l’ancora… ma se tu avessi avuto dei problemi con il dente del giudizio, beh, sicuramente ti saresti trovato nell’ambiente perfetto!

Ecco, questo è quello che accade ogni volta che qualcuno si affaccia sulla pagina che tu gestisci. Un’occhiata veloce a destra, a sinistra, in alto e in basso, alla ricerca di elementi chiave, e se non si trovano, tanti saluti. Fornire subito gli elementi chiave, dunque, è fondamentale per dare una repentina conferma agli utenti.

Agguanta subito gli utenti con gli elementi chiave giusti!

Quindi, quello che devi assolutamente fare per poter dire di essere un social media manager provetto è:

  • Devi fornire gli elementi chiave: così da aiutare le persone a capire che si trovano nel posto giusto
  • Devi ribadire le chiavi: per farlo devi utilizzare i diversi media a tua disposizione per ribadire i tuoi punti cardine ed affermare così la personalità della pagina alla quale stai lavorando. Su Facebook hai i video, le foto, i link e i semplici testi. Adatta ad ognuno di essi il tuo messaggio, e costruisci la tua personalità in modo coerente ed integrato.
  • Devi mantenere la tua linea editoriale: in altre parole, non devi improvvisare, perché una volta che hai definito una personalità devi mantenere la stessa linea, almeno fino a quando non avrai in mano un numero sufficiente di elementi per poter fare le scelte giuste e quindi modificare il percorso prestabilito. Non succede nulla? Ti sembra che la tua pagina stia andando male? Comunque stia andando, non improvvisare, datti il tempo di capire cosa sta funzionando e cosa invece sta facendo acqua. Quello che qualsiasi social media manager navigato sa benissimo è infatti che non ci sono mai elementi che funzionano fin da subito 100 ed altri che funzionano 0. No, le variabili in gioco sono davvero troppe. Un dato elemento potrebbe funzionare di più per un orario di pubblicazione, per l’argomento trattato, per il giorno della settimana, mentre altri elementi validi potrebbero essere stati postati nel momento sbagliato. Quindi, di nuovo, mantieni ferma la tua linea, perché solo così potrai capire come ottimizzare quello che stai facendo.

Finalmente, degli esempi pratici: ecco cosa non fare

Sì, sono felice anch’io, finalmente possiamo passare alla pratica. Dai un’occhiata alla pagina Facebook che ho postato qui sotto: c’è qualcosa di sbagliato, lo capisci immediatamente anche tu, vero?

social media fail1

Proprio così: non serve essere dei social media manager esperti per capire che questa pagina, ad un prima vista non spiega nulla di sé stessa.

Aldilà del nome ‘Agenzie immobiliare…’, questa pagina potrebbe essere davvero di qualsiasi cosa, da un’agenzia funebre ad un hotel che vuole presentare in copertina il proprio personale.

A colpo d’occhio, infatti, non troviamo nemmeno un elemento collegato alla sua attività. Insomma, mancano del tutto gli elementi chiave. Paradossalmente, però, i gestori di questa pagina hanno comunque investito un po’ del proprio tempo nell’inserire il bottone ‘Acquista ora‘, il che rende ancora più spaventoso il fatto che niente indichi ai visitatori cosa effettivamente potrebbero acquistare.

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Ecco un altro giro sulla giostra degli orrori dei social media manager d’Italia: in questo caso chi gestisce la pagina Facebook di questa agenzia viaggi – do ovviamente per scontato che sia tutto frutto di una gestione interna e diciamo ‘amatoriale’ – non ha afferrato molto bene la differenza tra il promuovere un’attività in televisione e il promuovere la stessa attività sui social media.

Se tu, social media manager in erba di quell’agenzia viaggi, mi stai ascoltando, ficcatelo bene in testa: non puoi assolutamente pubblicare esclusivamente le offerte che vuoi vendermi, in quanto così facendo non mi dai nemmeno un elemento per capire che io dovrei venire proprio da te.

Come faccio a capire che tu sei meglio delle altre agenzie?

Cosa mi può spingere a pensare che tu mi possa offrire qualcosa di diverso rispetto a quell’agenzia al centro commerciale?

Dimmi qualcos’altro, dimmi qualcosa di te, insomma, cerca di innestare la mia curiosità! Se ti limiti a fare una promozione sull’esempio degli spot in tv, ovvero una pubblicità che bombarda il pubblico senza possibilità di movimento, l’unico risultato sarà quello di far scappare – non a gambe levate, ma quasi – tutti gli utenti.

Se io volessi farmi un viaggio, infatti, non starei certamente su quella pagina a guardare le sue offerte: quello semplicemente non è il loro posto, e infatti io non le stavo cercando, né ne sono attratto.

E se la ditta immobiliare-funebre che abbiamo visto prima aveva aggiunto spavaldamente il pulsante ‘Acquista ora’, nemmeno qui ci vanno per il leggero, postando di volta in volta il prezzo, così da palesare al pubblico che si sta cercando di vendere qualcosa a qualcuno.

Ma esporsi così esplicitamente, come è noto a tutti nel mondo del web marketing, è del tutto controproducente.

Tutti amano comprare ma a nessuno piace quando gli si vuole vendere qualcosa.

Nei settori delle vendite e del marketing il detto ‘a nessuno piace che gli venga venduto qualcosa, ma a tutti piace comprare‘ è un vero e proprio dogma da non sottovalutare mai e poi mai.

Pensa un po’: quanto ti dà fastidio entrare in un negozio vuoto e ritrovarti subito assalito da una commessa o da un commesso i quali, non appena varcata la soglia, domandano subito cosa stai cercando e se possono esserti utili nella tua ricerca?

Ecco, questo per dire che la fretta, l’ansia di vendere non piace a nessuno, nemmeno a te, e per questo devi evitarla come la peste anche sulle tue pagine Facebook, diversamente da quanto accade nell’esempio precedente.

E sai perché qualcuno si trova a fare quello che fa quell’agenzia immobiliare di cui sopra? Ma è semplice: è l’assenza di una linea editoriale a generare quei mostri, ovvero quella pubblicazione random di cose da vendere. Quanto mai potranno vendere seguendo quel quel metodo? A occhio e croce, lasciamelo dire: poco o nulla.

social media management rischi

Proprio così: devi capire che PUOI correre dei rischi

Ma come, ti ho fracassato la testa dall’inizio di questo post sul social media marketing sull’importanza dell’analisi e della pianificazione per poi arrivare a dirti che devi correre dei rischi?

Sì, ma stai tranquillo, è proprio in virtù della tua pianificazione scientifica del da farsi che puoi capire cosa funziona e cosa non funziona, e quindi correre dei rischi. Quindi non pensare alla vendita, almeno non subito, non qui: devi invece pensare a conquistare la fiducia del tuo pubblico.

Ti ho già detto che i social servono per parlare, no? Ecco, proprio per questo devi sapere di volta in volta cosa dire, perché dire qualcosa di sbagliato equivale a fare un danno, piccolo o grande che sia.

Senza una dovuta analisi, senza una dovuta pianificazione, sarebbe invece come camminare sulle uova, o come giocare con dei palloncini in una casa piena di piante grasse.

Ecco due pagine perfette da cui trarre spunto

Fermati qui e rispondi sinceramente a questa domanda: quanto tempo ti occorre per capire dove ti trovi in questa pagina?

betty croker facebook page

Quanto siamo lontani da quella impresa immobiliare-funebre-albergo di provincia? Tantissimo, vero? Qui, in questa pagina, se ti interessa quello che vedi, se ti interessa il modo in cui quella cosa è espressa, allora ti basterà mezzo secondo per capire che vuoi vedere dell’altro.

Se sei attratto da tutte queste cose buonissime da mangiare, beh, questa golosa pagina Facebook può quasi certamente darti le risposte che cerchi, in quanto già a livello cognitivo il tuo cervello è tutto uno squillare di segnali in festa.

Insomma, una pagina del genere non nasce dal caso, è il frutto – pardon, il dolce – di una comunicazione mirata su degli elementi chiave in grado di comunicare in modo efficace e lampante l’attività che sta dietro.

Certo, con Betty Crocker non stiamo certo parlando degli ultimi arrivati, anzi, ma pensaci un po’: anche la pagina di quella pasticceria di quel piccolo paesino di campagna, grazie all’aiuto di un buon social media manager, potrebbe diventare così, no?

betty crocker facebook post

Per non parlare degli altri contenuti della pagina, a partire dai video cortissimi in cui vengono mostrate delle buonissime ricette di dolci. Vuoi capire cosa significa dare al pubblico a target esattamente quello che cerca?

Vai a farti un giro su questa pagina Facebook, e ne avrai un esempio lampante!

Qui ti presento un altro argomento, completamente diverso, ma – sarai di certo d’accordo anche tu – dannatamente efficace.

harley davidson facebook page

Ecco la pagina Facebook della Harley Davidson: anche qui, in un mezzo secondo, capisci che vuoi vedere altro, che vuoi scendere nei meandri di questa pagina. Insomma, cosa potevano fare di meglio?

Tu, l’utente a target, il patito di Harley, sei in un garage con la moto che avresti sempre voluto avere. Perfetto, no? E bada bene, nessuno ti sta gridando che devi acquistare una moto. No, ti vengono invece forniti tutti gli elementi chiave, e ti viene dunque spiegato in modo chiaro e lampante che – se tu sei un motociclista – quella è la pagina che fa al caso tuo.

Loro hanno dunque creato una pagina perfettamente in linea con gli interessi dei loro utenti. Tu saprai fare altrettanto?

social media contenuti che funzionano

Insomma, arrivato qui dovresti aver capito come e perché avere degli spunti sempre nuovi e vincenti da infilare in un piano editoriale è davvero determinante. Adesso, quindi, andiamo a sporcarci ancora un po’ di più le mani… anche questa volta è arrivata l’ora degli strumenti indispensabili per un social media manager!

E allora Let’s Tools!

Abbiamo parlato della linea editoriale, abbiamo parlato di chi sei, della formula di valore… ora dobbiamo spazzare via ogni dubbio pratico dalla tua mente.

Insomma, adesso andiamo a vedere nel concreto come puoi organizzare il tuo calendario editoriale. Con uno strumento di questo tipo puoi pubblicare dei contenuti in maniera integrata ma anche monitorabile, così da rendere partecipi, eventualmente, anche altre persone.

Un piano editoriale, infatti, può essere condiviso con dei collaboratori interni od esterni, o anche con il cliente stesso che ti commissiona il lavoro. Ecco dunque che vado a mostrarti il tool che ti permetterà di organizzare in modo semplice ma puntuale tutta la tua attività di social media marketing:

calendario editoriale social media 2

Per esperienza, ci sono persone che vanno matte per qualsiasi tipo di tabella e tabellina: potendo, metterebbero in colonne e in righe qualsiasi aspetto della propria vita.

Ecco, io non sono certo un personaggio di questo tipo, ma devo ammettere che trovo questo schema davvero pratico e bello. Anzi, ti dirò di più: durante la mie attività di social media manager questo calendario mi è risultato talmente utile che ormai posso affermare di provare del vivo affetto nei confronti di questo schema, e ti assicuro che tra qualche mese inizierai a provare anche tu la stessa stima.

Prima di lasciar libero sfogo ai sentimenti, però, lascia che io ti spieghi come è strutturato.

Poi potrai scaricarlo e iniziare a metterci le mani solo nel prossimo post, così da arrivare bello allenato alla terza lezione del nostro corso di social media marketing.

Come puoi vedere, orizzontalmente ci sono tutti i giorni, con lo spazio prestabilito per inserire la task primaria, la task secondaria e i relativi dettagli.

social media calendario editoriale 1

Sul secondo foglio invece trovi la sezione dedicata alla programmazione, nella quale devi inserire il contenuto di ogni singolo post, e di conseguenza definire la sua tipologia, aggiungendo poi eventualmente altre informazioni come i link da inserire.

Questo calendario editoriale digitale ti conta in tempo reale quanti post di testo hai programmato, quante immagini, quanti link, e ti dice anche quanti video globalmente il tuo piano sta pianificando di proporre.

Tutto quello che fai qui vien poi rispecchiato nella vista del foglio 1, dove hai il quadro settimanale di ciò che accade.

social media editoriale 3

Come detto, con questo tool puoi lavorare in singola persona come in team. Trovo molto interessante anche la sezione dedicata alle idee per i post, per appuntare di volta in volta i tuoi spunti – per iniziare puoi prendere spunto da questi venti idee che ho ipotizzato io!

Qui andrai per esempio fermare le tue idee per magari ripensarci a tempo debito, o per poterci discutere con i membri del tuo team… anche qui puoi inserire l’autore, la tipologia e gli obiettivi.

  • Cosa vuoi fare con quel particolare contenuto?
  • Vuoi forse incuriosire gli utenti?
  • Li vuoi divertire?
  • Intendi risolvere un loro dubbio o problema?
  • O vuoi forse attivare il tuo pubblico?

Come ti avevo preannunciato, questo è uno strumento estremamente pratico: perdici sopra un po’ di tempo, ma non pensare subito al ‘fare’, anche perché nelle prossime settimane andremo ad approfondire meglio questo concetto.

Non penserai certo di poter diventare un buon social media manager in grado di gestire alla grande un calendario editoriale complesso dopo sole due lezioni, vero? Nossignore: come dice Philip Kotler – sì, di nuovo lui, ma che ci vuoi fare, a me il professor Kotler piace un sacco – «andare veloci serve solo se si va nella direzione giusta».

kotler sul social media marketing

Andare veloci e voler fare subito i numeri infatti non è un approccio efficiente: bisogna sapere dove andare, quali sono gli obiettivi, e bisogna anche sapere come muoversi.

Quindi, caro social media manager in erba, non essere impaziente. Ma nel frattempo non dimenticarti che ti aspetto al prossimo post con il terzo capitolo di questa guida risolvi problemi per social media manager!

I compiti per casa!

Per rassicurarmi che tu non ti dimentichi del nostro appuntamento settimanale, e per cementare tutto quello che hai appreso oggi, anche questa volta è arrivato il momento dei compiti per casa.

social media marketing todo

Su, apri la tua coloratissima Smemoranda e segnati questi esercizi di social media marketing da fare entra la prossima settimana: stai tranquillo, puoi tirare un bel respiro di sollievo, in quanto i compiti che ti affido questa volta sono solamente due, e sono anche molto semplici.

  1. Per prima cosa, ti chiedo di creare la tua formula di valore, ovvero di usare la formula che ti ho mostrato per creare il tuo personale ed efficace modo di dichiarare al tuo pubblico chi sei e cosa fai.
  2. La seconda consegna è quella di definire la tua linea editoriale. In altre parole, devi tracciare la personalità della tua pagina, decidendo quali saranno gli elementi chiave e distintivi dello spazio che intendi proporre al tuo pubblico.

Infine, la campanella!

Eccoci finalmente giunti al termine di questa lezione bella densa di contenuti. Puoi iniziare a stiracchiarti le gambe, perché alla campanella mancano davvero pochissimi secondi. Ma non ti stai già forse domandando cosa ci sarà nella prossima lezione? Non stai già più nella pelle? Beh, siamo in due! Anche nella prossima lezione infatti ci sarà tantissima roba. Parleremo di :

Rubriche: cosa sono e come usarle per creare il tuo piano editoriale.
Tipologie di post:  come capire quando e quali usare.
Errori comuni: quali sono, perché ci cascherai anche tu e perché devi imparare a starne alla larga.
Back office: perché organizzarlo è determinante se si vuole svolgere un’attività di social media marketing in un ambiente pratico e agevole.


Fai marketing ascoltando, non strillando.
Un abbraccio.

ROBERTO SERRA

roberto serra lancio digitale
Mi chiamo Roberto Serra e sono un digital marketer con una forte passione per la SEO: Mi occupo di posizionamento sui motori di ricerca, strategia digitale e creazione di contenuti.

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