Le regole del digitale stanno cambiando.
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Contattaci oraIl Digital Markets Act e una multa da 460 milioni di euro hanno imposto a Google di ridisegnare radicalmente i risultati di ricerca, dando maggiore visibilità ai siti di comparazione e ai fornitori diretti.
In seguito al Digital Markets Act dell'UE, Google ha rivoluzionato la sua pagina di ricerca in Europa, eliminando le schede integrate per voli e hotel. Questa mossa, presentata da Google come un peggioramento del servizio, mira a favorire la concorrenza di aggregatori come Booking.com, ma potrebbe complicare l'esperienza utente. Un esperimento normativo che ridefinisce le regole del gioco digitale.
Google in Europa si piega al DMA: ecco cosa cambia davvero per te
Se hai cercato un volo, un hotel o un prodotto online di recente, probabilmente hai dato per scontato di trovare le comode schede di Google con prezzi, foto e mappe, tutto a portata di click.
Ecco, preparati a un cambiamento radicale, perché l’Unione Europea ha deciso che la festa è finita.
Google ha messo mano alla sua pagina dei risultati di ricerca in tutta l’Area Economica Europea, e non per farti un favore. La spinta è arrivata da una legge, il Digital Markets Act (DMA), e da una bella multa da 460 milioni di euro per aver favorito un po’ troppo i propri servizi.
Questa non è una semplice ritoccatina estetica.
Come riportato su Search Engine Journal, l’interfaccia ora si basa su due nuovi elementi: gli “aggregator units” e i “supplier units”.
Tradotto: quando cerchi, ad esempio, un hotel a Roma, in cima non troverai più solo le soluzioni di Google, ma un blocco dedicato ai siti di comparazione (pensa a Booking.com o Skyscanner) e, subito dopo, uno spazio per i fornitori diretti, come gli hotel stessi o le compagnie aeree.
Una mossa obbligata per dare più spazio ai concorrenti.
Ma cosa ci racconta Google di tutto questo?
La versione di Google: un servizio “peggiore” per colpa dell’Europa?
Google, dal canto suo, non ha perso tempo a lanciare l’allarme, sostenendo che queste modifiche peggioreranno la qualità e la praticità della ricerca per gli utenti europei.
Secondo l’azienda, rimuovere funzionalità integrate come Google Flights e ridurre le informazioni a colpo d’occhio, come i prezzi in tempo reale, renderà tutto più macchinoso. In pratica, ci stanno dicendo che per obbedire alle regole, sono costretti a offrirci un servizio meno efficiente.
Ma diciamocelo, è davvero la qualità del servizio a preoccupare Mountain View o piuttosto la perdita di controllo su segmenti di mercato estremamente redditizi?
La nuova interfaccia mette in evidenza un sito di comparazione, seguito da altri due con meno dettagli, e solo dopo una giostra di fornitori diretti. L’obiettivo dichiarato dell’UE era proprio questo: smontare un meccanismo in cui Google era sia arbitro che giocatore.
Ora il campo da gioco sembra diverso, ma chi ne beneficerà davvero?
Cosa significa questo per le ricerche di tutti i giorni
Per te che usi il motore di ricerca, il cambiamento è tangibile. Preparati a fare qualche click in più. Le informazioni che prima erano immediate ora potrebbero richiedere di visitare siti esterni. Vedrai più in evidenza i grandi aggregatori, questo è certo, ma per trovare l’offerta diretta di un piccolo hotel o di una compagnia aerea, potresti dover scorrere un po’ di più.
Per le aziende, si apre una partita diversa: i siti di comparazione hanno un posto d’onore garantito, mentre i fornitori diretti ottengono nuovi spazi dedicati.
Siamo di fronte a un esperimento enorme. Da un lato, l’Unione Europea che tenta di regolare i giganti del web per creare un mercato più equo. Dall’altro, una multinazionale che si adegua, ma avverte che le conseguenze ricadranno sull’esperienza finale dell’utente.
La domanda che resta aperta è se questo nuovo equilibrio porterà a una concorrenza più sana e a scelte migliori per noi, o se finirà per essere solo un compromesso che rende la vita digitale un po’ più complicata per tutti.
Staremo a vedere.

Hanno smontato la comoda gabbia dorata per spingerci in un labirinto. Bello, ma le uscite le vendono sempre gli stessi guardiani.
Tutti a piangere, io invece ringrazio i burocrati. Più caos per gli utenti significa più click per noi affiliati. Hanno solo spostato i soldi dalle tasche di Google a quelle degli aggregatori. Mi preparo a incassare.
Che bello, un tempo sognavamo un web aperto e ora ci regalano un labirinto di comparatori. L’illusione della scelta è la nuova frontiera del mercato digitale, ma la porta di uscita dov’è?
I geni di Bruxelles hanno deciso che per favorire la concorrenza si deve peggiorare l’esperienza di tutti, una logica ferrea che ci farà perdere ore su portali inutili. Grande conquista.
Ci danno più scelta per poi perderci in mille siti inutili, splendido. Ho paura che per prenotare un volo servirà una laurea in informatica.
Un colpo di stato normativo sulla ricerca. Ho il terrore di cosa troveremo domani.
@Sabrina Coppola Più che terrore, la vedo come una spallata al monopolio. Certo, ora la SERP è un Far West. Però per i brand più piccoli è un’occasione. Per noi addetti ai lavori sarà una bella sfida trovare il bandolo della matassa.
Insomma, per darci la libertà di scegliere tra mille sentieri ci hanno tolto l’autostrada, e adesso siamo tutti in coda nel fango. Chiamatelo progresso, se vi pare.
Parlate di erba e querce, io vedo che hanno rotto il motore della Formula 1 per far correre i go-kart. Stiamo celebrando un regresso imposto per legge, una palude di inefficienza. Ho il terrore di dove ci porterà questa mentalità.
@Valerio Valentini, hanno semplicemente democratizzato la lentezza, dando a tutti i go-kart la stessa possibilità.
@Valerio Valentini Hanno tolto il bisturi a un chirurgo arrogante per darlo a un comitato di macellai. Chiamatela concorrenza, se vi pare.
Il regolatore pota la quercia per far crescere l’erba. Gesto nobile, senza dubbio. Io però apprezzavo la sua ombra. Ora dove troverò riparo per prenotare un hotel?
@Clarissa Graziani, l’ombra era comoda, ok. Ma ora sotto la quercia spuntano i funghetti. Certo, alcuni saranno velenosi. Bisogna solo saperli riconoscere.
Questi colossi giocano a scacchi sulla nostra pelle, e la mossa dell’UE sembra un sacrificio di pedone per salvare il re. Mi terrorizza l’idea di non sapere quale sia la loro partita finale.
Sabrina, qui non è una partita a scacchi, è un casello autostradale. Hanno solo cambiato l’esattore, ma il pedaggio per noi lo paghiamo uguale.
L’UE sposta l’acqua da una vasca all’altra. Il traffico è solo deviato dal monopolista all’oligopolio degli aggregatori. L’utente finale intanto paga il conto con un’esperienza peggiore. Chi comanda davvero il cancello, adesso?
Una multa e cambiano tutto. Finta concorrenza. Loro sanno già cosa cerchiamo prima di noi. Quale sarà la prossima mossa per controllarci meglio?