Troviamo le giuste domande, troviamo i giusti clienti
Question research
Il tuo mercato fa domande ogni giorno, a Google e alle AI. Troviamo quelle che valgono e ti diciamo dove investire, numeri alla mano.
Ci hanno scelto e continuano a sceglierci











Il tuo mercato non cerca parole. Fa domande
Prima di firmare, un cliente si fa sempre le stesse domande: quanto costa davvero, quanto ci vuole, di chi fidarsi. Sono le domande che valgono, perché se le pone chi ha già deciso di spendere, e oggi le rivolge tanto a Google quanto ai motori di risposta, dove non visualizzerà una lista di dieci risultati: ne leggerà solo uno.
Da qui parte il nostro lavoro: trovare quelle domande, rilevare gli intenti che ne sono la causa, capire cosa si aspetta chi le fa, costruire le pagine che rispondono ad esse. È la differenza tra portare traffico e portare richieste.
E a ogni domanda, oggi, qualcuno risponde già
Per ogni domanda che vale, probabilmente c’è già qualcuno che sta rispondendo e che viene pescato e perfino citato dai modelli AI. Prima di mettere budget su contenuti o campagne conviene sapere chi occupa lo spazio e quanto è difficile spostarlo.
Se il marketing nella tua azienda è una voce di bilancio vera, i numeri li vuoi prima: chi sono i concorrenti, quanto è difficile superarli, quanto vale ogni domanda. La question research serve a questo. E quando i numeri dicono che non conviene, te lo diciamo prima che tu spenda.
Noi troviamo le domande che valgono
Quattro passaggi, un risultato: sapere dove investire prima di scrivere una riga di contenuto.
Alla fine sul tavolo hai un documento solo: le domande che valgono, in ordine di ritorno atteso. Da lì si decide.
E le presidiamo dove si decide la risposta: Google e le AI
Presidiare significa svolgere due lavori, con la stessa materia prima. Le pagine che rispondono bene si posizionano su Google: è la SEO, ed è la base necessaria. Sopra quella base lavora la GEO: fare in modo che le AI capiscano chi sei, si fidino di quello che pubblichi e ti citino nelle loro risposte.
Senza SEO non c’è GEO: se il sito non risponde alle domande del mercato, non si posiziona e non dà alle AI nulla da citare. Ma la GEO non si ferma al motore di ricerca: entità, dati strutturati e contenuti verificabili contano anche dove il ranking non esiste.
Così un cliente della business aviation è passato da 100 a 70.000 click organici al mese: prima le domande giuste, poi le pagine che rispondono, poi il presidio. I numeri, raccontati dal cliente, sono nel caso studio.
Le risposte alle tue domande
Cos’è la Question Research?
È l’analisi delle domande che le persone si pongono quando cercano un servizio/prodotto sul web, e degli intenti che ci stanno dietro. Restituisce quali domande hanno un pubblico reale nel tuo mercato, cosa si aspetta di trovare chi le fa e quanto ognuna vale in termini commerciali. L’unità di misura è la domanda per intero e non la singola parola cercata, perché è così che le persone si rivolgono sia a Google sia ai motori di risposta.
Come si fa a sapere quali domande vengono fatte alle AI?
Non esiste un archivio pubblico delle conversazioni con ChatGPT o Gemini, e chi sostiene di avere quei dati sta vendendo una stima travestita da misura. Quello che si può fare è interrogare i sistemi in modo sistematico, su molte formulazioni della stessa domanda e ripetutamente nel tempo, e osservare cosa rispondono, quali fonti citano e in quali sotto-domande scompongono la richiesta iniziale. È un’osservazione su un campione, non un contatore, e va presentata come tale.
Il volume di ricerca è ancora un dato affidabile?
Il volume di ricerca resta affidabile per quello che misura, cioè le ricerche digitate sui motori, ma oggi non misura più tutta la domanda: una crescente parte delle persone quella domanda la pone a un assistente, e in quei numeri non compare. Chi legge i volumi come se fossero il mercato intero sottostima ciò che c’è, e lo sottostima proprio dove la domanda è più complessa e quindi più commercialmente interessante. Per questo il volume va letto insieme ad altri segnali, non da solo.
Come si distingue una domanda che porta traffico da una che porta clienti?
Si guardano tre cose insieme: con che intento la domanda viene posta, cosa mostrano oggi i risultati per quella ricerca, e se qualcuno sta pagando per comparirci. Una domanda su cui i concorrenti investono in pubblicità da mesi è una domanda che vende, altrimenti avrebbero smesso di finanziarla. Le domande ad alto volume e basso intento riempiono le statistiche e non generano richieste, ed è il motivo per cui molti siti hanno traffico in crescita e nessun contatto in più.
Devo creare una pagina per ogni domanda dei miei clienti?
No, non serve necessariamente una pagina per ogni domanda, e costruirle così è uno degli errori più costosi. Domande diverse che nascono dallo stesso bisogno vanno tenute insieme sulla stessa pagina, altrimenti due pagine tue finiscono a contendersi la stessa ricerca e perdono entrambe; domande che sembrano simili ma vengono da momenti diversi del percorso d’acquisto vanno invece separate. Decidere quali raggruppare e quali dividere è la parte dell’analisi che determina l’architettura del sito.
Quali domande fa il tuo mercato? Scopriamolo
Due righe sul tuo mercato bastano. Torniamo con i numeri: le domande che valgono, chi le presidia oggi e se ha senso investire. Se non ha senso, te lo diciamo chiaramente.
I campi contrassegnati (*) sono obbligatori