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Warner Bros. Discovery ha lasciato Musk da solo in tribunale

Scritto da
Anita Innocenti
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Causa contro Musk e Tesla prosegue, gruppo media chiude con accordo separato dopo il no alle immagini di Blade Runner 2049

Warner Bros. Discovery e Alcon hanno chiesto l'archiviazione con pregiudizio della loro parte della causa contro Musk e Tesla, isolando l'imprenditore in tribunale. L'accordo separato pesa: il risarcimento da 1,5 miliardi nel caso Anthropic spinge i grandi gruppi a chiudere i rischi. Resta il dubbio che Musk non abbia una via d'uscita negoziata.

Non servirà una scena tagliata di Blade Runner 2049 per capire che la partita si fa dura. Ieri, Warner Bros. Discovery e Alcon Entertainment hanno chiesto al giudice Wu l’archiviazione con pregiudizio della loro parte della causa, mantenendo la giurisdizione sull’accordo. Il caso contro Elon Musk e Tesla, invece, continua. È una vittoria per lo studio, non una resa: il giudice Wu aveva già respinto le accuse di Alcon contro Warner Bros. Discovery con la sentenza dell’11 settembre, consegnando di fatto allo studio un successo, mentre Musk e Tesla restano in aula, da soli davanti al tribunale.

La pace separata che isola Musk

L’annuncio non lascia spazio a letture equivoche. Non si tratta di un ritiro rumoroso, ma di una chiusura tecnica: le parti chiedono al giudice di archiviare con pregiudizio, cioè senza possibilità di riaprire la domanda, e di conservare la giurisdizione per vigilare sull’accordo. In pratica, se l’accordo salta, il giudice può tornare a intervenire. Per Musk e Tesla, niente di tutto questo. La causa di Alcon riguarda la presunta violazione del copyright per l’uso di una scena ritenuta sostanzialmente simile a una scena di Blade Runner 2049. E non è un caso isolato: l’ultimo accordo si inserisce in una lista che ora conta 145 cause. Resta una domanda: perché Warner ha scelto di uscire proprio ora, e cosa c’entra una richiesta di immagini fatta nell’ottobre 2024?

Quel no che ha acceso la miccia

La risposta sta in quella richiesta. Il 9 ottobre 2024, il giorno prima del lancio, Warner Bros. Discovery contattò Alcon per chiedere l’uso di determinate immagini e clip di Blade Runner 2049 per la presentazione di Tesla: è la ricostruzione pubblicata da Variety. Alcon disse di no. Secondo Alcon, i co-CEO Andrew Kosove e Broderick Johnson rifiutarono la richiesta di WBD, obiettando che il film non fosse affiliato in alcun modo a Tesla, a Musk o a qualsiasi società di proprietà di Musk. Un rifiuto netto. E la causa non si è fermata lì: già lo scorso febbraio il tribunale aveva emesso un tentative ruling, una pronuncia provvisoria poi adottata come decisione finale, e aveva negato la mozione dei convenuti, come risulta dal fascicolo pubblicato su CourtListener.

Il conto da 1,5 miliardi che spaventa tutti

Se anche un colosso come Warner esce dal caso, il motivo non è certo la paura di una condanna miliardaria: le accuse di Alcon contro WBD erano già state respinte in una sentenza dell’11 settembre dal giudice Wu, che ha di fatto dato una vittoria allo studio, e l’intesa si limita a formalizzare l’uscita. Il più grande sviluppo processuale del 2025 resta il risarcimento da 1,5 miliardi di dollari nel caso Bartz contro Anthropic, come riportato da Copyright Alliance. Anthropic rischiava una sanzione potenzialmente enorme per aver scaricato milioni di copie pirata di opere usate per l’addestramento.

Davanti a cifre del genere, il calcolo di Warner diventa leggibile. Meglio chiudere e isolare il rischio, piuttosto che restare in un processo che può produrre danni molto più grandi. Il problema è che Musk e Tesla non hanno ancora risolto la loro parte. A febbraio il giudice aveva già respinto la mozione dei convenuti, e Alcon resta con la sua pretesa di violazione: una scena ritenuta sostanzialmente simile a una scena di Blade Runner 2049. Tradotto: per Musk la strada processuale è ancora aperta, senza rete di protezione.

La partita sul copyright AI non è più teoria: è un contenzioso da miliardi che spinge i grandi gruppi a isolare i rischi. Per chi vende o produce contenuti online, la domanda non è più se il copyright legato all’intelligenza artificiale farà male, ma quando arriverà il prossimo conto. Il fronte conta 145 cause, e l’accordo Anthropic ha mostrato che i risarcimenti possono arrivare al miliardo e mezzo di dollari. Ogni immagine, ogni prompt e ogni contenuto generato diventa una potenziale passività.

L'autore

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

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