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Barclays vuole metà dei suoi sviluppatori su Claude

Scritto da
Anita Innocenti
Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.
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Obiettivo: 50% sviluppatori entro 2026, con 2 miliardi di sterline di risparmi dal 2026 al 2028

Barclays porterà Claude Code al 50% dei suoi sviluppatori entro il 2026, con l'obiettivo di raggiungere la maggioranza degli ingegneri software nel 2027. L'adozione poggia su strumenti già attivi dal 2025, ma il risparmio di 2 miliardi di sterline tra il 2026 e il 2028 solleva il dubbio che l'efficienza si traduca in una riduzione dell'organico.

Il 1° ottobre, il comunicato ufficiale di Anthropic ha fissato un traguardo netto: entro la fine del 2026, Claude Code raggiungerà il 50% della popolazione di sviluppatori di Barclays, per poi diventare lo strumento della maggioranza degli ingegneri software nel 2027. Non è una sperimentazione. «Claude aiuta 16.000 colleghi di Barclays a trovare risposte per i clienti, smista 120.000 email al giorno e sarà nelle mani della maggior parte degli ingegneri di Barclays entro il 2027», ha dichiarato Paul Smith, Chief Commercial Officer di Anthropic.

Il traguardo del 50%: numeri che non sono esperimenti

Il 50% non arriva dal nulla. Il Colleague Knowledge Assistant di Barclays, basato su Claude e attivo dal 2025, ha gestito oltre un milione di ricerche ed è stato adottato da più di 16.000 colleghi. Lo strumento, come descritto nel comunicato ufficiale di Anthropic, poggia su un’architettura di retrieval-augmented generation, un sistema che recupera informazioni pertinenti prima di generare una risposta. Nel frattempo, la piattaforma di Barclays Global Markets elabora circa 120.000 email al giorno con i modelli Claude, riducendo il lavoro di gestione manuale e aiutando i colleghi a identificare e usare le informazioni rilevanti. Il ritmo è la parte più interessante: non una diffusione graduale, ma il passaggio in pochi mesi da strumento per pochi a standard per metà della popolazione di sviluppo. E il fatto che il Colleague Knowledge Assistant sia attivo dal 2025 dimostra che la banca non parte da zero: sta consolidando un percorso già avviato.

Sono numeri che misurano l’adozione, non il progetto. Ma dietro la cifra del 50% c’è una partita più ampia, e la risposta non è solo tecnologica.

Due miliardi di sterline e un quinto dei posti in bilico

La risposta sta nei conti. Sulla sua pagina dedicata, Barclays spiega di integrare tecnologie AI all’avanguardia per migliorare il modo in cui lavora e di esplorare le applicazioni pratiche della Generative AI per migliorare l’esperienza dei clienti, supportare decisioni con insight in tempo reale, semplificare i flussi di lavoro e aumentare velocità ed efficienza. Barclays punta a risparmi di circa 2 miliardi di sterline tra il 2026 e il 2028, obiettivo che a febbraio 2026 la banca ha collegato esplicitamente all’uso dell’intelligenza artificiale. Non è una scelta isolata: come riportato da CIO Dive, Anthropic sta adottando un destinati a cambiare i flussi di lavoro in settori specifici. L’approccio verticale, in questo contesto, significa non vendere un modello linguistico generico, ma un set di strumenti già piegati alle esigenze di un determinato comparto.

La spinta è di settore. Il 95% delle banche e delle assicurazioni sta ampiamente implementando o integrando più intensamente nuovi strumenti di AI nei processi di back-office dedicati a dati e tecnologia. Quasi tutte le principali banche e assicurazioni stanno incorporando l’AI in quelle funzioni e riportano una forte efficacia percepita. L’efficienza, però, ha un prezzo. Secondo Morgan Stanley, le banche europee potrebbero ridurre l’organico fino a un quinto nel breve termine proprio grazie all’IA.

È qui che la promessa di efficienza si scontra con la realtà del lavoro. Se l’AI promette di ridurre i costi e accelerare i processi, la stima di Morgan Stanley mette in fila una possibilità che nessun comunicato stampa ama esplicitare: meno persone. La domanda non è se l’AI entrerà nelle banche — ci è già entrata — ma quanto profondo sarà il taglio. E mentre Barclays corre, altri player si stanno posizionando.

La concorrenza di OpenAI e Google non è un dettaglio

Anche se Barclays ha scelto Claude, la strada è già affollata. Anthropic è alle prese con una concorrenza crescente da parte di OpenAI e Google nel settore finanziario: entrambe le società puntano a banche d’investimento, gestori di asset e hedge fund. È la collocazione più delicata per chi vuole vendere AI alle banche, perché ogni accordo vale più del contratto in sé: vale la possibilità di dimostrare che il proprio modello regge nei processi reali. L’approccio verticale di Anthropic è il possibile vantaggio differenziante. Resta da capire se basterà a difendere il vantaggio acquisito.

Per chi fa impresa online, il segnale non è l’ennesimo accordo tra una big tech e una banca: è un modello di integrazione verticale che sposta il valore dallo strumento al flusso di lavoro. Non si compra più solo un modello linguistico, si compra un processo già adattato a un settore. È una partita da osservare nei prossimi mesi, non tra due anni.

L'autore

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

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