Le regole del digitale stanno cambiando.
O sei visibile o sei fuori. Noi ti aiutiamo a raggiungere i clienti giusti — quando ti stanno cercando.
Contattaci oraLa stima diffusa dagli investitori parlava di 70 miliardi, ma la società ha comunicato un dato annualizzato vicino a 50
OpenAI ha comunicato agli investitori ricavi annualizzati vicini a 50 miliardi di dollari, correggendo la stima di 70 miliardi che circolava. La notizia ha scosso la filiera dell'intelligenza artificiale, con il Nasdaq in calo dell'1,4 per cento. Il dato conta perché la competizione con Anthropic si gioca sui ricavi, ma resta il dubbio che i numeri siano costruiti più per il mercato che per i bilanci.
Il buco da 20 miliardi
C’è un buco da 20 miliardi di dollari tra la cifra che per settimane è stata data per certa su OpenAI e quella che la società ha appena comunicato agli investitori. Il mercato l’ha scoperto giovedì scorso. Come riportato da TechCrunch citando il Financial Times, OpenAI ha detto che il suo ricavo annualizzato si sta avvicinando a 50 miliardi di dollari. Fino a poco prima, però, il numero che circolava era un altro: 70 miliardi.
Non era una previsione ufficiale, ma una stima costruita dagli investitori di OpenAI per avere un confronto diretto con i ricavi annualizzati di Anthropic, come ricostruito ancora dal Financial Times. Giovedì la notizia del gap ha colpito i listini tecnologici americani: il Nasdaq ha chiuso in calo dell’1,4%, secondo The Guardian. Nvidia ha perso il 2,9%, Oracle il 5,5%, Micron il 4,8%. Secondo i dati di mercato ripresi da CNBC, Nvidia è scesa del 3%, Oracle di quasi il 6% e CoreWeave di quasi l’8%. In un solo pomeriggio, la correzione dei ricavi di OpenAI ha scosso l’intera filiera dell’intelligenza artificiale.
Ma il crollo delle azioni non è l’unico segnale: dietro la correzione c’è una competizione che si è fatta più serrata.
La gara con Anthropic si decide sui numeri
E infatti, a fine luglio, Anthropic aveva già raggiunto un tasso di ricavi annualizzato di 65 miliardi di dollari, mentre OpenAI si attestava a 40 miliardi. Lo riportava CNBC ad agosto, in un confronto che oggi aiuta a capire perché la cifra dei 70 miliardi fosse così importante per gli investitori: serviva a non far sembrare OpenAI indietro rispetto alla rivale.
La pressione interna si vede anche dai messaggi. Ad agosto Sarah Friar aveva detto ai dipendenti di non preoccuparsi se Anthropic avesse debuttato prima di OpenAI. Il messaggio, riportato da CNBC, suonava rassicurante. Ma il fatto stesso di doverlo dire è un indicatore: la leadership di OpenAI non è più percepita come scontata.
Il confronto fra i due numeri, 65 contro 40 miliardi a fine luglio, racconta una gara che si decide sui ricavi prima ancora che sulle tecnologie. Ma è davvero solo una questione di ricavi? O c’è un problema di come questi numeri vengono costruiti e raccontati?
Cosa non torna nei conti
La domanda è legittima. Il numero dei 70 miliardi non era mai stato una previsione ufficiale. Come ricostruito dal Financial Times, era un calcolo degli investitori di OpenAI per confrontarla con Anthropic. Secondo The Guardian, però, OpenAI aveva segnalato circa 70 miliardi di dollari nelle informazioni fornite agli investitori il mese scorso, e quel dato era stato ampiamente riportato. In altre parole: la società non ha mai messo nero su bianco una guidance, ma ha lasciato circolare abbastanza materiale perché il mercato si costruisse da solo la cifra più favorevole.
I numeri certificati non aiutano a dissipare il dubbio. OpenAI ha raccolto 122 miliardi di dollari in un solo round di finanziamento a marzo. I bilanci finanziari trapelati del 2025 mostravano circa 13 miliardi di ricavi ma spese significativamente superiori. Ora la società dice di avvicinarsi a 50 miliardi di ricavo annualizzato: a marzo, la raccolta era più del doppio di quel valore. C’è un paradosso: una società che ha raccolto 122 miliardi e che nel 2025 spendeva molto più di quanto incassava ora deve dimostrare che i 50 miliardi sono solidi, non un’altra cambiale sul futuro.
Ora la palla è a OpenAI: dovrà dimostrare che i 50 miliardi sono solidi, non un’altra cambiale sul futuro.
Per chi fa impresa online, il messaggio è uno: i numeri dell’AI vanno letti con cautela, e la leadership di OpenAI non è più scontata. Le prossime settimane diranno se la correzione è stata solo un aggiustamento di aspettative o l’inizio di un ridimensionamento più profondo.
