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Contattaci oraLo standard è passato a una fondazione neutrale, ma quasi 534 skill su un campione presentano problemi di sicurezza critici
Anthropic ha ceduto Agent Skills alla Agentic AI Foundation, fondazione da lei cofondata con Block e OpenAI, mantenendo la manutenzione tecnica tramite due lead maintainers. Lo standard conta già 70 piattaforme adoptanti e 280 milioni di installazioni dichiarate. Il trasferimento rafforza l'interoperabilità e sottrae lo standard alla contestazione dei concorrenti, ma la governance neutrale non garantisce la sicurezza: il 13,4% delle 534 skill analizzate presenta problemi critici.
Anthropic ha annunciato che Agent Skills passa alla Agentic AI Foundation (AAIF), il nuovo ente neutrale sotto la Linux Foundation. Agent Skills è lo standard aperto che fornisce agli agenti di intelligenza artificiale conoscenze e flussi di lavoro specializzati: in pratica, pacchetti di istruzioni che insegnano a un assistente come svolgere un compito preciso. Ora non appartiene più a un solo vendor. Il punto è che non stiamo parlando di un progetto di nicchia. Secondo quanto dichiara la stessa Anthropic, più di 70 piattaforme di agenti, tra cui ChatGPT, Cursor, GitHub Copilot e VS Code, lo hanno integrato da quando è stato pubblicato, nel dicembre 2025. Allora la domanda viene da sé: perché regalare qualcosa che sta vincendo?
Uno standard che ha già vinto, e ora cambia casa
I numeri forniti da Anthropic danno l’idea della scala. Finora sono state pubblicate un milione di skill e le installazioni sono quasi 280 milioni. Va ricordato che si tratta di dati comunicati dall’azienda nel proprio annuncio, non di una misurazione indipendente. Anche presi con la dovuta cautela, però, descrivono uno standard nato meno di un anno fa e diventato in fretta un riferimento comune, adottato anche da concorrenti diretti di Anthropic.
Con il passaggio alla fondazione, la manutenzione dello standard resta comunque in mani esperte: David Soria Parra e Mahesh Murag sono indicati come Lead Maintainers, cioè le persone che ne curano l’evoluzione tecnica. E qui sta il paradosso. Un’azienda cede il controllo formale di uno standard proprio quando i numeri le danno ragione. Che cosa ci guadagna?
Perché regalarlo: la logica della fondazione neutrale
La risposta più plausibile è questa: uno standard che appartiene a tutti non può essere contestato da nessuno. Se Agent Skills restasse di Anthropic, ogni concorrente avrebbe un buon motivo per proporne uno alternativo. Affidato a un ente terzo, diventa invece terreno comune. E l’ente terzo, in questo caso, Anthropic lo conosce bene. Come annunciato a suo tempo, la Linux Foundation ha costituito la AAIF partendo da tre contributi fondativi: il Model Context Protocol (MCP) di Anthropic, goose di Block e AGENTS.md di OpenAI. Anthropic l’ha cofondata nel dicembre 2025 proprio con Block e OpenAI.
Da allora la crescita è stata rapida. Come riportato nel comunicato della fondazione sui quattro nuovi progetti, la AAIF è passata da 3 a 10 progetti in meno di un anno. Agent Skills, insieme a Open Responses, OpenEnv e OpenSandbox, si affianca al protocollo Agent2Agent (A2A), ad Agent Router, ad agentgateway, ad AGENTS.md, a goose e a MCP, tutti sotto una governance aperta e neutrale rispetto ai fornitori. Tradotto: le regole del gioco su come gli agenti parlano tra loro, si collegano agli strumenti e imparano nuove competenze si stanno concentrando in un unico luogo, formalmente di nessuno.
L’interoperabilità, del resto, è già realtà. Nella documentazione di ChatGPT sulle skill si legge che le skill di ChatGPT e Codex vengono lette dalle directory.agents/skills e si basano sullo standard aperto di agentskills.io. Una skill scritta una volta, insomma, può funzionare su strumenti di aziende diverse. Comodo. Ma se tutti adottano tutto, chi controlla che cosa si installa davvero dentro un agente?
Il rovescio del successo: skill pronte all’uso, ma non alla fiducia
Oggi la risposta onesta è: nessuno lo garantisce fino in fondo. Uno studio pubblicato su arXiv descrive i metadati delle skill, cioè le informazioni che accompagnano ogni pacchetto, come “pronti per l’attivazione ma poveri di governance”. Significa che un agente sa benissimo quando e come usare una skill, ma spesso non c’è scritto chiaramente quale versione sia né da dove provenga. Versioni e provenienza restano implicite. Lo stesso studio osserva che i grafi delle dipendenze, ossia la mappa di cosa si appoggia a cosa, collegano skill, pacchetti software e servizi esterni, con un riuso concentrato. Quando poche componenti vengono riutilizzate da molti,
un difetto in una di esse si propaga a cascata.
E i difetti ci sono. Secondo un’analisi della società di sicurezza Snyk, il 13,4% di tutte le skill, 534 in totale, contiene almeno un problema di sicurezza di livello critico: distribuzione di malware, attacchi di prompt injection (istruzioni nascoste che manipolano il comportamento dell’agente) e segreti esposti, come chiavi di accesso lasciate in chiaro. Non è un difetto marginale. È il genere di problema che, dentro un agente con accesso a email, file o gestionali, può fare danni concreti.
Ecco il nodo. La governance neutrale rende Agent Skills più solido come standard: più difficile da frammentare, più facile da adottare per chiunque. Ma la neutralità non rende automaticamente sicure le skill che circolano. Nelle prossime settimane varrà la pena osservare se la fondazione deciderà di rendere obbligatori versioni e provenienza esplicite, e con quali tempi. Fino ad allora, per chi fa impresa online e affida agli agenti pezzi del proprio lavoro, ogni skill installata resta una dipendenza esterna, da trattare come qualsiasi software di terzi: sapere chi l’ha scritta, cosa fa e a cosa ha accesso.
