SERRA – Strategia e lancio digitale

People Inc. ha perso un quarto del suo traffico

Scritto da
Anita Innocenti
Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.
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Sessioni core a 1,61 miliardi, ricavi digitali +2% e licenze AI +49%

People Inc. ha chiuso il terzo trimestre 2026 con 1,61 miliardi di sessioni core, il 26% in meno su base annua, mentre i ricavi digitali sono cresciuti del 2% a 288,5 milioni grazie al licensing balzato del 49% e alla pubblicità in calo dell'8%. Il modello regge finché le piattaforme di intelligenza artificiale pagano, ma il prezzo sono i 195 posti di lavoro tagliati.

Il traffico core di People Inc. è crollato del 26% in un anno, eppure i ricavi digitali sono saliti del 2%. Non è un miracolo: è il nuovo baratto dell’editoria con l’intelligenza artificiale, pagato il 29 ottobre con 195 posti di lavoro. Nel terzo trimestre 2026, People Inc. ha registrato 1,61 miliardi di core session, il 26% in meno rispetto ai 2,17 miliardi dell’anno precedente.

La scomparsa silenziosa del traffico da ricerca

Il calo non è un incidente di percorso. Stando ai dati comunicati da People Incorporated, l’azienda lo attribuisce principalmente alle esperienze di ricerca e scoperta dei contenuti orientate all’AI: gli AI Overviews, quei riquadri in cui Google risponde direttamente alla domanda dell’utente senza costringerlo a cliccare sul sito, raggiungono una penetrazione dell’82%. Tradotto: otto volte su dieci, chi cerca una risposta non arriva più ai contenuti originali.

I numeri di Chartbeat dicono che non è un problema solo di People Inc. Secondo i dati di Chartbeat, la ricerca rappresenta a settembre il 12% delle pageview degli editori nordamericani, in calo dal 21% di un anno prima. E se guardi al peso di Google dentro People Inc., la tendenza è ancora più netta: come riportato da Press Gazette, il traffico da ricerca Google oggi rappresenta il 25% delle sessioni core, contro il 55% del primo trimestre 2024 e il 34% del primo trimestre 2025. In poco più di due anni, la quota si è più che dimezzata.

Ma come si spiega che i ricavi digitali siano comunque cresciuti mentre il traffico affonda?

Licensing +49%, pubblicità -8%: il nuovo equilibrio

La risposta sta nei ricavi da licensing. Nel terzo trimestre 2026, il ricavo digitale di People Inc. è cresciuto del 2% a 288,5 milioni di dollari — il dodicesimo trimestre consecutivo di crescita — perché i ricavi da licensing sono balzati del 49% mentre la pubblicità digitale è calata dell’8%. In pratica, l’azienda sta sostituendo i soldi della pubblicità con quelli delle licenze: vende i propri contenuti alle piattaforme di intelligenza artificiale che li usano per addestrare i modelli. È un ribaltamento del rapporto di forza: prima Google portava il traffico e l’editore monetizzava con la pubblicità; adesso l’editore vende direttamente i contenuti e lascia che sia l’AI a consumarli.

Ma c’è un conto da pagare. La scorsa settimana l’azienda ha eseguito tagli di personale per 195 dipendenti, circa il 6% della forza lavoro. I tagli, come riportato da The Hollywood Reporter, hanno colpito principalmente i reparti stampa e web. Il messaggio è chiaro: se il traffico da ricerca non arriva più, la macchina editoriale va ridimensionata. Meno sessioni significano meno pageview, meno pubblicità esposta e meno personale necessario per gestire il flusso.

E qui arriva la domanda scomoda: questa strategia regge anche quando i tagli toccano il 6% della forza lavoro? Per ora i conti dicono di sì, ma il prezzo lo pagano le persone che producono i contenuti che poi vengono concessi in licenza. È un circolo che funziona finché le piattaforme di AI sono disposte a pagare: il giorno in cui smetteranno, resteranno solo le macerie.

Il New York Times sorride, gli altri tagliano

Il taglio di 195 posti, annunciato il 29 ottobre, è il prezzo immediato. Ma la vera partita si gioca altrove: nel modello di business. Come riportato da Digiday, il New York Times ha dichiarato agli investitori che la ricerca AI non stava danneggiando il proprio business, perché il suo modello si basa sull’engagement degli abbonati, non sul traffico occasionale da ricerca. In altre parole: chi ha un pubblico pagante che torna ogni giorno non dipende da Google.

E per chi non ha né licenze né abbonamenti, quale strada resta? Poca. Per chi fa impresa online il segnale è netto: il traffico organico da ricerca non è più una rendita. O si vende altro — licenze, abbonamenti — o si taglia. Non ci sono vie di mezzo.

L'autore

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

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