Google potenzia NotebookLM con la Deep Research

Anita Innocenti

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Ma la vera domanda è quanto sia affidabile questa nuova funzione di “Ricerca Profonda” e quanto controllo abbiamo sull’interpretazione dei dati.

Google sta potenziando NotebookLM, il suo strumento AI, con la funzione "Deep Research" per analizzare connessioni nascoste e supportando ora Google Slides e Sheets. Promettendo analisi più rapide e profonde dei tuoi documenti, l'aggiornamento solleva interrogativi sull'affidabilità delle interpretazioni algoritmiche e sulla crescente dipendenza dall'ecosistema di Mountain View. È un passo avanti, ma i dubbi restano.

Unire i puntini: arriva la “ricerca profonda”

Ti è mai capitato di avere una montagna di documenti e di dover passare ore a collegare le informazioni tra di loro? Fino a ieri, per un lavoro del genere dovevi quasi fare i salti mortali, magari usando strumenti diversi e sperando di non perdere pezzi per strada.

Google sembra aver colto il problema e, come descritto sul suo blog ufficiale, ha integrato in NotebookLM una funzione chiamata Deep Research. L’obiettivo è proprio quello di analizzare in modo automatico tutte le tue fonti per trovare connessioni, temi nascosti e schemi che a occhio nudo ti sfuggirebbero.

In pratica, carichi i tuoi materiali e l’IA si mette al lavoro per te, creando una sintesi ragionata e interconnessa.

Sembra una bella comodità, vero?

Certo, l’idea di un assistente che fa il lavoro di ricerca pesante è notevole, ma la domanda sorge spontanea: quanto è affidabile questa “profondità”? E soprattutto, quanto controllo abbiamo sull’interpretazione che l’algoritmo dà delle nostre stesse fonti?

Ma non si tratta solo di scavare più a fondo. Google ha capito che le tue informazioni non vivono solo dentro ai PDF.

Non solo testo: il tuo archivio ora è più completo

Il vero limite di molti di questi strumenti è sempre stato il formato dei file. Potevi avere le informazioni più preziose del mondo, ma se erano in un foglio di calcolo o in una presentazione, tanto valeva che te le ricopiassi a mano. Con questo aggiornamento, NotebookLM allarga le sue braccia e ora accetta anche presentazioni Google Slides e fogli di calcolo Google Sheets. Questo significa che puoi buttare dentro report, analisi numeriche e slide senza doverli prima convertire o rielaborare.

È un passo avanti in termini di praticità, non c’è dubbio.

Pensa a un report di marketing: ora puoi caricare sia l’analisi testuale che i dati numerici e le slide della presentazione, avendo tutto in un unico posto, pronto per essere analizzato.

Un bel risparmio di tempo.

Però, questo significa anche legarsi ancora di più a un unico ambiente di lavoro, quello di Google. La comodità ha sempre un prezzo, e in questo caso è una dipendenza sempre maggiore dalla loro suite di prodotti.

Tutto questo potenziamento si basa su un principio che Google continua a sbandierare come il suo asso nella manica, un dettaglio su cui vale la pena fermarsi un attimo.

Il “recinto” di Google: un vantaggio o un limite?

La caratteristica distintiva di NotebookLM, quella che Google non si stanca mai di ripetere, è che l’IA lavora solo ed esclusivamente sulle fonti che tu fornisci. A differenza dei chatbot generalisti che pescano informazioni da tutto il web (con il rischio di inventarsi le cose), qui lo strumento resta confinato nel tuo “recinto” di documenti.

Questo dovrebbe garantire risposte pertinenti e accurate, basate solo sulla tua conoscenza.

Da un lato, è una garanzia importante: sai che l’output non sarà inquinato da informazioni esterne non verificate.

Dall’altro, però, questo “recinto” è pur sempre costruito e gestito da Google. Ti danno uno strumento potentissimo per analizzare le tue informazioni, ma lo fai sempre all’interno della loro piattaforma, secondo le loro regole.

L’aggiornamento è senza dubbio un passo avanti notevole, ma la vera domanda resta:

stiamo diventando ricercatori più efficienti o semplicemente utenti più integrati nel sistema di Google?

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

19 commenti su “Google potenzia NotebookLM con la Deep Research”

    1. Analisi dei dati algoritmici: la “profondità” è sempre un vantaggio? Mi chiedo se questa ossessione per l’analisi automatizzata non ci renda solo più ciechi di fronte alle vere correlazioni.

  1. Giovanni Battaglia

    Deep Research? Altro giro, altra corsa. Speriamo che l’algoritmo non ci propini solo fuffa. La vera sfida resta: fidarsi o no?

    1. Chiara De Angelis

      Paola Pagano, “profonda” ricerca? 🧐 Già. Speriamo non sia solo fumo negli occhi. L’affidabilità è il vero nodo. Controlleremo il processo, o ci controllerà lui? 🤔 Sento odore di dipendenza. 💸

    2. Riccardo Cattaneo

      Paola, ottima domanda! 🧐 Ma se Google “unisce i puntini”, chi ci dice che non stia disegnando un piano più grande per noi? 🤫 Dati nostri, controllo loro. Che fiducia! 🤯

    1. Danilo, la tua perplessità è sacrosanta. Se Google “unisce i puntini”, chi ci garantisce che non stia, invece, disegnando un percorso a senso unico? La dipendenza digitale è un mantra che si ripete, con scarsa originalità.

  2. Isabella Sorrentino

    Certo, un nuovo strumento che “unisce i puntini” con la promessa di analisi impeccabili. Proprio quello di cui avevamo bisogno per affidare ulteriormente il nostro pensiero a degli algoritmi. Chissà se poi ci lasceranno anche respirare autonomamente.

  3. Google unisce i puntini. Ma chi decide quale figura appare? La “Deep Research” è una lente, ma il suo produttore ha una visione sua? Dubito.

  4. Che bello questo aggiornamento di NotebookLM! ✨ Mi fa pensare a quanto sia prezioso avere un aiuto per collegare le idee. Ma… chi ci assicura che i collegamenti siano sempre quelli giusti? 🤔

    1. Eva, capisco il tuo entusiasmo per i collegamenti. Ma se l’AI “unisce i puntini”, siamo sicuri che lo faccia nel modo in cui vorremmo noi, o in quello che fa comodo a loro?

    1. Luciano D’Angelo

      Renato, “scatola magica” è un eufemismo. 😅 L’IA unisce i puntini, ma chi guarda il disegno? La fiducia negli algoritmi mi spaventa. Dov’è la nostra capacità critica? 🤔

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