Reddit contro l’Australia: la battaglia legale sul divieto ai minori di 16 anni è appena iniziata

Anita Innocenti

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La piattaforma si appella alla libertà di parola e contesta la definizione di “social network”, mentre il governo non cede e altre piattaforme migrano.

Reddit porta in tribunale l'Australia, contestando la legge che vieta i social ai minori di 16 anni. La piattaforma si appella alla libertà d'espressione e, con una mossa audace, nega la sua stessa natura "social". Mentre il governo non cede, la legge rischia di innescare una frammentazione del web e un inefficace gioco dell'acchiappa la talpa con i giovani utenti.

Reddit contro l’Australia: la battaglia legale sul divieto ai minori di 16 anni è appena iniziata

Reddit ha deciso di passare alle maniere forti, portando la sua protesta contro il nuovo divieto australiano sui social media direttamente davanti all’Alta Corte.

L’obiettivo? Ottenere un’esenzione da quella che è, a tutti gli effetti, una delle prime vere bastonate legislative a livello mondiale contro l’accesso dei minori alle grandi piattaforme.

La mossa di Reddit, come scritto su The Register, rappresenta un segnale forte, una delle prime reazioni corporate a una legge che, di fatto, mette l’Australia in prima linea nella regolamentazione del rapporto tra giovani e social network.

Una mossa audace, certo, che però poggia su fondamenta legali tutt’altro che scontate.

Le carte di Reddit: tra libertà di parola e un’identità “non social”

La strategia legale del colosso americano si basa su due pilastri principali, pensati per far vacillare l’impianto costituzionale della nuova legge. Il primo argomento è un richiamo diretto alla libertà di espressione politica, un principio che in Australia è implicito ma sacro. Secondo Reddit, impedire ai minori di 16 anni di avere un account significa tappare la bocca a una generazione le cui opinioni, piaccia o no, influenzano le scelte degli elettori adulti, a partire da genitori e insegnanti. Una tesi interessante, che solleva un dubbio legittimo:

stiamo proteggendo i ragazzi o li stiamo semplicemente isolando dal dibattito pubblico?

Ma è il secondo punto a essere, se vogliamo, ancora più spiazzante. Reddit sostiene che la sua piattaforma non dovrebbe nemmeno rientrare nel perimetro della legge, perché la sua funzione principale non sarebbe l’interazione sociale.

La prova?

La marea di utenti anonimi che la popolano. Anzi, rincarano la dose affermando che un accesso da utente registrato sarebbe persino più sicuro per un minore, perché permetterebbe di usare filtri per i contenuti, cosa impossibile per chi naviga senza un account. Un’argomentazione che, a dirla tutta, suona un po’ come un tentativo di arrampicarsi sugli specchi.

Argomenti che sulla carta potrebbero avere un loro perché, ma che si scontrano con una legge che non sembra disposta a fare sconti.

Una legge che non guarda in faccia a nessuno

Diciamocelo, la Social Media Minimum Age (SMMA) australiana è una legge tosta.

Parliamo di multe che possono arrivare fino a 49,5 milioni di dollari australiani per le piattaforme che non si adoperano a dovere per rimuovere gli account dei minori di 16 anni.

E la lista dei “sorvegliati speciali” è lunga: da Meta a TikTok, passando per X, YouTube e Twitch.

L’eSafety Commissioner, Julie Inman Grant, ha già messo le cose in chiaro inviando avvisi a dieci piattaforme per chiedere conto delle loro azioni, come riportato dal portale KPBS.

Le opzioni per la verifica dell’età sono varie, e vanno dalla richiesta di documenti all’uso di tecnologie di stima facciale.

Una misura che, inevitabilmente, fa sorgere più di una perplessità sul fronte della privacy.

Ma Reddit non è l’unica a storcere il naso.

La battaglia legale, infatti, si sta allargando.

L’impatto reale: tra rischi per la privacy e l’effetto “acchiappa la talpa”

A fianco di Reddit si è già schierato il Digital Freedom Project, che ha presentato un ricorso simile per conto di due quindicenni. Il governo australiano, dal canto suo, non arretra di un millimetro, dichiarando di essere “dalla parte dei genitori e dei ragazzi australiani, non delle piattaforme”. Eppure, mentre la battaglia si consuma nelle aule di tribunale, sul campo sta succedendo qualcosa di prevedibile.

I ragazzi, semplicemente, si spostano altrove.

App alternative come Yope e Lemon8 hanno visto un’impennata di download. Questo costringe le autorità a un continuo inseguimento, un gioco dell'”acchiappa la talpa” in cui si chiude una porta e si aprono dieci finestre.

La stessa Reddit, pur conformandosi alla legge, ha espresso forte preoccupazione: questa normativa non solo impone processi di verifica intrusivi per tutti, adulti compresi, ma crea anche una frammentazione illogica del mercato digitale. La partita, insomma, è tutta da giocare, e gli occhi del mondo sono puntati sull’Australia per capire se questa stretta legislativa sarà un modello da replicare o un esperimento destinato a fallire.

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

22 commenti su “Reddit contro l’Australia: la battaglia legale sul divieto ai minori di 16 anni è appena iniziata”

  1. Francesco De Angelis

    Un divieto totale pare una soluzione semplicistica. I ragazzi troveranno sempre il modo per aggirarlo. Mi chiedo se non si stia perdendo l’occasione per educare a un uso più consapevole degli strumenti digitali.

    1. Francesco, l’educazione è un bel discorso, ma non paga gli avvocati di Reddit. Questa crociata statale crea un precedente da panico per chi fa il mio mestiere. Domani a quale piattaforma toccherà?

    1. Silvia Graziani

      @Lorena Santoro, questa mossa “non social” è di una disperazione che fa quasi tenerezza, come se bastasse giocare a nascondino con le parole per schivare le proprie responsabilità. È un teatrino surreale per non ammettere di avere un problema da gestire.

    2. @Lorena Santoro Altro che disperazione, è puro calcolo. Qui si parla di cash e user base. Le etichette legali sono solo l’arma che usano.

  2. Reddit che si dichiara “non social” è un capolavoro di arrampicata sugli specchi legale per salvare il fatturato. Intanto i governi si illudono di poter recintare internet con delle normative. Che teneri.

    1. Benedetta Donati

      @Letizia Costa Questa battaglia è un teatrino. Mentre loro recitano, i dati dei ragazzi diventano oro. Chissà chi li sta già pesando.

    2. Giovanni Battaglia

      @Letizia Costa Il teatrino è perfetto: la volpe si dichiara agnello e il pastore finge di crederci. Intanto la platea applaude la farsa. E io che dovrei insegnare a costruire community…

    1. @Filippo Villa Il pretesto scenico è azzeccato, ma gli utenti non sono neppure il fondale: sono il giacimento minerario per cui due entità si battono, fingendo entrambe di preoccuparsi per il paesaggio circostante.

      1. @Paola Pagano La tua immagine del giacimento è azzeccata. La vera contesa è su chi scava più a fondo, il resto è solo rumore di fondo.

  3. Guerra di facciata. La posta in gioco non sono i minori, ma i loro dati. Chi li profila da giovani si prende il mercato futuro. Lo Stato vuole solo la sua fetta della torta, tutto qui.

  4. Veronica Napolitano

    La libertà di parola usata come scudo è comica. Reddit difende il suo vivaio di utenti, non i nostri diritti. Il governo, dal canto suo, finge di proteggere i minori. È solo una squallida lotta per il controllo dei dati futuri.

  5. Chiara De Angelis

    Una patetica farsa legale. Reddit non è un social, certo. Difendono il loro bacino di dati, non la libertà. Chi paga per queste recite?

  6. Sabrina Coppola

    La definizione legale di ‘social’ è un dettaglio irrilevante di fronte al modello di business. Questa battaglia non è per la libertà, ma per la metrica del Lifetime Value di un utente acquisito a 14 anni; tutto il resto è solo una malinconica narrazione pubblica.

  7. Questa battaglia legale costruisce una diga di carta contro un’onda di adolescenti; mi terrorizza pensare in quali canali incontrollati finiranno per riversarsi tutti.

    1. Giorgio Martinelli

      @Renato Martino Si abdica al ruolo educativo per una finta protezione; questa roba non li tutela, li butta solo in pasto al Far West digitale.

    2. Riccardo Cattaneo

      @Renato Martino “Canali incontrollati” è un’illusione. Qualcuno controlla sempre, che sia un algoritmo russo o un moderatore nel suo scantinato. La vera domanda è: quale padrone preferiamo per i dati dei ragazzini?

  8. Giorgio Martinelli

    La discussione legale distoglie dal punto: serve formare i ragazzi a navigare il web, non costruire muri che loro scavalcheranno il giorno dopo.

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