Bing cambia pelle: Copilot al centro della nuova sfida a Google

Anita Innocenti

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Microsoft punta tutto su Copilot, abbandonando la classica homepage di Bing per un’esperienza di ricerca basata sull’intelligenza artificiale e risposte immediate.

Microsoft tenta il tutto per tutto con Bing, trasformandolo da motore di ricerca a "motore di risposte" potenziato dall'IA Copilot. La nuova homepage, essenziale e diretta, mette in primo piano la conversazione intelligente. Una scommessa audace per convincere gli utenti a cambiare abitudini decennali e abbandonare finalmente la fortezza Google.

Bing si rifà il look? No, cambia proprio pelle

Microsoft ci riprova.

Sembra che a Redmond non si diano pace e abbiano deciso di sferrare un nuovo attacco alla fortezza di Google, ma questa volta la strategia è diversa. Niente più tentativi di copiare il re dei motori di ricerca, ma un cambio di rotta netto che mette al centro di tutto una sola parola: Copilot.

Stanno infatti testando una nuova homepage per Bing che abbandona la classica, e diciamocelo, iconica immagine di sfondo per fare spazio a un messaggio diretto e senza fronzoli. La pagina ti accoglie presentandosi non più come un semplice motore di ricerca, ma come il tuo “motore di ricerca e risposte potenziato dall’IA”.

Un cambiamento che può sembrare di facciata, ma che in realtà nasconde una trasformazione profonda. L’obiettivo è chiaro: spostare la tua attenzione dalla semplice ricerca di link a una conversazione intelligente, dove Bing non si limita a mostrarti una lista di siti, ma ti fornisce una risposta già pronta e argomentata.

Ma siamo sicuri che questa sia la strada giusta per convincere gli utenti a cambiare le proprie abitudini, radicate da decenni?

L’asso nella manica (o l’unica carta rimasta?): Copilot

Il cuore pulsante di questa rivoluzione è, ovviamente, Copilot. Non si tratta di un semplice chatbot aggiunto sopra un motore di ricerca tradizionale.

La tecnologia che muove tutto, chiamata modello Prometheus, è un intreccio complesso che fonde l’immenso indice di ricerca di Bing con la potenza dei modelli linguistici di OpenAI, come il famoso GPT-4. In pratica, quando poni una domanda, il sistema non si limita a “pensare” una risposta, ma la costruisce partendo da informazioni verificate che pesca in tempo reale dal web, citando le fonti e suggerendoti approfondimenti.

Microsoft sta scommettendo tutto su questa integrazione, cercando di trasformare Bing da un eterno secondo a un vero e proprio “answer engine”. L’idea è quella di darti risposte veloci, riassunte e affidabili, un po’ come avere un assistente di ricerca sempre a tua disposizione.

La mossa è audace, perché sposta il focus dal “dove trovo l’informazione” al “qual è l’informazione”.

E questo ci porta a una domanda fondamentale: se la risposta te la dà già l’IA, che fine faranno i siti web che quelle informazioni le creano?

Una questione di facciata o una vera rivoluzione?

Questa non è una mossa improvvisata, ma l’ultimo passo di un percorso iniziato già da tempo.

Ricordi quando si parlava di “Bing Chat”?

Quel nome è stato mandato in pensione nel 2023, unificando tutto sotto il brand “Copilot”, come descritto nel blog ufficiale di Microsoft. Una scelta di marketing astuta: perché continuare a spingere un marchio, Bing, che fatica a decollare, quando puoi cavalcare l’onda di un nome nuovo e associato all’innovazione dell’IA?

Mettere Copilot in primo piano sulla homepage è la dichiarazione finale di questa strategia. Microsoft non sta più cercando di convincerti che Bing è un buon motore di ricerca; sta cercando di convincerti che non hai più bisogno di un motore di ricerca “tradizionale”.

Il dubbio, però, rimane: stanno davvero creando un prodotto migliore per l’utente o stanno semplicemente mascherando un vecchio prodotto con un nome più moderno, sperando che questa volta la gente ci caschi?

La partita, insomma, si gioca tutta qui: non sul trovare link, ma sul fornire risposte.

E Microsoft ha appena messo sul tavolo la sua scommessa più grande.

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

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