Nvidia Alpamayo: la rivoluzione IA che promette auto autonome capaci di pensare

Anita Innocenti

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Alpamayo 1, il modello di linguaggio e azione visiva di Nvidia, promette di far “ragionare” le auto come un essere umano, spiegando le proprie decisioni e aprendo nuove frontiere per la guida autonoma.

Al CES 2026 Nvidia presenta Alpamayo, una piattaforma IA open-source che promette di far "ragionare" le auto autonome, superando i limiti della percezione. Una mossa strategica per imporre il proprio hardware, con Mercedes-Benz già pronta a integrare la tecnologia. Resta da vedere se la promessa di una vera intelligenza artificiale su strada sarà mantenuta o resterà solo marketing.

Nvidia Alpamayo: l’IA che insegna alle auto a “pensare” (ma dobbiamo crederci davvero?)

Al CES 2026, Nvidia ha tirato fuori dal cilindro una di quelle annunciate che, sulla carta, potrebbero cambiare le regole del gioco per la guida autonoma. Stiamo parlando di Alpamayo, una piattaforma di intelligenza artificiale che non si limita a far “vedere” la strada a un’auto, ma promette di insegnarle a “ragionare” come un essere umano. Jensen Huang, il CEO di Nvidia, non ha usato mezzi termini, definendolo “il momento ChatGPT per l’IA fisica”, ovvero per le macchine che agiscono nel mondo reale.

La promessa è enorme.

Forse troppo.

Il punto è che, fino ad oggi, i sistemi di guida autonoma si sono basati principalmente sulla percezione: telecamere e sensori riconoscono oggetti, persone, segnali stradali e reagiscono di conseguenza. Un approccio che funziona bene il 99% delle volte, ma che va in crisi di fronte a situazioni impreviste, quelle che gli addetti ai lavori chiamano “long-tail”, ovvero gli eventi rari.

Ed è proprio qui che si gioca la partita della vera autonomia.

Cos’è davvero Alpamayo e perché dovrebbe interessarti

Il cuore pulsante di tutto è Alpamayo 1, un modello di linguaggio e azione visiva (VLA) da 10 miliardi di parametri.

Tradotto in parole povere, non si limita a elaborare i dati dei sensori per decidere se sterzare o frenare, ma è in grado di generare una spiegazione testuale del suo processo decisionale.

In pratica, l’auto può “spiegare” perché ha deciso di rallentare o di cambiare corsia, descrivendo il contesto e le possibili alternative che ha scartato.

Come descritto da TechCrunch, l’obiettivo è passare da un sistema che reagisce a uno che ragiona e comunica le sue intenzioni.

Un passo avanti notevole in termini di sicurezza e, soprattutto, di trasparenza, un tema caldissimo quando si parla di affidare la propria vita a un algoritmo.

Ma un modello, per quanto potente, da solo non basta a cambiare le carte in tavola.

E qui Nvidia ha giocato la sua mossa più astuta.

Non solo un modello: la mossa strategica di Nvidia

Invece di tenersi tutto stretto, Nvidia ha deciso di rilasciare Alpamayo come una piattaforma aperta. Questo significa che il modello Alpamayo 1 è disponibile liberamente su Hugging Face, permettendo a chiunque di studiarlo, modificarlo e adattarlo.

Oltre al modello, hanno messo sul piatto AlpaSim, un simulatore open-source per testare i veicoli in condizioni realistiche ma sicure, e un gigantesco dataset con oltre 1.700 ore di dati di guida raccolti in 25 paesi.

Insomma, un pacchetto completo per chiunque voglia sviluppare veicoli autonomi di livello 4.

Ma diciamocelo, quando una multinazionale come Nvidia parla di “apertura” e “trasparenza”, è lecito chiedersi dove sia il trucco.

La mossa è brillante: rendendo la propria tecnologia lo standard di fatto del settore, Nvidia si assicura che lo sviluppo futuro ruoti attorno al suo hardware, come la piattaforma DRIVE.

Una bella promessa, certo.

Ma chi ci sta mettendo la faccia (e i soldi)?

Dalle promesse alla strada: chi sta già salendo a bordo

A quanto pare, la strategia sta funzionando. Nomi pesanti del settore come Jaguar Land Rover, Lucid Motors e persino Uber hanno già espresso il loro interesse, lodando l’approccio aperto e la possibilità di accelerare lo sviluppo in modo sicuro. Thomas Müller di JLR, come riportato sul blog ufficiale di Nvidia, ha sottolineato come uno sviluppo IA trasparente sia essenziale per far progredire la mobilità autonoma in modo responsabile.

Belle parole, che però dovranno trovare riscontro nei fatti.

E un primo riscontro concreto sembra essere già dietro l’angolo.

Huang ha annunciato che la prima auto di serie a integrare Alpamayo sarà la nuova Mercedes-Benz CLA, che dovrebbe arrivare sulle strade americane già quest’anno. Sarà questo il vero banco di prova per capire se la “rivoluzione del ragionamento” di Nvidia è solida come dicono o se, ancora una volta, la strada verso una guida autonoma completa e affidabile è molto più lunga e tortuosa di quanto le presentazioni patinate del CES vogliano farci credere.

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

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