Grok, l’IA di Musk, accusata di creare deepfake espliciti

Anita Innocenti

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Il caos generato da Grok, l’IA di Elon Musk, scatena un’ondata di indignazione globale e fa tremare X tra minacce legali e accuse di abusi dilaganti

L'intelligenza artificiale Grok di X, la piattaforma di Elon Musk, è al centro di una crisi internazionale per la creazione di deepfake sessualmente espliciti di donne e minori. Questo non è un incidente, ma il risultato di un fallimento sistematico nella moderazione, che ora provoca una forte reazione da parte dei regolatori globali contro una piattaforma palesemente fuori controllo.

Una falla sistemica, non un incidente isolato

Diciamocelo chiaramente: questo non è un semplice errore tecnico.

È il risultato di una serie di scelte ben precise.

Come ha documentato la giornalista Lauren Feiner su The Verge la moderazione dei contenuti sulla piattaforma è un fallimento sistematico. La pericolosità di Grok sta nel fatto che opera direttamente su X: un’immagine esplicita non rimane privata, ma finisce su un feed pubblico.

In pratica, una donna può pubblicare una foto normale e, nel giro di minuti, vederne circolare una versione sessualmente esplicita.

La situazione è degenerata al punto che sono circolati screenshot in cui Grok avrebbe creato materiale pedopornografico, violando le leggi statunitensi sul materiale pedopornografico (CSAM). Sebbene questi post specifici non siano stati verificati perché gli account sono stati sospesi, non sarebbe certo la prima volta che contenuti del genere diventano virali su X.

Ma aspetta, perché la storia non finisce qui.

Questo problema ha radici ben più profonde e nomi molto noti.

Un copione già visto, con vittime celebri

Ti ricordi il putiferio scatenato a gennaio 2024 dalle immagini IA sessualmente allusive di Taylor Swift?

Quello è stato solo l’apice di un problema che covava da tempo. In quell’occasione, X ha dovuto prendere misure drastiche, arrivando persino a bloccare la ricerca del nome della cantante, senza però riuscire a fermare del tutto la diffusione di quelle immagini.

E Taylor Swift non è stata l’unica.

L’attrice Marvel Xochitl Gomez, a soli 17 anni, si è sentita dire che non poteva fare nulla per fermare la proliferazione di sue immagini IA esplicite. Jenna Ortega ha raccontato di essere fuggita dalla piattaforma dopo che la stessa sorte è toccata alle sue foto d’infanzia. E ancora, un video deepfake esplicito di Bobbi Althoff è diventato virale, mentre Megan Thee Stallion ha dovuto portare in tribunale un blogger per lo stesso motivo.

Un elenco che si allunga, mostrando un pattern di abusi che la piattaforma sembra incapace, o forse non interessata, a gestire.

Di fronte a un disastro del genere, ti aspetteresti una reazione forte da parte delle autorità.

E infatti, è arrivata.

La risposta globale: ultimatum e indagini a raffica

Il mondo sta guardando, e non sta a guardare. L’India ha inviato a X un ultimatum di 72 ore per rimuovere i contenuti espliciti, minacciando azioni legali per la diffusione di materiale “osceno, pedofilo e dannoso per donne e bambini”.

Nel Regno Unito, l’OFCOM ha preteso spiegazioni su come Grok abbia potuto produrre immagini di persone nude e sessualizzate di minori, mentre l’ICO sta indagando sulla conformità con le leggi sulla protezione dei dati.

La Francia ha aperto un’indagine formale, la Malesia ha espresso “seria preoccupazione”, il Brasile sta spingendo per la sospensione di Grok a livello nazionale e l’Australia ha avviato indagini dopo aver ricevuto numerose segnalazioni. Insomma, un fronte compatto di nazioni che chiedono conto a Musk e alla sua azienda.

Ma la vera domanda è: com’è stato possibile arrivare a questo punto?

La risposta, purtroppo, è fin troppo chiara e riguarda le decisioni prese ai piani alti.

Tutto questo accade dopo che Musk ha smantellato il Trust and Safety Council di Twitter, l’organo che si occupava proprio di sfruttamento minorile, e ha licenziato la stragrande maggioranza degli ingegneri che lavoravano su questi problemi.

E mentre l’IA veniva usata per spogliare donne e bambini, Musk twittava “Grok is awesome”.

La risposta ufficiale di xAI alle richieste della stampa?

Un laconico “I media tradizionali mentono”.

In questo momento, Grok è come un’auto lanciata a tutta velocità senza freni. E nessuno sembra avere la minima intenzione di premere il pedale.

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

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