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La competizione tra Anthropic e OpenAI si fa serrata nel campo dell’intelligenza artificiale applicata alla sanità, aprendo nuove prospettive ma anche interrogativi etici e di sicurezza
Anthropic entra a gamba tesa nel mercato della sanità con Claude for Healthcare, sfidando direttamente ChatGPT for Health di OpenAI. La mossa, supportata da partnership strategiche e dalla conformità HIPAA, punta a trasformare la gestione dei dati clinici. La vera scommessa è convincere un settore dove l'affidabilità è tutto: la salute dei pazienti è ora nelle mani degli algoritmi.
Anthropic lancia la sfida a OpenAI: l’IA entra in corsia
La battaglia per l’intelligenza artificiale ha appena trovato un nuovo, delicatissimo, campo di gioco: la tua salute. Anthropic, una delle aziende più in vista nel settore, ha deciso di rompere gli indugi presentando Claude for Healthcare.
Non si tratta di un annuncio qualunque, ma di una mossa strategica che arriva a pochi giorni di distanza dal lancio di ChatGPT for Health da parte di OpenAI, accendendo una competizione diretta per un mercato che vale miliardi.
Diciamocelo, i dati sanitari e la documentazione clinica non sono più visti come casi sperimentali per l’IA, ma come un terreno fertile per l’adozione di massa, come ti ho scritto qui.
La domanda sorge spontanea: siamo pronti ad affidare la nostra salute a un algoritmo?
Ma cosa significa, nel concreto, avere Claude come “assistente” medico?
Significa dargli accesso a un’enorme mole di informazioni per semplificare procedure che oggi portano via tempo e risorse.
Cartelle cliniche e dati sanitari: Claude si collega al cuore del sistema
Anthropic non si è limitata a creare un modello generico, ma ha costruito un sistema che si integra direttamente con i database standard del settore sanitario. Parliamo di accesso a informazioni come i dati per la codifica medica ICD-10, il registro dei fornitori sanitari e persino la sterminata libreria di ricerca biomedica di PubMed.
Per un medico, questo si traduce nella possibilità di accelerare le richieste di autorizzazione preventiva o di coordinare la cura del paziente analizzando un volume enorme di messaggi in poco tempo. Per le aziende farmaceutiche, i vantaggi sono ancora più evidenti: in una dimostrazione, come riportato su Fortune, Claude ha ridotto la stesura di un protocollo per un trial clinico da “molti giorni a circa un’ora”.
Ma il vero punto di svolta, quello che ti riguarda da vicino, è la partnership con HealthEx, una piattaforma che aggrega i dati di oltre 50.000 sistemi sanitari. Grazie a questa integrazione, potrai collegare le tue cartelle cliniche frammentate e fare a Claude domande dirette sulla tua salute, come interpretare i risultati di un esame del sangue.
Anthropic mette le mani avanti, dichiarando che i dati non verranno usati per addestrare i modelli futuri e che l’accesso potrà essere revocato in qualsiasi momento.
Una promessa che, nel mondo dei dati, vale finché dura.
Tutto questo, però, poggia su una base fondamentale: l’affidabilità del modello. E qui Anthropic mette sul tavolo i muscoli, sostenendo che la tecnologia alla base di questa nuova suite è più precisa e meno incline a “inventare” fatti, un rischio che in campo medico nessuno può permettersi di correre.
Sicurezza e conformità: la corazza di Anthropic per conquistare la sanità
La vera carta che Anthropic si gioca per differenziarsi da OpenAI è quella della sicurezza. L’intera infrastruttura di Claude for Healthcare è progettata per essere conforme alle normative HIPAA, lo standard americano per la protezione dei dati sanitari.
L’azienda afferma che il suo nuovo modello, Claude Opus 4.5, ha prestazioni nettamente superiori nelle simulazioni di attività mediche e scientifiche, con una riduzione misurabile delle cosiddette “allucinazioni fattuali”. Aziende del calibro di AstraZeneca, Sanofi e Banner Health stanno già utilizzando questi strumenti per automatizzare compiti amministrativi e analisi di trial clinici.
La mossa di Anthropic è chiara: non vuole essere solo un’alternativa a OpenAI, ma il partner di fiducia per i settori più regolamentati.
Resta da vedere se questa “corazza” di sicurezza e conformità basterà a convincere un settore dove l’errore non è un’opzione.
