OpenAI finanzia con 250 milioni Merge Labs, la startup del suo CEO Sam Altman

Anita Innocenti

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Una startup finanziata da OpenAI per connettere cervelli e IA, con l’obiettivo di superare Neuralink senza interventi invasivi, ma sollevando interrogativi sui conflitti di interesse

OpenAI guida un round da 250 milioni di dollari per Merge Labs, startup di interfacce cervello-computer co-fondata dal suo CEO, Sam Altman. L'operazione, finanziata dall'azienda e non da Altman personalmente, solleva palesi dubbi su un gigantesco conflitto di interessi, mescolando governance aziendale e ambizioni personali nella corsa all'unione tra uomo e intelligenza artificiale.

OpenAI mette sul piatto 250 milioni per la startup del suo CEO

Non parliamo di spiccioli.

L’investimento annunciato il 15 gennaio 2026 ha visto la partecipazione di nomi pesanti come Bain Capital Ventures e Gabe Newell, il fondatore di Valve. Ma la sostanza è che OpenAI, l’azienda che Altman dirige, ha staccato l’assegno più pesante.

Un dettaglio non da poco è che Sam Altman non ha investito un centesimo di tasca sua. Una mossa che, a prima vista, potrebbe sembrare un modo per tenersi le mani pulite, ma che in realtà apre a scenari ben più complessi e a qualche domanda sulla reale natura di queste operazioni.

Ma a conti fatti, non sono i soldi a rendere questa storia interessante.

È la tecnologia che c’è dietro, un approccio che punta a ribaltare completamente il tavolo rispetto al suo rivale più famoso.

Un’interfaccia cervello-computer che non ti apre la testa

Se senti parlare di interfacce neurali, probabilmente la prima cosa che ti viene in mente è la Neuralink di Elon Musk, che in pratica ti trapana il cranio con un robot chirurgico per impiantarti degli elettrodi nel cervello.

Ecco, Merge Labs vuole fare l’esatto opposto.

La loro scommessa è una tecnologia non invasiva che, invece di elettrodi e bisturi, si parla di molecole e ultrasuoni per “dialogare” con i neuroni. Un’idea portata avanti da Mikhail Shapiro, ricercatore del Caltech e co-fondatore, che sta studiando come usare la terapia genica per rendere le cellule cerebrali “visibili” agli ultrasuoni.

L’obiettivo dichiarato è ambizioso: “ripristinare abilità perdute, sostenere stati cerebrali più sani, approfondire la nostra connessione reciproca ed espandere ciò che possiamo immaginare e creare insieme a un’intelligenza artificiale avanzata”.

Tutto molto promettente, sulla carta.

Ma è proprio qui che la faccenda si complica, perché quando un’azienda finanzia la startup del proprio amministratore delegato, qualche domanda è d’obbligo.

Un conflitto di interessi grande come una casa?

Diciamocelo chiaro e tondo: qui il rischio di un gigantesco conflitto di interessi c’è, ed è palpabile.

Il meccanismo è semplice: OpenAI investe in Merge Labs. Se Merge Labs avrà successo, spingerà più persone a usare i software di OpenAI per interagire con le interfacce neurali.

Questo, a sua volta, giustificherà l’investimento di OpenAI e farà schizzare alle stelle il valore di Merge Labs, una società co-fondata da Sam Altman. È un sistema che si autoalimenta, una dinamica che, come riportato da TechCrunch, solleva non poche perplessità sulla governance e l’etica di questi giganti tecnologici.

L’obiettivo finale di Altman, dichiarato da anni, è la “fusione” tra uomo e macchina, uno scenario che lui stesso descrive come la nostra migliore speranza di sopravvivenza contro una superintelligenza artificiale.

La stessa Merge Labs ammette che ci vorranno “decenni, non anni” per arrivare a qualcosa di concreto.

Forse è un bene, così avremo il tempo di capire se questa fusione tra uomo e IA, finanziata con un giro di capitale che sa tanto di gioco delle tre carte, sarà davvero il “miglior scenario possibile” per l’umanità o solo l’ennesima mossa in una partita a scacchi giocata da pochi, per il profitto di pochi.

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

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