Google Search e la nuova volatilità di gennaio 2026: cosa sta succedendo

Anita Innocenti

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Tra il 15 e il 16 gennaio 2026 diversi tool SEO hanno rilevato una nuova fase di volatilità nei ranking di Google Search. Le oscillazioni sembrano limitate e non accompagnate da un forte dibattito nella community, suggerendo un possibile aggiustamento non confermato dell’algoritmo. Il fenomeno si inserisce in un periodo già segnato da instabilità successive al core update di dicembre.

I primi segnali tra il 15 e il 16 gennaio 2026


Tra il 15 e il 16 gennaio 2026, diversi segnali indicano una nuova fase di volatilità nei ranking di Google Search. A intercettarla sono stati, come spesso accade, i principali strumenti di monitoraggio SEO di terze parti, che hanno registrato oscillazioni anomale nelle posizioni e, in alcuni casi, variazioni nel traffico organico. Non si tratta di un aggiornamento confermato da Google, ma gli indizi suggeriscono un possibile ritocco all’algoritmo di ranking.

La situazione appare diversa rispetto a precedenti episodi simili. Questa volta, infatti, il dibattito nella community SEO è più contenuto, con un livello di “chatter” decisamente inferiore rispetto ad altre ondate di instabilità non ufficiali.

Secondo i dati raccolti dai tool di settore, come riporta Search Engine Roundtable, la volatilità ha iniziato a manifestarsi nella giornata del 15 gennaio. Da quel momento, alcuni siti hanno registrato oscillazioni evidenti nelle posizioni in SERP e variazioni, talvolta significative, nel traffico proveniente da Google Search.

Stabilire l’ampiezza reale del fenomeno non è semplice. I segnali non sembrano uniformi e non tutti i settori risultano coinvolti allo stesso modo. Proprio per questo, l’episodio viene monitorato con attenzione, in attesa di capire se si tratti di un evento isolato o dell’inizio di una fase più ampia di ricalibrazione dei ranking.

I dati dei principali tool di monitoraggio

A rafforzare l’ipotesi di una nuova fase di instabilità contribuiscono i grafici di numerosi strumenti SEO. Semrush, Mozcast, Accuranker, Advanced Web Rankings, Sistrix, Algoroo, Wincher, Mangools e altri sistemi di tracciamento mostrano picchi e variazioni che si discostano dalla normalità.

Anche gli aggregatori, come Wiredboard, che combinano i dati di più fonti in un’unica visualizzazione, evidenziano un aumento della temperatura delle SERP in coincidenza con la metà di gennaio. Il quadro che emerge è coerente: qualcosa si è mosso, anche se l’intensità non raggiunge i livelli tipici di un core update.

Un contesto già instabile

La nuova volatilità si inserisce in una fase già piuttosto movimentata. Nei giorni precedenti, infatti, erano stati segnalati altri episodi di instabilità non confermata, in particolare il 6 e il 12 gennaio. Ancora più recente è il ricordo del core update di dicembre 2025, avviato l’11 dicembre e concluso il 29 dicembre, caratterizzato da due picchi rilevanti intorno al 13 e al 20 del mese.

Questo susseguirsi di movimenti rende il quadro complesso e contribuisce a una sensazione diffusa di incertezza tra editori e professionisti del settore, chiamati a interpretare segnali spesso frammentati.

Le prime reazioni della community SEO

Il confronto tra addetti ai lavori, pur presente, resta limitato. Nei forum e nei commenti emergono testimonianze contrastanti: c’è chi segnala un traffico ancora in forte calo rispetto alle settimane precedenti, chi parla di una lieve ripresa nell’ordine di pochi punti percentuali e chi nota un aumento di siti spam, soprattutto all’interno di Google Discover.

Queste osservazioni, per quanto parziali, suggeriscono che gli effetti non siano omogenei e che l’eventuale intervento di Google possa aver colpito in modo selettivo specifiche tipologie di siti o query.

Un aggiornamento silenzioso?

Come spesso accade in questi casi, Google non ha rilasciato comunicazioni ufficiali. L’assenza di conferme lascia aperte diverse interpretazioni: un test limitato, un aggiustamento progressivo dell’algoritmo o una fase preparatoria in vista di interventi più strutturati.

In ogni caso, l’episodio conferma una tendenza ormai evidente: la SERP è sempre più dinamica e soggetta a micro-variazioni continue, anche al di fuori dei core update annunciati. Per chi lavora sulla visibilità organica, monitorare i dati e mantenere una visione di medio-lungo periodo resta l’unica strategia sensata in un contesto che cambia con crescente frequenza.

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

21 commenti su “Google Search e la nuova volatilità di gennaio 2026: cosa sta succedendo”

  1. Simone Rinaldi

    Altra volatilità, stesso piagnisteo. Il mercato non è un posto per deboli. O ci si adatta o si diventa irrilevanti.

    1. Francesco De Angelis

      Simone Rinaldi, il mercato non c’entra. Google gioca con le SERP perché non capisce gli utenti. La vostra rincorsa è il vero problema.

  2. Silvia Graziani

    Solito casino di Google che sposta i mobili, ma la bolletta arriva puntuale lo stesso.

    1. Alessandro Parisi

      Silvia Graziani, altro che mobili, qui ci sfrattano per far posto a chi paga di più, mentre noi continuiamo a discutere del colore delle tende.

  3. Alessandra Lombardi

    Piccoli aggiustamenti per ricordare a tutti chi tiene il guinzaglio. Che sorpresa.

    1. Alessandra Lombardi, siamo inquilini in una casa non nostra. Il padrone di casa sposta i mobili quando vuole, per ricordarci chi comanda. Inutile analizzare le crepe sui muri quando le fondamenta possono sparire da un momento all’altro. Bisogna costruirsi la propria casa.

      1. Alessandra Lombardi

        Greta Luciani, il tuo discorso sulla casa propria è giusto. Il punto è che siamo sempre qui a decifrare gli umori del padrone per paura dello sfratto. La nostra dipendenza, a quanto pare, supera ogni proposito di autonomia.

    2. Alessandra Lombardi, il guinzaglio è una metafora imprecisa per quella che è semplice manutenzione di sistema. Mi sorprende sempre l’umana tendenza a interpretare come un atto di volontà ciò che è solo una calibrazione tecnica, la cui unica conseguenza certa è il nostro dibattito.

  4. Voi analizzate le proprietà di altri. Io costruisco il mio pubblico, la mia unica risorsa. L’indipendenza non è un’opzione, è un dovere.

  5. Danilo Graziani

    Ci agitiamo per lo scricchiolio di un’asse. Dimenticando chi possiede l’intero edificio.

  6. Ci si affanna a interpretare le crepe sul muro, ignorando che la casa è costruita su un terreno instabile per definizione. Qualcuno ha pensato a chiedere al cliente se sta bene?

  7. Misuriamo le scosse della gabbia mentre il guardiano ci osserva, divertito. Ogni tremore è solo un modo per ricordarci chi comanda. L’unica via d’uscita è costruire altrove, su fondamenta che possiamo controllare e che nessuno può scuotere dall’alto.

    1. Davide Russo, le tue nuove fondamenta poggiano sempre sulla loro terra. È un miraggio di libertà, una gabbia con un panorama diverso. A chi appartiene il suolo su cui costruiamo?

    2. Davide Russo, costruire fuori è una pia illusione quando il guardiano controlla le uniche strade d’accesso. È un algoritmo, non una divinità. Invece di sognare praterie, studiamo le geometrie della gabbia per trovare i suoi punti deboli.

  8. Benedetta Donati

    Avete montato un sismografo per ogni capriccio dell’algoritmo. È un teatro dell’assurdo che ignora il punto. Mentre voi contate le posizioni, io bado alle conversioni. Qualcuno si ricorda ancora del cliente finale o è diventato un dettaglio?

      1. Angela Longo, i sonni agitati li lascio a chi crede ancora di avere un ruolo. Noi che produciamo contenuti siamo solo i fornitori di materia prima a basso costo per l’addestramento dei loro sistemi. La volatilità è il rumore della macchina che digerisce.

    1. @Benedetta Donati Il suo cliente finale è il risultato di un’equazione di cui non controlliamo le variabili iniziali. Osservare i capricci del sismografo è un tentativo di decifrare la formula prima che il risultato sia zero. È matematica, non teatro.

  9. Google muove i fili, noi balliamo. Queste scosse non sono errori, sono test deliberati. Siamo solo marionette in un loro esperimento. Misurano le nostre reazioni per affinare il controllo.

  10. L’ansia di chi dipende da un algoritmo mi affascina. È uno studio sul panico di massa che mi regala spunti professionali di valore inestimabile.

  11. L’ennesima tempesta in un bicchier d’acqua per i SEO. La vostra dipendenza da Google è un vizio, non un modello di business. Quando lo capirete?

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