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Anthropic estende i plugin di Claude a Cowork, aprendo nuove prospettive per l’automazione aziendale e sfidando OpenAI e Microsoft.
Anthropic lancia una sfida ambiziosa: con i plugin sulla piattaforma Cowork vuole trasformare Claude in un collega per l'automazione aziendale, accessibile a tutti. Una mossa strategica per differenziarsi da OpenAI, ma che al momento resta una promessa. La piattaforma è in preview limitata, rendendo la rivoluzione promessa ancora un'ipotesi per pochi eletti piuttosto che una realtà.
Automazione per tutti, ma sul serio?
Finora, i plugin di Anthropic erano roba per smanettoni, confinati nel loro assistente per la programmazione. La mossa di portarli su Cowork cambia completamente le prospettive.
L’obiettivo dichiarato è quello di dare a chiunque, anche a chi di codice non capisce una virgola, la possibilità di creare flussi di lavoro automatizzati e su misura. In pratica, come riportato su TechCrunch, l’idea è di permettere ai vari reparti aziendali di “addestrare” Claude a svolgere compiti specifici usando gli strumenti che già conoscono.
Una mossa strategica che li posiziona in modo diverso da concorrenti come OpenAI e Microsoft, più concentrati sull’integrazione di chatbot.
Bello, sulla carta.
Ma in pratica, cosa ci fai con questi plugin?
Dalla vendita al legale: l’IA che si adatta al tuo reparto
Qui la faccenda si fa interessante.
Anthropic non sta parlando di automazioni generiche, ma di strumenti specifici per le necessità di ogni dipartimento: dal marketing che deve analizzare dati, all’ufficio legale che deve revisionare contratti, passando per le vendite e il supporto clienti. L’azienda ha addirittura reso open-source 11 dei suoi plugin interni, sostenendo che crearne di nuovi sia un processo semplice. All’interno della stessa Anthropic, pare che il team vendite li stia già usando con successo per gestire meglio le relazioni con i clienti e integrare i loro feedback.
Tutto questo potenziale, però, al momento ha un limite non da poco, che fa sorgere qualche dubbio sulla sua immediata applicabilità su larga scala.
La promessa è grande, ma la strada è ancora lunga
Il sistema, per ora, salva i plugin solo sulla macchina del singolo utente. Questo significa che la condivisione di un flusso di lavoro con tutto il team non è ancora possibile, anche se Anthropic assicura che è una funzionalità in arrivo. Aggiungiamoci che Cowork è ancora in una fase di “research preview”, accessibile solo ai clienti paganti di Claude, e il quadro si fa più chiaro.
Siamo di fronte a una promessa ambiziosa, un assaggio di quello che potrebbe essere il futuro dell’automazione in ufficio, ma la sua diffusione di massa non è certo dietro l’angolo. Resta da vedere se questa mossa si tradurrà in un vantaggio concreto per le aziende o se resterà, per ora, un esperimento per pochi eletti.

Prima addestrano il sistema con i dati dei grandi, poi venderanno a noi gli avanzi.
Paolo Pugliese, un copione già visto. Prima si crea l’esclusività per pochi. Poi si monetizza la massa con un prodotto inferiore. Che noia.
Promettono un collega instancabile ma per ora è solo un privilegio per pochi, alimentando la mia ansia di restare indietro. Quando toccherà a noi, il manuale di istruzioni sarà già un pezzo da museo.
Melissa Negri, che tragedia. Quando arriverà per noi, saremo già da un’altra parte.
La solita narrazione. Promettono un’autostrada per tutti, poi aprono una corsia preferenziale solo per pochi invitati. Il resto di noi aspetta in coda.
Ci mettono accanto un collega che non dorme mai. Registra ogni click, ogni dato. La nostra privacy li ringrazia.
Vendono la mappa del tesoro, ma la nave è ancora in cantiere.
Un altro collega che non chiede ferie e ti legge le email, meraviglioso.
L’ennesima rivoluzione democratica, per ora riservata a un’élite ristretta. L’automazione per tutti suona come un eccellente proclama di marketing, ma la realtà appare ben più esclusiva. Mi chiedo se questa accessibilità arriverà prima della prossima, grande promessa tecnologica.