Amazon scommette 200 miliardi sull’IA: Genialità o follia finanziaria?

Anita Innocenti

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Tra ambiziosi piani di spesa e scetticismo di Wall Street, il gigante dell’e-commerce cerca di giustificare un investimento massiccio che mira a dominare il futuro dell’IA, ma i dubbi sulla redditività rimangono.

Amazon punta 200 miliardi di dollari sull'intelligenza artificiale entro il 2026, una cifra che supera di gran lunga le attese e provoca il crollo del titolo in borsa. Mentre il CEO Andy Jassy difende la mossa come un'opportunità unica, gli investitori restano scettici di fronte a una spesa colossale che si inserisce in una vera corsa agli armamenti tecnologici.

Amazon scommette 200 miliardi sull’IA: genialità o follia finanziaria?

Amazon ha deciso di buttare sul piatto la cifra spaventosa di 200 miliardi di dollari in spese di capitale entro il 2026.

Hai letto bene, duecento miliardi.

Un’enormità destinata a infrastrutture per l’intelligenza artificiale, chip, robotica e satelliti. Diciamocelo, una mossa che ha gelato il sangue a più di un investitore, visto che le aspettative di Wall Street sono state superate di oltre 50 miliardi, come descritto da Business Insider. La reazione del mercato? Immediata e brutale: il titolo è crollato di oltre il 10% nelle contrattazioni after-hours.

Ma cosa c’è davvero dietro questa valanga di soldi? E, soprattutto, ha senso?

La difesa del CEO tra promesse e scetticismo

Andy Jassy, il CEO di Amazon, ha cercato di calmare le acque definendo l’IA una “opportunità straordinariamente insolita”, sostenendo che la nuova capacità viene monetizzata non appena viene messa online. In pratica, secondo lui, stanno costruendo una macchina per stampare soldi. Ha anche messo sul tavolo i successi dei chip proprietari, Trainium e Graviton, che dovrebbero generare più di 10 miliardi di entrate quest’anno.

Ma a Wall Street non sono bastate le belle parole.

Gli analisti, uno dopo l’altro, hanno iniziato a fare la domanda da un milione di dollari: “Bello, ma dove sono le prove che questi investimenti porteranno a un ritorno concreto?”.

Jassy ha ribadito la sua fiducia, ma senza fornire metriche precise su come misureranno questo successo.

Belle parole, certo, ma quando si vanno a guardare i conti, la musica cambia.

Conti in chiaroscuro: AWS vola, ma i profitti preoccupano

Da un lato, i dati sembrano dare ragione ad Amazon. AWS, la divisione cloud che è il cuore della strategia AI, mostra una crescita solida, con un fatturato in aumento del 12% nel quarto trimestre.

Il problema, però, è che le previsioni di profitto complessive sono risultate un po’ deboli rispetto alle attese.

È come avere un motore potentissimo (AWS) che però consuma così tanto carburante (gli investimenti) da lasciare il serbatoio quasi a secco, con il flusso di cassa libero che infatti è crollato.

E il tutto mentre l’azienda ha appena concluso un secondo round di licenziamenti di massa che ha lasciato a casa circa 16.000 dipendenti.

Un controsenso che fa storcere il naso.

Ma il punto è che Amazon non sta giocando questa partita da sola.

Anzi, è in ottima (e costosissima) compagnia.

La corsa agli armamenti dell’IA: chi pagherà il conto?

Quella a cui stiamo assistendo è una vera e propria corsa agli armamenti. Poco prima di Amazon, anche Google ha annunciato piani di spesa ben al di sopra delle aspettative, e Meta e Microsoft non sono da meno. Sembra che i giganti della tecnologia stiano investendo cifre folli per non rimanere indietro, in una sorta di panico competitivo.

Secondo un’analisi di Bloomberg Intelligence, la spesa di Amazon, sebbene alta, è una mossa necessaria per restare competitivi.

La domanda che sorge spontanea, però, è un’altra: questa montagna di investimenti genererà un ritorno reale per tutti, o stiamo semplicemente assistendo alla nascita di una bolla colossale?

Amazon ha puntato tutto sul tavolo.

Ora, però, deve dimostrare che il suo non è solo un bluff colossale.

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

12 commenti su “Amazon scommette 200 miliardi sull’IA: Genialità o follia finanziaria?”

  1. Una spesa di questa portata non mira a vincere la partita, ma a rendere obsoleta la competizione, trasformandola in una dipendenza mascherata da servizio. Il vero costo lo pagheremo noi, quando l’unica scelta rimasta sarà quale tipo di catena indossare.

  2. Isabella Sorrentino

    Che bello, 200 miliardi per nuovi sistemi che decideranno le nostre sorti con una logica ancora più imperscrutabile; un vero progresso per chi vende.

    1. Maurizio Greco, parliamo di conversione quando loro puntano al monopolio dell’infrastruttura. Io intanto continuo a litigare con i miei A/B test per un misero 2% di margine, beata ingenuità.

  3. Greta Silvestri

    Follia? Quelli non muovono una foglia per caso. È un all-in per diventare l’unica utility del futuro. Il resto di noi, zitti e buoni, pagherà l’abbonamento a vita.

    1. Davide, se il padrone delle fondamenta decide di costruire un colosso, la domanda non è chi controlla gli accessi, ma come non rimanerne schiacciati.

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