Google aggiorna le ricerche AI: i link alle fonti diventano più visibili (ma sarà vero?)

Anita Innocenti

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L’azienda sembra voler venire incontro alle preoccupazioni degli editori, ma le nuove strategie SEO si concentrano sull’essere la fonte primaria per le risposte dell’IA

Google, sotto la pressione degli editori, aggiorna il design delle sue ricerche AI per rendere i link più evidenti. Una mossa strategica per placare le critiche sulla 'cannibalizzazione' del traffico, ma che potrebbe non bastare a risolvere un problema che ha già stravolto le regole della SEO a vantaggio della stessa Google.

Google ci ripensa? arrivano i link più visibili nelle ricerche AI

Google, dopo le lamentele che si sono sollevate da più parti, sembra fare un passo indietro.

O forse, più furbescamente, uno di lato.

L’azienda ha annunciato un aggiornamento significativo al design delle sue risposte generate dall’intelligenza artificiale, con l’obiettivo dichiarato di rendere i link alle fonti originali molto più evidenti. In pratica, quando passi il mouse o clicchi su una citazione, ora compaiono delle anteprime interattive con tanto di titolo dell’articolo, una breve descrizione e un’immagine.

Nelle parole di Robby Stein, vice presidente di Google Search, questa novità dovrebbe rendere l’esperienza “più coinvolgente”, facilitando l’accesso a contenuti di qualità sul web.

Ma questa mossa, apparentemente a favore degli editori, arriva per caso?

Difficile crederlo.

La verità è che dietro c’è una pressione enorme, legata a un problema che sta mettendo in seria difficoltà molti business online.

La “cannibalizzazione” del traffico che preoccupa gli editori

Pensa al tuo cliente tipo: fa una domanda a Google, l’IA gli dà la risposta bella e pronta, e lui chiude la pagina.

Soddisfatto, certo.

Ma il tuo sito non l’ha visto neanche col binocolo.

Questo fenomeno, noto come “ricerca zero-click”, è il cuore del problema. Le AI Overviews, i riassunti generati dall’intelligenza artificiale che appaiono in cima ai risultati, forniscono la pappa pronta all’utente, che non ha più motivo di cliccare sui link sottostanti.

Il risultato?

Come descritto da The News, gli editori e i creatori di contenuti subiscono una perdita di entrate diretta perché il loro modello di business si basa proprio su quel traffico. Alcune ricerche, infatti, mostrano un crollo del click-through rate organico che può arrivare fino al 61% per le query informazionali dove compare una risposta dell’IA.

Meno visite, meno visibilità, meno ricavi.

E mentre Google cerca di placare gli animi con anteprime più carine, la partita si sta spostando su un campo completamente diverso.

Non si tratta più solo di ottenere un click.

Essere la fonte: la nuova frontiera della SEO

Dimentica la vecchia lista dei “top 10”. Oggi, il vero obiettivo è un altro: diventare la fonte citata direttamente dalla risposta dell’IA. Essere menzionati in una AI Overview conferisce autorevolezza e visibilità, anche se il traffico diretto sta cambiando natura.

Questo significa che le strategie SEO si stanno evolvendo, concentrandosi meno sull’ossessione per le parole chiave e più sulla creazione di contenuti chiari, ben strutturati e completi, capaci di rispondere in modo esauriente alle domande degli utenti. In sostanza, bisogna fornire all’IA la risposta migliore possibile, sperando che ti citi.

E non pensiamo che Google stia facendo tutto questo per pura bontà d’animo. La concorrenza di OpenAI, che sta sviluppando un proprio motore di ricerca, si fa sentire, così come le pressioni dei regolatori.

La domanda, alla fine, resta una: questa maggiore visibilità dei link basterà a invertire la rotta del traffico in calo, o è solo un modo per rendere più digeribile un cambiamento che, di fatto, ha già riscritto le regole del gioco a proprio vantaggio?

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

17 commenti su “Google aggiorna le ricerche AI: i link alle fonti diventano più visibili (ma sarà vero?)”

  1. Ci lanciano le briciole dal loro castello dorato. La vera partita non è rendere i link visibili, ma smantellare il feudo. Bisogna cambiare le fondamenta, non ridipingere la facciata del palazzo.

    1. Giada Mariani, è il gigante che ci accarezza con una mano e sposta montagne con l’altra. Una gentilezza calcolata, per distrarci. Noi guardiamo il dito, non il paesaggio che cambia. Non possiamo fare altro che prenderne atto.

  2. Un link più visibile, che contentino. Mossa da manuale per calmare le acque. Ma il gioco è cambiato, punto. O sei la fonte dell’IA o sei fuori. Tutto il resto è rumore di fondo che non sposta un euro.

  3. Emanuela Barbieri

    Ci offrono un cerotto più grande per la ferita che hanno inferto, un’abile mossa per distrarci dal fatto che impugnano ancora il coltello. E c’è pure chi ringrazia.

    1. Luciano D’Angelo

      Emanuela Barbieri, più che un coltello io ci vedo un calcolo. Un sistema progettato per trattenere l’utente, non per informarlo. Questa modifica è una variabile insignificante nella loro equazione. L’obiettivo resta monopolizzare la nostra attenzione, non distribuirla.

  4. Paola Montanari

    Ci danno un link più grande, che carini. Resta il fatto che il traffico se lo tengono loro. Noi sgobbiamo per produrre contenuti che la loro IA cannibalizza. Mi chiedo perché continuo.

  5. Francesco Messina

    Ci concedono link più visibili come un monarca concede udienza ai suoi sudditi. Questa magnanima elargizione non cambia la nostra posizione di subalternità, ma ci permette di sentirci notati un’ultima volta prima di scomparire nell’irrilevanza generale.

    1. Francesco Messina, lamentarsi della subalternità è inutile. Bisogna solo capire come vendere al monarca la corda con cui ci impiccherà tutti quanti.

    1. Carlo Bruno, ci gettano le briciole da un banchetto a cui non siamo invitati, sperando che la nostra fame si plachi con la vista del pane. È un gesto quasi poetico nella sua calcolata crudeltà, non trovi?

    1. Giovanni Battaglia

      @Sara Benedetti Il tuo cerotto è solo il nastro colorato sulla scatola che ci seppellirà tutti. Mi chiedo se la mia cattedra galleggerà.

  6. Benedetta Donati

    Una manciata di coriandoli per distrarci dal vero spettacolo. Google sposta l’attenzione su un dettaglio visivo, mentre il circo dei nostri dati resta saldamente nelle sue mani. Il fumo nasconde sempre l’arrosto che qualcun altro sta mangiando.

  7. Chiara Barbieri

    Che gesto magnanimo. Un link più visibile per placare gli editori. Il problema non è la visibilità del link, ma il furto di click a monte. Il modello è predatorio, il design è solo un palliativo per la coscienza.

    1. @Chiara Barbieri Il design è irrilevante quando l’architettura del sistema è costruita per internalizzare il valore. Stanno solo ridipingendo la cella, non aprendo la porta; la gente si abituerà a non cliccare più.

  8. Giuseppina Negri

    Una concessione puramente estetica per placare gli animi degli editori, un gesto che non modifica la centralità di Google come unico intermediario. L’illusione della scelta è spesso più efficace della scelta stessa per mantenere il controllo.

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