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Meta e AMD stringono un accordo da 100 miliardi di dollari per contrastare il dominio di Nvidia nel mercato dei chip per l’IA
L'alleanza da oltre 100 miliardi di dollari tra Meta e AMD non è un semplice acquisto di chip, ma un terremoto strategico nel settore AI. Meta diversifica per non dipendere solo da Nvidia, mentre AMD ottiene la spinta decisiva per sfidare il rivale. Una mossa che ridisegna gli equilibri di potere, legando i due colossi in una scommessa sul futuro.
Un accordo che va oltre i semplici chip
Non stiamo parlando di qualche spicciolo.
L’intesa prevede che Meta acquisti una quantità spropositata di chip della serie MI450 di AMD, sufficiente per alimentare data center con una capacità di calcolo fino a 6 gigawatt.
Per darti un’idea, AMD stessa stima che ogni gigawatt valga decine di miliardi di dollari di ricavi.
Le prime spedizioni, come descritto nel comunicato ufficiale di AMD, partiranno nella seconda metà del 2026 e saranno basate su un’architettura sviluppata a quattro mani con Meta.
Ma la parte più interessante, diciamocelo, è un’altra.
AMD concederà a Meta il diritto di acquistare fino a 160 milioni delle sue azioni a un prezzo simbolico di 0,01 dollari l’una.
Attenzione, però: questa opzione si sbloccherà solo se verranno raggiunti determinati obiettivi di spedizione e, soprattutto, se il valore delle azioni AMD salirà fino a 600 dollari.
In pratica, Meta non sta solo comprando hardware, sta scommettendo pesantemente sul successo futuro di AMD, legando il proprio destino al suo, come scrive Il Post.
Una mossa del genere, però, solleva una domanda fondamentale: perché Meta, che finora ha riempito i suoi data center di chip Nvidia, ha deciso di puntare una fiche così pesante su AMD?
La strategia di Meta: mai più uova in un solo paniere
La risposta ce la dà direttamente Mark Zuckerberg: diversificazione.
Mettere tutto il proprio potenziale di calcolo nelle mani di un unico fornitore, per quanto bravo sia, è un rischio enorme. Significa dipendere dai suoi prezzi, dalla sua capacità produttiva e dalle sue roadmap tecnologiche.
E quando stai pianificando investimenti per 72 miliardi nel 2025 e addirittura 135 miliardi nel 2026, vuoi avere il coltello dalla parte del manico.
Questo non significa che Meta stia divorziando da Nvidia.
Anzi.
Come ha chiarito Santosh Janardhan, capo delle infrastrutture di Meta la visione è quella di un “portfolio”: c’è spazio per Nvidia, per AMD e anche per i chip che Meta si sta costruendo in casa.
In questo modo l’azienda si assicura un’infrastruttura più resiliente, flessibile e, soprattutto, con costi operativi più controllati.
Una mossa da manuale per chi gioca su un tavolo così importante.
Chiaro, no?
Meta si costruisce un’infrastruttura su misura, meno dipendente da un singolo fornitore.
Ma dall’altra parte della barricata, cosa ci guadagna AMD, a parte un cliente con un portafoglio quasi senza fondo?
La grande scommessa di AMD per scalzare Nvidia
Per AMD, questo accordo è la più grande occasione della sua storia recente. Lisa Su, la CEO che ha risollevato le sorti dell’azienda, lo ha definito un “partenariato trasformativo”.
Ed è esattamente questo: una partnership che dà ad AMD la credibilità , le risorse e il volume di produzione necessari per sfidare Nvidia ad armi quasi pari. Non è un caso che, come riportato da Sky TG24, il titolo AMD abbia fatto un balzo del 14% nel pre-mercato subito dopo l’annuncio.
La collaborazione, inoltre, non si ferma alle GPU. Si estende ai processori per server EPYC e al software ROCm, creando un pacchetto completo e integrato.
È la mossa che serviva ad AMD per dimostrare di poter offrire un’alternativa concreta e competitiva all’ecosistema di Nvidia. Questa alleanza fa parte di una tendenza più ampia, dove i produttori di chip cercano di “blindare” i pochi, enormi clienti con meccanismi finanziari creativi, come si legge su Il Fatto Quotidiano.
Alla fine, ci troviamo di fronte a un riassetto strategico colossale, dove miliardi di dollari non comprano solo silicio, ma lealtà e potere di mercato.
La vera domanda è se questa mossa basterà a creare una vera competizione o se stiamo solo assistendo alla nascita di un nuovo duopolio destinato a controllare il futuro dell’intelligenza artificiale.
