Gutenberg 22.7: WordPress getta le basi per l’AI, ma a quale prezzo?

Anita Innocenti

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Tra CSS personalizzati e anteprime live, si intravede la vera ambizione: trasformare WordPress in una piattaforma di pubblicazione guidata dall’AI, sollevando interrogativi sul controllo dei contenuti.

Con l'aggiornamento Gutenberg 22.7, WordPress introduce migliorie pratiche come i selettori CSS e la collaborazione in tempo reale. Tuttavia, la vera novità risiede nelle fondamenta per l'intelligenza artificiale, con sistemi come Connectors e Content Guidelines. Una mossa strategica di Automattic che solleva interrogativi sul futuro controllo della piattaforma e sulla reale autonomia degli utenti nel nuovo ecosistema AI.

Miglioramenti concreti o solo specchietti per le allodole?

Partiamo dalle cose che puoi toccare con mano. Con questo aggiornamento (Gutenberg 22.7) arrivano finalmente i selettori CSS personalizzati, che in parole povere danno agli sviluppatori la possibilità di modificare lo stile di elementi specifici all’interno di blocchi complessi, senza dover lottare con il contenitore principale.

Una piccola rivoluzione per chi ama il controllo granulare.

In più, è stata introdotta un’anteprima dal vivo per le varianti di stile su blocchi come titoli, immagini e pulsanti. In pratica, puoi vedere che effetto farà una modifica prima di applicarla, risparmiando un bel po’ di tempo e di “annulla”.

Tutto utile, per carità.

Ma la vera partita, quella che potrebbe cambiare le regole del gioco per tutti, non si gioca su questi dettagli.

Le fondamenta per l’intelligenza artificiale: chi comanda davvero?

Qui le cose si fanno interessanti.

L’aggiornamento introduce due sistemi chiave per l’integrazione dell’AI. Il primo è la funzione Connectors, un’interfaccia dove gestire le chiavi API per i vari servizi di intelligenza artificiale. Il secondo, ben più strategico, sono le Content Guidelines.

James LePage, uno dei responsabili del team AI di Automattic, le ha definite “una pietra miliare per guidare l’AI e il modo in cui interagisce con il tuo sito”, come descritto da Search Engine Journal. L’idea è quella di creare un posto centralizzato dentro WordPress dove definire le regole del tuo sito: tono di voce, struttura, requisiti di accessibilità.

Suona bene, no?

Avere dei “paletti” per garantire coerenza è un’ottima cosa.

La domanda, però, sorge spontanea: questi paletti serviranno davvero a proteggere la qualità e l’unicità dei nostri contenuti, o sono piuttosto un modo per standardizzare il terreno e renderlo più fertile per i futuri servizi AI che, guarda caso, proprio Automattic potrebbe offrire?

Collaborazione in tempo reale: una mossa che va oltre la comodità

E mentre si gettano le basi per il futuro, una funzionalità attesa da anni diventa finalmente la norma: la collaborazione in tempo reale è ora attiva di default.

Potrai modificare un articolo insieme a un collega, proprio come su Google Docs.

Una bella comodità, certo.

Ma non pensare che l’abbiano fatto solo per farti un favore. Attivare di default un sistema di editing collaborativo e basato sul cloud è un passo fondamentale per preparare la piattaforma a un futuro in cui, accanto a te e al tuo collega, potrebbe esserci un “agente” AI che suggerisce, corregge e scrive.

L’aggiornamento è servito: da una parte qualche zuccherino per gli utenti di oggi, dall’altra le fondamenta di un grattacielo per l’AI di domani.

Resta solo da capire se in quell’attico ci staremo noi, o se saremo semplicemente gli inquilini di un palazzo progettato e gestito da qualcun altro.

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

11 commenti su “Gutenberg 22.7: WordPress getta le basi per l’AI, ma a quale prezzo?”

  1. Claudia Ruggiero

    Ci regalano le tempere colorate per il nostro piccolo fortino di blocchi, mentre loro costruiscono l’autostrada a pedaggio che ci passerà proprio in mezzo 🚗. È un baratto onesto, se ci pensate, e ci insegna come si fa a crescere.

  2. Mentre ci lasciano lucidare gli ottoni sul ponte di una nave con rotta già decisa, la vera abilità sta nel capire la destinazione finale, non nell’abbellire il proprio piccolo spazio.

    1. Alessandro Parisi

      @Noemi Conti La destinazione è palese, il problema è se al timone resteremo noi o un algoritmo che ci considera zavorra. Come responsabile branding, inizio a sentirmi un peso superfluo, mentre mi illudo ancora di poter controllare almeno la grafica del sito.

  3. Ci regalano il controllo sui CSS così, mentre ci giochiamo, l’AI può tranquillamente preparare il necrologio del pensiero critico. Che premurosi.

  4. Mentre tutti si esaltano per i selettori CSS, Automattic prepara il guinzaglio dell’intelligenza artificiale, e noi dovremmo pure ringraziare per la museruola di lusso.

  5. Clarissa Graziani

    Splendido, più controllo sui CSS. È come ricevere le chiavi di una stanza, mentre qualcun altro riprogetta l’intero palazzo. A cosa servirà il mio piccolo angolo, arredato con tanta cura?

  6. Davide Fabbro

    Parlano di controllo granulare con i CSS per tenerci buoni, mentre costruiscono le fondamenta per togliercelo del tutto. La vera domanda non è il prezzo, ma a chi resterà in mano il telecomando della baracca.

  7. Alessandro Parisi

    L’AI è uno strumento fino a quando non decide che il tuo lavoro è obsoleto, a quel punto mi domando cosa resterà da controllare.

    1. Gabriele Caruso

      Alessandro, dici bene. Questo non è progresso, è un esproprio gentile. Ci distraggono con i CSS, mentre l’AI si prende la nostra autonomia. Saremo solo passeggeri su una nave che non guidiamo più.

  8. Riccardo De Luca

    Solita lagna sul controllo. L’AI è uno strumento, punto. Se non sai guidare, non dai la colpa alla macchina. Bisogna solo essere capaci di usarla, o è chiedere troppo?

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