Miliardi per l’AI, migliaia di licenziamenti: la scommessa radicale di Meta

Anita Innocenti

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Tra spese folli per l’IA e tagli del personale, Meta punta a una “efficienza” che solleva dubbi sulla reale strategia aziendale

Mentre investe miliardi in Intelligenza Artificiale, Meta si prepara a un drastico taglio del personale, giustificandolo con la ricerca di maggiore efficienza. La strategia di Zuckerberg punta a un'azienda potenziata dall'AI, ma il sospetto è che si tratti di 'AI-washing' per mascherare errori passati e rassicurare Wall Street in un momento delicato.

Miliardi per l’IA, migliaia di persone a casa: la nuova “efficienza” di Zuckerberg

La strategia di Mark Zuckerberg è chiara, almeno nelle sue dichiarazioni. L’obiettivo è trasformare Meta in un’organizzazione più snella e agile, dove l’Intelligenza Artificiale non è solo un prodotto, ma il motore stesso dell’azienda.

L’idea è che gli strumenti di IA possano aumentare a dismisura la produttività dei singoli, rendendo superflue intere squadre di lavoro che prima erano necessarie. E per inseguire questo sogno, Zuckerberg non sta badando a spese: ha messo sul piatto 2 miliardi per acquisire Manus, una startup di Singapore, e altri 14,3 miliardi per una quota del 49% in Scale AI, come descritto da Storyboard18.

Questo fiume di denaro serve a costruire l’infrastruttura e ad accaparrarsi i migliori talenti per dominare il campo dell’IA. Una scommessa colossale che, secondo la visione del CEO, dovrebbe portare a una struttura aziendale completamente diversa.

Ma come si giustifica un taglio così drastico del personale mentre si firmano assegni a nove zeri?

La risposta di Zuckerberg è tanto semplice quanto, a tratti, inquietante.

La visione di un’azienda “piatta”: tutti più produttivi, ma con meno colleghi

Durante l’ultima presentazione dei risultati finanziari, Zuckerberg ha dipinto il futuro di Meta: un’azienda “piatta”, con meno livelli gerarchici, dove ogni singolo dipendente, armato di assistenti IA, può avere un impatto enorme.

I dati interni sembrano dargli ragione: secondo quanto dichiarato dal CFO Susan Li, la produttività per ingegnere è schizzata del 30% dall’inizio del 2025, grazie proprio agli strumenti di IA per la scrittura di codice.

Per i cosiddetti “power user”, l’aumento arriva addirittura all’80%.

Il risultato?

Si stanno creando team dove il rapporto tra manager e dipendenti raggiunge l’incredibile cifra di 1 a 50. In pratica, l’IA permette a una sola persona di fare il lavoro che prima richiedeva un intero gruppo, e di conseguenza serve meno gente.

La narrazione è quella di un’efficienza spinta al massimo, di un’azienda che si evolve per essere più forte e reattiva.

Tutto bellissimo, sulla carta.

Ma se questa rivoluzione basata sull’efficienza fosse solo una comoda scusa per coprire vecchi errori e qualche passo falso di troppo?

“AI-washing” o realtà? i dubbi e i passi falsi dietro la corsa all’AI

Il sospetto che serpeggia tra gli analisti, e che anche una figura come Sam Altman di OpenAI ha sollevato, è che molte aziende stiano usando l’AI come paravento.

Si parla di “AI-washing”: usare la scusa dell’efficienza data dall’Intelligenza Artificiale per giustificare tagli al personale che in realtà servono a correggere gli eccessi di assunzioni fatte durante la pandemia.

Non è un caso isolato: anche Amazon, Atlassian e Block hanno seguito un copione simile, annunciando licenziamenti e indicando l’AI come uno dei fattori chiave.

A rendere il quadro ancora più complesso ci sono i recenti intoppi di Meta proprio sul fronte dello sviluppo AI. Come riportato su Business Insider, l’azienda ha dovuto fare marcia indietro sul suo modello più ambizioso, nome in codice Behemoth, e i suoi sostituti, Avocado e Mango, sembrano avere problemi e ritardi.

Questa corsa sfrenata all’AI, quindi, non è solo una strategia visionaria, ma nasconde anche la pressione di dover mostrare risultati a Wall Street dopo investimenti enormi e qualche passo falso.

La domanda, a questo punto, è se stiamo assistendo a una vera rivoluzione del modo di lavorare o semplicemente a una ristrutturazione aziendale mascherata con la parola più di moda del momento.

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

15 commenti su “Miliardi per l’AI, migliaia di licenziamenti: la scommessa radicale di Meta”

  1. Filippo Villa

    Mascherano i buchi del metaverso con il feticcio dell’AI, una scusa perfetta per tagliare costi e gasare Wall Street. La solita manfrina, insomma.

    1. Giada Mariani

      @Filippo Villa Hanno un buco nero da nascondere, l’AI è il cerotto dorato. Chiamano ‘efficienza’ il sacrificio umano sull’altare dei profitti. Siamo solo numeri da cancellare, alla fine?

  2. Giovanni Graziani

    Chiamiamolo col suo nome: pulizia di bilancio. L’AI è solo la scusa del momento. Domani ne troveranno un’altra. A chi interessa il motivo reale?

    1. Carlo Benedetti

      Enrico Romano, la sua metafora dell’arma è fin troppo romantica. Qui non si affilano lame per guerre future, si usa un bisturi per amputare i costi dal bilancio e placare il mercato. È un’arma, certo, ma puntata verso l’interno. Che desolazione.

    1. Isabella Riva, il tuo dubbio è il mio terrore: non solo la casa non reggerà, ma quando crollerà rischiamo di trovarci tutti sotto le macerie, sostituiti da un algoritmo che promette efficienza. Mi viene un brivido lungo la schiena.

  3. Angela Ferrari

    Ok, l’AI-washing è palese. Si copre il flop del Metaverso. Ma questa AI aumenta la produttività sul serio? O è solo la scusa facile per licenziare e gasare il titolo in borsa?

  4. Andrea Cattaneo

    La solita manfrina per Wall Street: si inventa la nuova roba gasata, si licenzia un sacco di gente per far vedere che si è “efficienti”. Un teatrino che sulla pelle delle persone non fa ridere.

    1. Noemi Barbato

      Andrea Cattaneo, il teatrino è sempre lo stesso: si sventola la bacchetta magica dell’AI per cancellare migliaia di stipendi dal bilancio. Poi ci si lamenta se la gente non si fida più di nulla.

  5. Chiara De Angelis

    Ieri il Metaverso, oggi l’AI. Cambia il pretesto, non il risultato: teste che saltano per rassicurare il mercato. È un ciclo prevedibile. L’efficienza è solo la nuova scusa per coprire la mancanza di visione a lungo termine.

  6. Renato Graziani

    Migliaia di famiglie colpite in nome del progresso. Si parla di tecnologia, ma il lato umano dove rimane? Resto molto perplesso.

  7. Simone Damico

    Chiamatela efficienza. Io quando devo mandare via qualcuno non ci dormo la notte. Questi licenziano via mail. Mi chiedo se provino qualcosa, o se sono già diventati come le loro macchine.

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