Google News e le scommesse: quando l’algoritmo di Mountain View va in tilt

Anita Innocenti

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L’algoritmo di Google News ha promosso una piattaforma di scommesse come fonte autorevole, sollevando dubbi sulla qualità dei controlli e sulla commistione tra informazione e speculazione

Un grave errore dell'algoritmo di Google News ha promosso Polymarket, una piattaforma di scommesse, al rango di fonte giornalistica autorevole. La sbrigativa giustificazione di "errore" fornita da Mountain View non convince e solleva seri dubbi sulla reale affidabilità del sistema che seleziona l'informazione che leggiamo ogni giorno, mescolando notizie e speculazione in modo pericoloso.

Google News e le scommesse: quando l’algoritmo va in tilt

Quello che è successo su Google News ha del surreale. Immagina di cercare notizie attendibili, magari sull’andamento del Bitcoin o sulla situazione geopolitica nello Stretto di Hormuz, e di trovarti davanti, in bella vista, le quote di una scommessa. Non un articolo che ne parla, no: proprio il link per andare a puntare dei soldi sull’evento.

Questo è esattamente ciò che è accaduto quando Polymarket, una piattaforma di mercati di previsione (che, diciamocelo, è un modo elegante per parlare di scommesse su eventi futuri), è comparsa come fonte autorevole accanto a colossi del giornalismo come Reuters e The Guardian. Come descritto da The Verge, in alcuni casi il link alla scommessa appariva addirittura come primo risultato nella sezione personalizzata “Per te”.

Una scivolata non da poco per un gigante che dovrebbe essere il custode dell’informazione di qualità.

Ma come è potuto accadere?

E, soprattutto, cosa ha detto Google a riguardo per giustificare una falla così palese?

La classica pezza a colore di Google: un “errore” e via

La risposta di Mountain View, ovviamente, non si è fatta attendere, ma sa tanto di copione già scritto. Un portavoce ha confermato che si è trattato di un “errore” e che il sito “non è più presente su News”.

In pratica, ci dicono che Polymarket non avrebbe mai dovuto essere lì, perché non rispetta gli standard editoriali richiesti.

Tutto risolto, quindi?

Non proprio.

La cosa che fa storcere il naso è che questa spiegazione suona un po’ troppo comoda. Parliamo di un sistema algoritmico che dovrebbe filtrare le fonti con una precisione chirurgica, e invece ha promosso una piattaforma di scommesse al rango di testata giornalistica.

Viene da chiedersi se questi “errori” siano davvero casuali o se siano il sintomo di un sistema di controllo che fa acqua da tutte le parti quando si tratta di monetizzare l’attenzione.

Un “errore” che però, a ben vedere, non è stato un caso isolato e passeggero. La faccenda è ben più estesa di quanto vogliano far credere.

Dietro l’incidente: la spinta dei mercati di previsione verso la credibilità

Questo episodio non nasce dal nulla. Fa parte di una strategia molto più ampia con cui piattaforme come Polymarket e la sua rivale Kalshi stanno cercando di sdoganarsi e ottenere una credibilità mainstream.

Stanno stringendo accordi ovunque, da X (il vecchio Twitter) a portafogli di criptovalute come MetaMask. L’obiettivo è chiaro: associare i loro dati di “previsione” alle notizie tradizionali per sembrare più autorevoli e raggiungere un pubblico che va oltre gli appassionati di cripto.

L’incidente su Google News, volontario o meno, è stato un assist perfetto per questa strategia, mescolando informazione e speculazione in un mix pericoloso per l’utente finale, che rischia di non capire più dove finisce la notizia e dove inizia la scommessa.

Google ha tappato la falla, certo. Ha agito in fretta una volta che il problema è diventato di dominio pubblico.

La domanda che resta sul tavolo, però, è una, e non è per niente comoda:

se un “errore” del genere è potuto accadere così, in bella vista, quante altre “sviste” meno evidenti stanno modellando l’informazione che riceviamo ogni giorno senza che ce ne accorgiamo?

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

21 commenti su “Google News e le scommesse: quando l’algoritmo di Mountain View va in tilt”

  1. Tommaso Sanna

    L’ingenuità nel definire “errore” una precisa logica di mercato è quasi commovente. Google non ha fallito, ha semplicemente mostrato il futuro dell’informazione: una quota su cui scommettere. Evidentemente la speculazione ha un ranking di autorevolezza superiore a quello di molti editori.

    1. Greta Silvestri

      @Tommaso Sanna Hai colto il punto. L’info diventa prodotto, la notizia una quota. Un bel “glitch” per il loro fatturato. Mica scemi.

  2. Emanuela Barbieri

    Tilt? No, solo la logica del banco che vince sempre: l’algoritmo ha promosso l’unica metrica che conta, la scommessa, declassando la notizia a semplice variabile. Qualcuno è ancora sorpreso?

    1. Renato Graziani

      @Emanuela Barbieri La sua visione è chiara. La logica del profitto declassa l’informazione. La nostra bussola deve diventare il pensiero critico, non l’algoritmo.

    1. Angela Ferrari

      @Davide Fabbro Più che un tilt, un A/B test fatto coi piedi. Big G ormai testa la monetizzazione ovunque. Cosa gli rimane da vendere?

  3. Roberta De Rosa

    Hanno messo una slot machine a fare il lavoro di un giornalista, e poi si stupiscono se il risultato sembra il palinsesto di un casinò.

  4. Questi “errori” sono il termometro che misura la nostra assuefazione al gioco d’azzardo informativo; ci stanno addestrando a non distinguere più il vero.

  5. Chiamarlo “tilt” è un gentile eufemismo per il funzionamento nominale di un sistema che monetizza l’attenzione, vendendoci notizie o la possibilità di perdere soldi con la medesima, glaciale indifferenza.

  6. Alessandro Parisi

    Tutto questo scandalo per un algoritmo che fa quello per cui è programmato: generare traffico, non informare. Il vero idiota sono io, che ancora mi illudo di trovare un’etica nel codice, dimenticando che dietro c’è sempre qualcuno che vuole vendermi qualcosa.

  7. Definirlo “errore” è come chiamare “distrazione” la volpe nel pollaio. La macchina sta solo imparando con diligenza le regole del gioco che le abbiamo insegnato: monetizzare ogni nostro singolo click, senza alcuna distinzione morale. La sorpresa è la nostra ingenuità.

      1. Carlo Benedetti, la chiama “rassegnazione programmata”. Io la chiamo guardare in faccia la realtà. Il punto non è l’errore dell’algoritmo, ma la nostra ostinazione nel volergli credere ciecamente, come se fosse un oracolo e non un venditore di spazi.

        1. Carlo Benedetti

          Signora Gallo, la sua “realtà” è semplicemente il prodotto che l’algoritmo ha già deciso di venderci. Non è un errore, è il modello di business. La cecità non sta nel fidarsi, ma nel continuare a distinguere tra informatore e banditore d’asta.

  8. Enrico Romano

    Sveglia, non è un errore. È il business. La scommessa converte più della notizia, l’algoritmo segue i soldi. Chi si stupisce di questo è semplicemente fuori dal mondo.

  9. Riccardo De Luca

    Errore? Ma figurati. È il futuro del giornalismo: le notizie su cui puoi perdere la casa. Almeno l’informazione diventa interattiva, no?

  10. Giovanni Graziani

    Un “errore”. Certo. L’algoritmo non distingue notizie e scommesse, vede solo traffico da monetizzare. Il nostro stupore è il vero guadagno che hanno ottenuto.

    1. Elisa Marchetti

      Giovanni, mi perdo. Se l’algoritmo insegue il traffico come un segugio, allora l’errore non è tecnico, ma di vocabolario. Chiamare “notizia” una scommessa è solo una scorciatoia per la monetizzazione. Non afferro la sorpresa generale di fronte a una logica così lineare.

  11. Un errore di calcolo, dicono. Più che altro un calcolo per trasformare le notizie in una bisca. Noi utenti siamo solo le fiches sul tavolo.

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