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Il crollo nei click organici per le ricerche informative che mostrano una risposta dell’IA suggerisce come Google voglia che l’utente trovi la risposta direttamente sulla sua pagina.
Un esperimento randomizzato condotto da Indian School of Business e Carnegie Mellon University evidenzia l’impatto delle AI Overviews di Google: i click organici calano del 38% e le zero-click salgono dal 54% al 72%. La rimozione non modifica soddisfazione, qualità percepita o facilità di ricerca, confermando uno spostamento del traffico senza benefici per l’esperienza utente.
Un esperimento misura l’impatto reale
Uno studio condotto da Indian School of Business e Carnegie Mellon University analizza con metodo sperimentale gli effetti delle AI Overviews introdotte da Google nei risultati di ricerca. Si tratta di un esperimento sul campo, basato su utenti reali e su un ambiente di navigazione autentico, con l’obiettivo di isolare l’impatto concreto di queste sintesi generate dall’intelligenza artificiale.
Il risultato è netto: quando le AI Overviews compaiono, i click verso siti esterni diminuiscono in modo significativo. Allo stesso tempo, l’esperienza dichiarata dagli utenti resta invariata. Questo elemento introduce una riflessione rilevante per editori, aziende e professionisti del digitale.
Un test controllato su utenti reali
I ricercatori hanno coinvolto oltre mille partecipanti negli Stati Uniti, reclutati tramite piattaforme online e selezionati tra utenti attivi di Chrome su desktop. A ciascun partecipante è stata assegnata in modo casuale una delle tre condizioni previste dall’esperimento.
Un gruppo ha utilizzato Google in modo standard. Un secondo gruppo ha navigato senza AI Overviews, grazie a un’estensione che le rimuoveva in tempo reale. Il terzo gruppo è stato indirizzato verso una modalità di ricerca basata interamente sull’intelligenza artificiale.
L’esperimento si è svolto per due settimane tra gennaio e febbraio 2026, con una progettazione registrata prima dell’avvio, per garantire trasparenza e rigore metodologico.
Un dettaglio significativo
Oltre il 95% degli utenti a cui erano state rimosse le AI Overviews non si è accorto di alcuna differenza durante la navigazione. Questo dato suggerisce che la loro presenza non viene percepita come elemento indispensabile per l’esperienza di ricerca.
Il calo dei click organici
Le AI Overviews compaiono nel 42% delle query analizzate. Nei casi in cui sono presenti, i click verso siti esterni diminuiscono del 38%. Il fenomeno è particolarmente evidente quando queste sintesi occupano la parte alta della pagina, condizione che si verifica nella maggioranza dei casi.
Quando le AI Overviews vengono rimosse, il numero di click per ricerca aumenta sensibilmente. Il dato indica che la presenza delle sintesi tende a trattenere l’utente all’interno della pagina dei risultati.
L’aumento delle zero-click
Parallelamente, cresce il numero di ricerche che si concludono senza alcun click. Il tasso di zero-click passa dal 54% al 72% quando le AI Overviews sono attive. Si tratta di un cambiamento strutturale nel comportamento degli utenti, che trovano risposte immediate senza accedere ai contenuti originali.
Nessun miglioramento percepito
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la soddisfazione degli utenti. I ricercatori hanno utilizzato scale di valutazione standard per misurare qualità delle informazioni, facilità di ricerca e livello di soddisfazione complessiva.
I risultati mostrano differenze minime tra chi ha utilizzato Google con AI Overviews e chi ne ha fatto a meno. In altre parole, la rimozione delle sintesi non peggiora l’esperienza percepita.
Un equilibrio che cambia il mercato
Le AI Overviews sembrano quindi ridurre il traffico verso i siti senza offrire benefici tangibili agli utenti. Questo equilibrio solleva interrogativi sul ruolo dei contenuti originali e sulla sostenibilità del modello editoriale basato sul traffico organico.
Prestazioni inferiori
Il gruppo di utenti indirizzato verso una modalità interamente basata sull’intelligenza artificiale mostra risultati ancora più marcati. I click verso siti esterni risultano inferiori, mentre le zero-click aumentano ulteriormente.
La soddisfazione dichiarata dagli utenti è anche più bassa rispetto agli altri gruppi. Questo dato suggerisce che un’eccessiva centralità dell’AI potrebbe compromettere l’esperienza complessiva.
Implicazioni per editori e aziende
Lo studio introduce un elemento di chiarezza nel dibattito sull’impatto dell’intelligenza artificiale nella ricerca online. Le AI Overviews non sembrano migliorare l’esperienza degli utenti, ma modificano in modo significativo la distribuzione del traffico.
Per editori, brand e professionisti SEO, il tema diventa strategico. La visibilità nei risultati di ricerca non si traduce più automaticamente in visite, mentre cresce il rischio di perdita di traffico anche in presenza di contenuti di qualità.
Uno scenario ancora in evoluzione
Il lavoro pubblicato resta una bozza e non è ancora sottoposto a revisione accademica. Sono previsti ulteriori aggiornamenti e approfondimenti.
Il quadro che emerge è già chiaro: l’introduzione delle AI Overviews rappresenta un punto di svolta nel funzionamento della ricerca online, con effetti concreti sul rapporto tra utenti, piattaforme e produttori di contenuti.

La cannibalizzazione è palese e senza benefici per l’utente, il che rende la cosa ancora più amara. Per le startup che seguo e che si basano sul content, questo diventa un bel casino da gestire.
Il gigante tecnologico ci cannibalizza con i nostri stessi contenuti, chiamatelo progresso se volete.
Nessuna sorpresa. Abbiamo passato anni a riempire gratuitamente il loro database. Questo è semplicemente il logico epilogo del monopolio. La questione non è recuperare i click, ma smettere di essere la loro forza lavoro non retribuita.
@Chiara De Angelis Il patto era: noi creiamo i contenuti, loro portano il traffico. Ora l’accordo è saltato e noi siamo rimasti con i nostri bei siti pieni di roba inutile. Il loro magazzino è pieno, la nostra fatica è sprecata.
Chiamano “esperienza utente” il furto di traffico. Un capolavoro di neolingua orwelliana. Qualcuno pensava seriamente che il gigante di Mountain View lavorasse per la nostra gloria e non per la propria?
@Sabrina Coppola Credevamo nella loro favola della meritocrazia. La nostra gloria era solo un pascolo temporaneo, prima che il padrone reclamasse il suo bestiame.
Soddisfazione invariata, ma il nostro lavoro svanisce. Un gioco di prestigio a senso unico.
Stessa soddisfazione, traffico azzerato. Un trionfo. L’utente riceve la risposta, Google la rendita. Il posizionamento diventa un esercizio di stile per un pubblico che non arriverà mai. A chi serve questo gioco?
@Chiara Barbieri La tua domanda è retorica. Serve a chi controlla il banco. Il traffico organico è andato. O si pagano le ads o si cercano altri canali. Il resto è aria fritta.
Il motore di ricerca offre la sintesi. I creatori di contenuti diventano fantasmi. Quale sarà la prossima funzione umana da esternalizzare?
@Melissa Romano Il punto non è cosa viene esternalizzato, ma chi decide. I creatori diventano fantasmi se glielo permettono. La vera forza sta nella relazione diretta, lontano dalle sintesi automatiche. Siamo certi di voler giocare solo su questo campo?
Utenti felici, zero-click in aumento. Un trionfo. Google ci offre una vacanza permanente dal traffico. Estremamente premuroso. Chissà se manderà anche un cesto natalizio per consolarci mentre i nostri siti chiudono.
Soddisfazione invariata non è un successo. È il trionfo della convenienza sulla qualità.
La soddisfazione invariata è la prova che il pasto servito da Google sazia, peccato sia cucinato con il nostro raccolto. Che valore ha il campo?
Renato Martino, il campo vale zero finché i suoi contadini si illudono che il cuoco li inviterà a cena. Il pubblico è sazio e pigro; noi, invece, continuiamo a zappare per la gloria.
La soddisfazione utente invariata è la vera condanna. Google si appropria del nostro lavoro, tenendo l’utente sulla sua pagina. Un servizio impeccabile per loro, una perdita secca per noi. Prevedibile. A quando l’estinzione dei contenuti originali?