LinkedIn apre le porte: con gli Off-Platform Event Ads porti gli utenti dove vuoi

Anita Innocenti

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La piattaforma ha lanciato i suoi Off-Platform Event Ads, una funzione che consente di promuovere eventi reindirizzando i partecipanti a pagine di registrazione esterne.

LinkedIn introduce gli Off-Platform Event Ads, permettendo agli inserzionisti di indirizzare gli utenti a pagine di registrazione esterne. Più che un regalo, è una mossa strategica per mantenere il dominio sulla spesa pubblicitaria B2B, concedendo agli utenti quel controllo sui dati di prima parte che il mercato, ormai orfano dei cookie di terze parti, pretende.

LinkedIn molla (un po’) la presa: ora puoi portare gli utenti fuori dalla piattaforma

LinkedIn ha deciso di allentare le catene. Con una mossa che, diciamocelo, era attesa da tempo, ha lanciato i suoi Off-Platform Event Ads.

Di che si tratta?

In parole povere, ora puoi promuovere il tuo webinar o evento online mandando le persone direttamente sulla tua pagina di registrazione, che sia su Zoom, sul tuo sito o su qualsiasi altra piattaforma esterna.

Fino a ieri, il social network ti costringeva a far registrare gli utenti all’interno del suo ambiente, tenendosi stretto i dati e il controllo del processo.

Una gabbia dorata, certo, ma pur sempre una gabbia.

Questa novità, che sarà disponibile per tutti entro il 6 maggio 2026, cambia le carte in tavola.

Ma la domanda è: si tratta di un generoso regalo o di una mossa obbligata per non perdere inserzionisti stufi di avere le mani legate?

Eppure, questa non è una decisione presa di punto in bianco.

Dietro c’è una strategia ben più ampia che si sta delineando da mesi.

Finalmente si esce dal recinto: come funziona la novità di LinkedIn

Il meccanismo è abbastanza diretto. Crei la tua campagna per l’evento, inserisci l’URL della tua landing page esterna e definisci i dettagli come data e ora.

La cosa interessante è che puoi legare queste sponsorizzate a diversi obiettivi: dal semplice traffico alla generazione di contatti, tracciando tutto comodamente dal Campaign Manager di LinkedIn. Questo significa che finalmente puoi gestire l’intero percorso dell’utente, dalla scoperta dell’evento fino alla registrazione, senza quegli fastidiosi passaggi intermedi che facevano perdere iscritti per strada.

Una manna dal cielo per chi, come te, sa bene quanto sia fondamentale avere il pieno controllo sui dati e sull’esperienza utente. Stiamo parlando di riprendersi la proprietà dei propri contatti e di poterli inserire direttamente nel proprio CRM, senza dover passare per i giri macchinosi imposti dalla piattaforma.

Ma, come ti dicevo, questa mossa non arriva dal nulla.

È solo l’ultimo tassello di un puzzle che LinkedIn sta componendo con molta attenzione.

Non è una mossa isolata: la strategia dietro le quinte

Se pensi che LinkedIn si sia svegliata una mattina e abbia deciso di essere più buona, sei fuori strada.

Questa apertura fa parte di un piano ben più grande per diventare il centro di comando del marketing per eventi B2B. Non a caso, di recente hanno stretto accordi con piattaforme come Cvent e ON24, permettendo di sincronizzare i dati delle registrazioni e lanciare campagne pubblicitarie direttamente da questi strumenti esterni.

In pratica, LinkedIn ti sta dicendo: “Organizza pure il tuo evento dove vuoi, ma i soldi per promuoverlo devi continuare a darli a me”.

È un modo astuto per mantenere la sua posizione dominante nella spesa pubblicitaria B2B, pur concedendo quella flessibilità che il mercato ormai pretende.

Stanno trasformando la piattaforma da un semplice social network a un vero e proprio motore di generazione di ricavi, integrando persino i dati del CRM per mostrare un report che, sulla carta, lega le campagne ai risultati di vendita.

Bello, vero?

Ma al di là delle integrazioni e delle promesse, la domanda che tutti ci facciamo è sempre la stessa.

La vera domanda: ma questi eventi sponsorizzati, funzionano davvero?

I numeri che LinkedIn mette sul tavolo sono, ovviamente, incoraggianti. Sostengono che gli eventi promossi sulla loro piattaforma ottengono circa il 31% in più di visualizzazioni e un numero di registrazioni quattro volte superiore rispetto a quelli non sponsorizzati.

Dati che, presi così, sembrano ottimi.

Ma la vera vittoria qui non è tanto il numero di iscritti in più, quanto il fatto di poter finalmente gestire quei contatti come un patrimonio aziendale.

La vera partita si gioca sui dati di prima parte.

Poter tracciare, ricontattare e coltivare un utente che si è registrato a un tuo evento, senza l’intermediazione di LinkedIn, è il vero valore aggiunto.

Questa apertura, quindi, più che una concessione sembra una presa d’atto: in un mondo che va verso la fine dei cookie di terze parti, chi controlla i dati dei clienti ha il coltello dalla parte del manico. E forse, anche un colosso come LinkedIn ha capito che era meglio cedere un pezzetto della torta piuttosto che rischiare di vederla sparire del tutto.

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

3 commenti su “LinkedIn apre le porte: con gli Off-Platform Event Ads porti gli utenti dove vuoi”

  1. La catena si allunga, ma il primo anello resta saldo nelle loro mani. Quel click di partenza è il vero oro. Ogni dato concesso è solo polvere negli occhi per farci sentire più liberi.

  2. Chiamano questa mossa un regalo, ma è solo un guinzaglio più lungo. Concedono un pezzo del loro giardino per non farci scappare dal recinto. Il controllo resta saldo nelle loro mani.

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