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Contattaci oraMicrosoft raggruppa le grounding query in cluster tematici, come Google con l’AI generativa
Bing ha aggiunto i temi ai report sull'AI, lanciando in beta Topics Portfolio, che raggruppa le grounding query in cluster tematici e mostra le citazioni raccolte. Conta perché aiuta a capire quali argomenti l'AI generativa cita, ma i numeri restano segnali direzionali, non un registro preciso, e Bing arriva dopo Google, che aveva già introdotto report simili.
Ieri, come annunciato sul blog ufficiale di Bing Webmaster Tools, Microsoft ha lanciato una nuova funzionalità beta dentro il report AI Performance. Si chiama Topics Portfolio e promette di mostrarti quali temi l’AI generativa cita quando risponde a una ricerca. Lo fa con un’onestà rara per un annuncio di prodotto: i numeri, scrivono gli autori, vanno trattati come segnali direzionali per la pianificazione, non come un registro preciso.
La meccanica è semplice da capire. Topics Portfolio raggruppa le grounding query — le domande di partenza che l’AI usa per costruire una risposta — in cluster tematici più ampi. Football, taxes, AI Chatbots: sono gli esempi citati direttamente da Microsoft. Accanto a ogni tema compare una colonna chiamata Topic Size, che indica il numero approssimativo di citazioni totali raccolte da tutti i siti per quel tema nel periodo selezionato. In pratica, una misura di quanta domanda esiste nell’AI Search per quell’argomento.
A firmare l’annuncio sono Krishna Madhavan, Saral Nigam e Vivek Jain, tutti di Microsoft Bing. Ed è proprio Madhavan, nel suo post su LinkedIn, a mettere in evidenza un altro pezzo: le Opportunity Queries personalizzate, costruite — scrive — su dati di grounding reali. Tradotto: Microsoft non ti propone più solo parole chiave generiche, ma spunti che partono da ciò che l’AI ha davvero usato come base. La funzionalità è in beta, si appoggia a una classificazione generata dall’AI e a dati aggregati dell’intero insieme di siti monitorati. Microsoft non nasconde il limite: preferisce pubblicarla in anticipo e migliorarla con il contributo di chi la usa.
Ma dietro la promessa di mappare i temi c’è una domanda: questi segnali direzionali basteranno a competere con Google, che ha già mesi di vantaggio? La risposta arriva da due direzioni.
Il crollo dei publisher e la mossa di Google arrivata mesi prima
Partiamo dai numeri. Già a luglio 2025, come riportato da NPR, il traffico verso il sito di CNN era calato di circa il 30% rispetto all’anno precedente. Nello stesso periodo, i siti di Business Insider e HuffPost avevano registrato cali intorno al 40%, secondo le cifre della società di analisi Similarweb. Non è una fluttuazione: è una quota importante di visite sparita mentre l’AI generativa cominciava a rispondere direttamente alle domande degli utenti, senza rimandarli ai siti. Chi vive di traffico organico lo sa bene: la partita si era già spostata da tempo.
Poi c’è il calendario. Google aveva già lanciato, lo scorso 3 giugno 2026, i report sulle prestazioni dell’AI generativa nella Search Console, con sezioni dedicate per Search e Discover. L’annuncio era arrivato con poco più di quattro mesi di anticipo rispetto alla beta di Bing. Non è un dettaglio: chi doveva capire come l’AI di Google cita i propri contenuti ha avuto accesso a strumenti comparabili con largo anticipo. Bing arriva dopo, con una beta onesta ma tardiva. E nel frattempo la mappa competitiva si è già disegnata.
Resta un problema. Se i numeri di Topics Portfolio sono solo segnali direzionali, come dovrebbe orientarsi chi deve decidere dove investire? Il punto non è il numero esatto: è la direzione che indica.
Cosa aspettarsi nelle prossime settimane
La domanda resta aperta, ma una prima risposta arriva da ciò che la beta permette di vedere. Nelle prossime settimane vale la pena monitorare tre cose: come Microsoft affina la classificazione dei topic, se le Opportunity Queries restano davvero ancorate ai dati di grounding reali e come evolvono i report sull’AI nella Search Console di Google. Non è un dettaglio tecnico: per chi vive di traffico organico, capire quali temi l’AI generativa decide di citare è ormai parte del mestiere. Chi è arrivato dopo può ancora dire qualcosa, purché i segnali direzionali si traducano in scelte concrete.
Per chi fa impresa online, non è più questione di parole chiave isolate, ma di temi che l’AI generativa decide di citare. Topics Portfolio è un primo strumento per vederli, anche se ancora in beta.
