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Contattaci oraLa soglia minima è di 25.000 contatti, ma chi rifiuta il consenso continua comunque a vedere annunci generici
OpenAI consente di inserire annunci nelle conversazioni di ChatGPT a chi dispone di almeno 25.000 contatti, come documentato da 404 Media. La soglia apre la pubblicità conversazionale a basi dati di dimensioni medie, non solo a grandi editori. Resta il dubbio sulla trasparenza: il targeting avviene tramite email, telefono o identificatori di dispositivo, con cancellazione dei record entro 24 ore.
Bastano 25.000 indirizzi email e chiunque può trasformare le conversazioni di ChatGPT in uno spazio pubblicitario. La notizia arriva dai test condotti da 404 Media e rilanciati ieri da South Florida Reporter: OpenAI consente a chiunque di inserire annunci nelle sessioni degli utenti, indirizzandoli a gruppi specifici in base all’indirizzo email, al numero di telefono o a un identificatore univoco del dispositivo.
La soglia non è simbolica. OpenAI richiede che le liste di pubblico contengano almeno 25.000 utenti corrispondenti prima di avviare campagne di inclusione attive. Tradotto: non serve essere un grande gruppo editoriale o una multinazionale. Chi gestisce una base di contatti di dimensioni medie ha già il biglietto d’ingresso per mostrare annunci dentro le conversazioni con l’assistente. I rappresentanti dell’azienda, precisa il resoconto, sostengono che i record dei clienti caricati vengono eliminati entro 24 ore dall’elaborazione. Ma la cancellazione successiva non riduce il punto di partenza: il dato è stato comunque usato per decidere a chi mostrare cosa.
Zach Edwards di DecryptAds ha messo in guardia da un rischio preciso: le grandi aziende tecnologiche spesso monetizzano il pubblico in modo silenzioso, senza avvertimenti chiari ai consumatori. E qui il silenzio è parte del meccanismo. Non c’è un cartello che dice “d’ora in poi le tue chat alimentano il targeting”. C’è un’impostazione, una policy, un consenso da accettare o rifiutare. E la scelta, in entrambi i casi, convive con la pubblicità.
Il paradosso del consenso: chi accetta viene profilato, chi rifiuta resta generico
La domanda è d’obbligo: come funziona davvero questo targeting e quali dati vengono usati per decidere cosa mostrare a chi? La risposta sta nella policy sulla privacy che OpenAI ha delineato, come ricostruito da Digiday. Se una persona acconsente all’uso dei propri dati nelle app, riceve annunci personalizzati basati sulle chat passate, sulla memoria dell’assistente, sulla cronologia pubblicitaria e sui dati forniti dagli inserzionisti. Se invece non acconsente, riceve annunci generici, costruiti solo con informazioni limitate: il contesto della conversazione corrente, la posizione e l’orario.
Qui sta il paradosso. Il consenso non elimina la pubblicità, ne cambia soltanto la precisione. Chi accetta si ritrova profilato sulla base di conversazioni e comportamenti passati. Chi rifiuta evita la profilazione, ma non evita l’annuncio: vede comunque messaggi commerciali, solo meno mirati. Se il consenso è così centrale, la vera posta in gioco per chi usa ChatGPT ogni giorno non è se vedere pubblicità, ma quanto quei messaggi saranno costruiti su misura.
Se poi pensi che sia una novità assoluta, il contesto aiuta a ridimensionare. OpenAI ha iniziato a testare gli annunci pubblicitari in ChatGPT già a gennaio 2026, come documentato da Ars Technica. Quello che emerge adesso non è l’avvio dei test, ma il passaggio a un meccanismo di targeting che si appoggia a liste di contatti, numeri di telefono e identificatori di dispositivo. Meno sperimentazione, più operatività.
Anthropic senza pubblicità: una promessa che ridisegna la scelta
Mentre OpenAI spinge sul pedale della monetizzazione, il concorrente diretto fa una mossa opposta. Anthropic si impegna pubblicamente a mantenere Claude senza pubblicità, come si legge nella nota ufficiale di Anthropic. La promessa è netta: nessun link “sponsorizzato” accanto alle conversazioni con Claude, nessuna risposta influenzata dagli inserzionisti, nessun product placement di terze parti non richiesto dagli utenti.
Per chi fa impresa online, questa mossa cambia il perimetro della fiducia. La pubblicità conversazionale entra dentro ChatGPT, e la scelta tra profilazione e genericità diventerà una leva competitiva da osservare. Claude si propone come alternativa senza pubblicità; ChatGPT come macchina di monetizzazione silenziosa. Due strade diverse, con lo stesso tema di fondo: quanto valgono le conversazioni degli utenti e chi decide di trasformarle in spazio pubblicitario.
