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Contattaci oraRigetto parziale dopo che il giudice ha respinto la seconda archiviazione: restano le accuse copyright e DMCA
Anthropic ha chiesto il rigetto parziale delle accuse di BMG nella causa davanti al giudice Lee. La mossa conta perché lo stesso giudice ha appena respinto un tentativo simile nel caso Concord, lasciando vive le accuse copyright e DMCA. Resta il dubbio che l'esposizione, calcolata su 20.517 violazioni e 150.000 dollari ciascuna, superi 3.077.550.000 dollari.
Ieri, 16 ottobre 2026, Anthropic ha depositato una mozione per il rigetto parziale delle rivendicazioni di BMG. La richiesta arriva mentre, nella causa correlata Concord Music, lo stesso giudice ha respinto il secondo tentativo di archiviazione e ha lasciato sopravvivere le accuse di violazione del copyright e del DMCA. Non è una formalità. Il caso BMG v. Anthropic è uno dei procedimenti correlati a Concord Music v. Anthropic I e II, davanti al giudice Eumi K. Lee, del tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il distretto settentrionale della California. Lo ha ricostruito ChatGPT Is Eating The World.
Chiedere un rigetto parziale significa chiedere al tribunale di eliminare una parte delle accuse, non l’intero caso. In un contenzioso con più rivendicazioni, è una scelta chirurgica: serve a ridurre il perimetro del rischio prima ancora di arrivare al merito. Perché farla proprio adesso, con un precedente recente e scomodo? La risposta sta nei passaggi già avvenuti davanti allo stesso giudice.
I precedenti che hanno già segnato il terreno
Prima di questa richiesta, il tribunale aveva già negato la mozione per un’ingiunzione preliminare, una misura cautelare che avrebbe bloccato in anticipo l’uso dei contenuti contestati. L’ha ritenuta troppo ampia e non dimostrativa di un danno irreparabile. Aveva poi accolto una prima mozione di Anthropic per archiviare il caso, lasciando agli editori la facoltà di presentare una denuncia modificata. Sono decisioni che raccontano un giudice prudente: non ha chiuso la porta, ma non ha concesso tutto. Lo si ricava da una pubblicazione di Loeb.
Poi, il mese scorso, la svolta. Lo stesso giudice Lee ha negato la seconda mozione di archiviazione di Anthropic PBC in Concord Music Group Inc. v. Anthropic PBC. Così, otto editori musicali possono proseguire con le accuse di violazione del copyright e del Digital Millennium Copyright Act, la legge statunitense sul diritto d’autore digitale. Lo riporta JD Supra. L’ordine degli eventi è chiaro: prima il no all’ingiunzione, poi il sì a una prima archiviazione con facoltà di modifica, poi il no al secondo tentativo. Anthropic, quindi, non parte da zero, ma non può nemmeno contare su una linea di chiusura definitiva. Se il giudice ha permesso ad accuse di copyright e DMCA di sopravvivere, quanto può pesare la nuova richiesta su BMG? La risposta non sta nel diritto astratto: sta nei numeri.
La posta in gioco: numeri e impegni
Secondo i calcoli diffusi da Complete Music Update, Anthropic avrebbe potuto violare almeno 20.517 copyright. La legge statunitense consente fino a 150.000 dollari di cosiddetti danni statutari per ogni violazione. Il totale è 3.077.550.000 dollari: oltre tre miliardi. Ogni copyright contestato, in questo calcolo, diventa un’unità autonoma: il volume delle violazioni si trasforma in esposizione economica, senza bisogno di dimostrare un danno effettivo voce per voce.
Anthropic, da parte sua, si impegna a mantenere le proprie Guardrails già implementate nei modelli e nei prodotti attuali e ad applicarle ai futuri modelli linguistici di grandi dimensioni e alle nuove offerte, senza ridurne materialmente l’efficacia. Lo si legge in un documento depositato nel procedimento. È un impegno che guarda avanti, ai modelli che arriveranno, ma non cancella il passato. Basterà questo a contenere un’esposizione da tre miliardi? Oppure la decisione sulla mozione di BMG anticiperà l’esito delle cause parallele?
Per chi fa impresa online, il senso è chiaro. Quando una singola mozione parziale può valere tre miliardi, ogni scelta sui dati di addestramento diventa una valutazione di rischio legale, non solo tecnica. Non riguarda soltanto editori musicali contro un’azienda di intelligenza artificiale: riguarda il modo in cui il diritto d’autore incontra l’addestramento dei modelli. La parola ora al giudice Lee.
