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Contattaci oraL’azienda ha acquistato Mithril Medicine e ora sviluppa farmaci propri mentre vende Claude alle aziende farmaceutiche
Anthropic ha acquisito Mithril Medicine, azienda che sviluppa farmaci, dopo aver raccolto risultati notevoli dai partner che usano Claude nella ricerca: Enveda ha ridotto del 89% il tempo di revisione documentale. Il fatto conta perché Anthropic diventa insieme fornitore e potenziale concorrente delle aziende farmaceutiche sue clienti, e non ha chiarito come gestirà eventuali candidati terapeutici promettenti.
Più di 25 ore di revisione documentale diventate meno di tre. Alla Enveda, su 1.061 pagine di documentazione, Claude ha trovato tutti gli 11 problemi già individuati dai revisori umani e ne ha segnalati altri sette che a loro erano sfuggiti, con un taglio dell’89% del tempo di revisione. Il dato, attribuito a Enveda, è uno dei tanti raccolti da Anthropic nel resoconto sui primi progressi nello sviluppo di farmaci, pubblicato ieri. Fin qui sembra la classica vetrina di un fornitore che mostra cosa sanno fare i clienti con il suo prodotto. Poi però arriva il dettaglio che cambia il quadro: chi vende questo strumento ha comprato un’azienda che sviluppa farmaci per conto proprio.
La vetrina: cosa hanno ottenuto i partner con Claude
Enveda non è un caso isolato. Anthropic mette in fila una serie di risultati, tutti presentati insieme. Secondo Generate Biomedicines, sei suoi ricercatori hanno usato Claude Code, la versione di Claude pensata per scrivere ed eseguire codice, per proporre nuovi design di una componente delle terapie CAR T, quelle in cui le cellule immunitarie del paziente vengono modificate per attaccare il tumore. Uno dei design era circa il 70% più corto della versione standard e, nei test di laboratorio, permetteva alle cellule di produrre circa 10 volte più recettori. Divergence Labs racconta di aver generato con Claude, in larga parte in modo autonomo, circa 35.000 design di anticorpi in circa un mese, nell’ambito di un trattamento per le allergie alimentari. BigHat Biosciences, invece, ha prodotto e testato circa 1.010 varianti in circa 10 settimane: le migliori legavano il bersaglio più di 10 volte più saldamente, il candidato per il cancro restava stabile in soluzione a 18 gradi in più e quello per farmaci a lunga durata si aggregava oltre 100 volte più lentamente.
Sono numeri notevoli, ma conviene leggerli per quello che sono. Si tratta di risultati di laboratorio e di processo, non di farmaci approvati. Generare 35.000 design in un mese significa avere molti più candidati da scremare, non avere una cura. Tra una molecola promettente in provetta e un medicinale in farmacia ci sono anni di sperimentazione, e quasi tutto si perde per strada. Questo non toglie valore ai risultati: dice solo che misurano la velocità con cui si lavora, non quanto si arriva lontano. E qui viene spontanea una domanda. Se lo strumento funziona così bene nelle mani dei clienti, perché Anthropic dovrebbe limitarsi a venderlo?
Il fornitore che entra in laboratorio
Infatti non si limita a venderlo. Anthropic ha comprato Mithril Medicine, e con lei non ha più soltanto uno strumento: ha una pipeline, cioè una fila di potenziali farmaci in sviluppo. Secondo l’azienda, Mithril ha portato un possibile trattamento per una forma di distrofia muscolare dall’idea a risultati promettenti nei topi in meno di 18 mesi. Il candidato potrebbe entrare in sperimentazione clinica sull’uomo non prima della fine del 2028. Anche qui il linguaggio è prudente: “risultati promettenti nei topi” è una tappa iniziale,
non una conferma.
Mithril si inserisce in un progetto più ampio. Come riportato da CNBC, Anthropic ha avviato un programma interno di scoperta di farmaci come parte del lavoro sugli strumenti di intelligenza artificiale destinati alle aziende farmaceutiche. Sul fronte tecnico, l’azienda rivendica che i suoi modelli Mythos Preview e Opus 4.8 hanno progettato binder proteici, ovvero proteine capaci di agganciarsi a un bersaglio preciso, contro 15 target diversi, riuscendo in 14 casi. È un dato che Anthropic fornisce su se stessa, e va preso come tale.
Il punto delicato è un altro. Anthropic vende Claude alle aziende farmaceutiche e, nello stesso momento, porta avanti propri programmi di scoperta di farmaci. In pratica è insieme fornitore e possibile concorrente dei clienti che serve. Chi ci guadagna, se un giorno da quei programmi uscisse un candidato davvero valido? Lo terrebbe Anthropic? Lo cederebbe in licenza? Lo svilupperebbe con un partner? Kauderer-Abrams, interpellato da CNBC, non ha detto cosa farebbe l’azienda con eventuali candidati promettenti. Un silenzio che pesa, perché un’azienda farmaceutica che affida a Claude i propri dati e le proprie idee ha tutto l’interesse a sapere se dall’altra parte c’è soltanto un fornitore o anche qualcuno che punta allo stesso mercato.
Chi è già in clinica, e cosa guardare adesso
Mithril parla di trial sull’uomo dalla fine del 2028. Altri, nel frattempo, ai pazienti ci sono già arrivati. Lo scorso luglio Insilico Medicine ha avviato la Fase III con rentosertib, un farmaco il cui bersaglio è stato identificato con l’AI e la cui struttura chimica è stata progettata con l’AI generativa. La Fase III è l’ultimo grande passaggio prima della richiesta di approvazione. Lo scorso 1° ottobre, poi, è stato trattato il primo paziente con GB-5267, che secondo quanto comunicato da Roswell Park è la prima terapia cellulare di nuova generazione per il cancro ovarico a entrare in sperimentazione clinica.
Anche il fronte dei capitali è affollato. Isomorphic Labs ha raccolto 2,1 miliardi di dollari in un round Series B sostenuto da Alphabet e GV. Rispetto a questi traguardi, la proposta di Anthropic è ancora un passo indietro: tanti risultati di processo, un candidato nei topi, la clinica tra due anni. Nelle prossime settimane i segnali da seguire sono due: se Anthropic chiarirà cosa intende fare dei propri candidati, e come reagiranno i partner che oggi ne usano gli strumenti.
La lezione, per chi fa impresa online, va oltre la farmaceutica. Quando il fornitore della tecnologia su cui costruisci il tuo vantaggio comincia a competere nel tuo stesso mercato, il rapporto cambia natura. Ha senso chiedersi chi controlla i dati e i risultati che produci con quegli strumenti. E cosa succede se domani il tuo fornitore diventa il tuo rivale.
