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Contattaci oraEarned Media: contano i link da fonti diverse, il 10% dei domini più citati raccoglie solo il 28% delle citazioni
Uno studio dell'agenzia Earned Media su 137 domini australiani rileva che le citazioni nelle risposte dell'IA dipendono dalla varietà dei siti che rimandano a una pagina, non dal posizionamento su Google, quasi irrilevante. Il dato conta perché gli AI Overviews riducono del 58% i clic sul primo risultato organico, spostando la visibilità dentro le risposte generate. Va però considerato il conflitto di interessi dell'agenzia, che vende link building.
In Australia stare in prima pagina su Google non garantisce di essere citati dall’intelligenza artificiale. Avere tante parole chiave ben posizionate non ha quasi alcun legame con la frequenza con cui ChatGPT, Gemini, Perplexity o Claude nominano un sito. Quello che conta è un altro numero: quanti siti diversi rimandano a te con un link. È la conclusione di un’analisi dell’agenzia Earned Media, presentata in un intervento su Startup Daily pubblicato a fine ottobre. Su 137 domini misurati, il legame tra domini di riferimento unici e citazioni dell’IA è risultato statisticamente significativo, con meno dello 0,1% di probabilità che si tratti di una coincidenza.
Il ranking non basta più: l’IA guarda chi ti nomina
Conviene chiarire il gergo. I domini di riferimento unici sono i siti distinti che contengono almeno un link verso di te. Dieci link dallo stesso blog contano come uno solo. Cento link da cento testate diverse contano come cento. L’analisi dice che è la varietà delle fonti, non la quantità grezza di collegamenti, ad accompagnare le citazioni nelle risposte generate dall’IA.
Il ranking su Google invece pesa pochissimo. Come descritto nel rapporto completo di Earned Media, in Australia la quota di keyword in prima pagina non ha quasi alcuna relazione con le citazioni dell’IA. Negli Stati Uniti è emerso un debole indizio di legame, troppo debole però per superare la soglia che i ricercatori usano di solito per definire affidabile un risultato. Due mercati diversi, stesso esito.
Una cautela è d’obbligo. Earned Media è un’agenzia che vende proprio servizi di link building e relazioni con i media, quindi il risultato porta acqua al suo mulino. Il campione di 137 domini, poi, è significativo ma non enorme. Resta una domanda legittima: se un’azienda si posiziona già bene su Google e i clic arrivano, perché dovrebbe preoccuparsi?
Perché la posizione in SERP vale meno di prima
La risposta sta in un dato che circola da tempo. Già a dicembre 2025, secondo l’aggiornamento pubblicato da Ahrefs, gli AI Overviews riducevano del 58% il tasso di clic organici sul contenuto in prima posizione. Gli AI Overviews sono i riassunti generati dall’IA che Google mostra in cima alla pagina dei risultati. Spesso rispondono alla domanda prima che l’utente scorra fino ai link.
Il primo posto, quindi, vale molto meno di qualche anno fa. Più della metà dei clic che riceveva è sparita, e a guadagnarci è Google, che tiene l’utente sulla propria pagina. Per un’azienda la visibilità si sposta dentro la risposta dell’IA: essere la fonte citata, non il link da cliccare.
Da qui nasce la GEO, sigla di Generative Engine Optimization: l’ottimizzazione dei contenuti per i motori generativi, cioè gli assistenti che compongono risposte invece di elencare link. Il concetto non viene dal marketing ma dalla ricerca accademica. Il paper che ha introdotto la GEO la proponeva come metodo per aiutare chi crea contenuti a farsi vedere nelle risposte generate, e stimava che l’ottimizzazione potesse aumentare la visibilità fino al 40%. È una stima di laboratorio, da prendere come indicazione di direzione più che come promessa.
Chi viene citato davvero, allora? Due numeri aiutano. Secondo il rapporto «What Is AI Reading» di Muck Rack, circa il 99% dei link citati dall’IA proviene da fonti non a pagamento. Lo stesso studio attribuisce al giornalismo circa il 27% di tutte le citazioni. In pratica la visibilità nelle risposte dell’IA si guadagna, non si compra. Articoli, recensioni e menzioni su siti terzi contano più della pubblicità.
Questo però apre un dubbio. Se pesano le testate e le menzioni guadagnate, non finiranno per vincere sempre i soliti colossi, da Reddit a Forbes?
La lunga coda che nessuno si aspettava
I dati dicono di no, almeno per ora. Nel campione analizzato ci sono nomi pesanti come Reddit, Forbes e i comparatori finanziari Canstar e Finder. Eppure il 10% dei domini più citati raccoglie solo circa un quarto delle citazioni totali, intorno al 28% in ciascun mercato. Il restante 70% abbondante si distribuisce su una lunga coda di siti più piccoli.
È un risultato controintuitivo. Ci si aspetterebbe che l’IA attinga quasi sempre agli stessi grandi portali. Invece pesca da molte fonti diverse. Secondo Earned Media questo lascia uno spazio reale ai brand sfidanti, a patto che costruiscano il giusto profilo di link.
Per chi fa impresa online cambia l’obiettivo. Non basta più posizionarsi, bisogna farsi nominare: link da molti domini diversi, presenza sulle testate giornalistiche, menzioni su siti di settore anche piccoli. Non è una corsa riservata ai grandi, perché la maggior parte delle citazioni finisce proprio sui siti minori.
Resta da capire quanto durerà. I modelli cambiano di continuo, e nulla garantisce che l’IA continuerà a premiare la varietà delle fonti. Ma oggi, numeri alla mano, lo spazio c’è.
