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Gemini ora modifica i file dentro la chat

Scritto da
Anita Innocenti
Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.
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Su mobile solo i PDF sono modificabili nella conversazione, gli altri formati passano dal web.

Gemini ora permette di creare, vedere in anteprima e modificare documenti e PDF direttamente nella chat, senza uscire dall'app. La novità conta perché trasforma l'assistente in uno spazio di lavoro continuo, non solo di generazione. Resta però un limite: su mobile l'editing completo riguarda solo i PDF, mentre gli altri formati funzionano soltanto sul web.

Si caricano gli appunti di una lezione scritti a mano e si chiede a Gemini di trasformarli in una guida di studio in PDF. Poi si corregge quel PDF lì dove è nato: si cambia una frase, si evidenzia un paragrafo perché l’IA lo riscriva, si fa un’altra domanda. Senza aprire un altro programma. È l’esempio con cui Google ha presentato ieri, 29 ottobre, la novità della sua app: come descritto nell’annuncio ufficiale sul blog di Google, ora Gemini permette di generare, vedere in anteprima e modificare documenti, PDF, presentazioni, fogli di calcolo e altri file direttamente nella chat. Sembra un dettaglio. Non lo è del tutto.

Il file nasce e si corregge dentro la chat

Il punto sta in ciò che succedeva prima. Come osserva The Verge, Gemini sapeva già generare file e farli scaricare, ma per modificarli bisognava uscire dall’app e aprirli altrove. Adesso la modifica avviene nella conversazione stessa, ed è questo, secondo la testata, il vero cambio di passo sul piano della concorrenza. Tradotto: il documento non è più un prodotto finito che l’assistente consegna e poi sparisce dalla sua vista, ma resta un oggetto su cui si continua a lavorare insieme all’IA.

Google precisa che le funzioni sono disponibili per tutti gli utenti, in tutte le lingue in cui l’app Gemini è attiva, quindi anche in italiano. Nella guida di studio dell’esempio si può intervenire a mano, oppure selezionare una parte del testo o delle immagini e chiedere a Gemini di sistemarla. Fin qui l’annuncio. Poi c’è la nota a piè di pagina, quella che conviene leggere: non tutto funziona ovunque.

Ovunque, ma soprattutto sul web

La disponibilità è per tutti, il telefono però resta un passo indietro. Su mobile si possono vedere in anteprima e modificare solo i PDF. Tutti gli altri formati, cioè Google Docs, Google Sheets, presentazioni, file Markdown (un formato di testo semplice molto usato da chi scrive per il web), file TXT e codice, funzionano soltanto dalla versione web. Chi pensava di sistemare una presentazione dallo smartphone mentre è in treno, per ora, dovrà aspettare.

C’è anche un altro elemento da tenere a mente, per non scambiare l’annuncio per una novità assoluta. Google aveva già introdotto Canvas, uno spazio interattivo all’interno di Gemini pensato per creare, rifinire e condividere documenti o codice. L’idea di lavorare sui contenuti dentro l’assistente, quindi, non nasce ieri: ieri si è estesa ai file veri e propri, quelli che poi finiscono in una mail o sul tavolo di un cliente. E se Google ci arriva solo adesso, viene spontaneo chiedersi: a che punto sono gli altri?

Una corsa in cui Google insegue

La risposta è semplice: più avanti. OpenAI, nella documentazione ufficiale di ChatGPT Work, spiega che il suo assistente crea e revisiona già documenti, presentazioni, fogli di calcolo e PDF direttamente in chat, con revisioni mirate e annotate. Vuol dire che non riscrive tutto da capo a ogni richiesta, ma interviene su punti precisi e segnala cosa ha cambiato. Per chi deve rivedere un contratto o un report, è una differenza concreta.

Microsoft ha scelto una strada ancora più diretta. Ha annunciato di portare la piena potenza di Office nell’app Copilot, unendo le funzioni di creazione e collaborazione di Word, Excel e PowerPoint a un modo di lavorare che parte dall’IA. Non un editor semplificato dentro la chat, insomma, ma i programmi completi che milioni di uffici usano da decenni. E tra i concorrenti c’è anche chi punta sull’uscita dei file: gli artefatti creati partendo da modelli si esportano in Word, PDF, Markdown e Google Docs se sono documenti, in PowerPoint, PDF o direttamente in Google Slides modificabili se sono presentazioni.

Messi uno accanto all’altro, questi pezzi raccontano la stessa partita. Generare un testo ormai lo sanno fare tutti. La posta in gioco è un’altra: quale app diventa il posto in cui il lavoro si fa e resta, senza bisogno di uscirne. Chi ci guadagna è chiaro. Se preventivi, presentazioni e report nascono e vivono dentro un assistente, quell’assistente diventa difficile da abbandonare, e con lui l’abbonamento e la suite di strumenti collegata. Quando tutte le chat sapranno modificare file, a fare la differenza non sarà più la funzione in sé, ma l’insieme di programmi che ci sta intorno e il punto in cui il documento finisce.

Per chi fa impresa online, quindi, scegliere un assistente significa sempre di più scegliere dove si producono i materiali che si mandano ai clienti. Google ha colmato una parte del distacco, non tutto. Nelle prossime settimane conviene guardare a due cose: se l’editing completo arriverà anche su mobile, e quanto i file creati in chat si integrano davvero con gli strumenti che il team usa già ogni giorno. Il resto, per ora, è annuncio.

L'autore

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

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