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Tra promesse di efficienza e timori per la sicurezza nazionale, l’accordo volontario solleva interrogativi sulla reale portata dell’innovazione e sui benefici concreti per i cittadini.
Il governo del Regno Unito ha siglato un'intesa con Anthropic per integrare l'AI Claude nei servizi pubblici. L'accordo, presentato come una svolta per semplificare la burocrazia, è in realtà volontario e non vincolante. Resta da capire se la partnership porterà benefici concreti ai cittadini o si limiterà a un annuncio d'impatto senza reali conseguenze.
Un patto tra governo e big tech: l’AI di Claude al servizio dei cittadini?
Il governo del Regno Unito ha appena stretto la mano ad Anthropic, la società dietro il chatbot Claude, con un accordo che sulla carta promette di rivoluzionare i servizi pubblici.
L’intesa tra il Segretario per la Tecnologia Peter Kyle e il CEO di Anthropic Dario Amodei, mira a integrare l’intelligenza artificiale avanzata nelle agenzie governative.
L’obiettivo dichiarato? Semplificare l’accesso dei cittadini alle informazioni e ai servizi dello Stato, posizionando allo stesso tempo il Regno Unito come un punto di riferimento nell’innovazione AI.
Dario Amodei, co-fondatore di Anthropic (azienda che, non dimentichiamolo, è pesantemente finanziata da colossi come Amazon e Alphabet), ha affermato che “l’AI ha il potenziale per trasformare il modo in cui i governi servono i loro cittadini”.
Parole che suonano bene, certo, ma la domanda sorge spontanea:
questa tecnologia ha già dimostrato di poter mantenere promesse così grandi o stiamo assistendo all’ennesimo annuncio ad effetto?
I primi risultati: meno burocrazia o solo vetrine ben lucidate?
A sostegno di questa partnership vengono portati alcuni esempi concreti. Il Parlamento Europeo, ad esempio, utilizza già Claude per rendere i suoi archivi più navigabili, ottenendo una riduzione dell’80% nel tempo necessario per cercare e analizzare documenti, come riportato da Think Digital Partners. Anche nel Regno Unito, il Consiglio di Swindon ha lanciato “Simply Readable”, uno strumento basato su Claude che converte documenti complessi in formati accessibili per persone con disabilità di apprendimento.
Questi sono senza dubbio risultati interessanti, ma si tratta di applicazioni specifiche e circoscritte.
Una cosa è semplificare la lettura di un documento, un’altra è ristrutturare l’intero apparato dei servizi pubblici.
Dietro le quinte di questo accordo, infatti, si muovono logiche che vanno ben oltre la semplice efficienza e toccano temi ben più delicati, come la sicurezza nazionale.
Accordo volontario e sicurezza: qual è la sostanza del patto?
Un dettaglio non da poco è che, in concomitanza con la firma dell’accordo, il governo ha rinominato il suo “AI Safety Institute” in “UK AI Security Institute”.
Un cambio di nome che sposta l’attenzione dalla “sicurezza” (intesa come protezione dai rischi dell’AI) alla “security” (cioè la difesa da minacce esterne tramite l’AI).
Anthropic collaborerà proprio con questo istituto per valutare i rischi della tecnologia.
Ma arriviamo al punto cruciale.
Come si legge sul memorandum ufficiale del governo, l’accordo è volontario e non legalmente vincolante.
In pratica, è una dichiarazione d’intenti, una promessa di collaborazione che non obbliga nessuna delle due parti a decisioni future.
Questo significa che, sebbene l’intenzione sia quella di innovare, non ci sono garanzie contrattuali solide.
Resta da vedere se questa collaborazione si tradurrà in un reale vantaggio per i cittadini o se resterà una stretta di mano ben pubblicizzata, ma senza un vero peso quando si tratterà di prendere decisioni vincolanti.
