Cosa c’è di realistico nell’allarme lanciato dal CEO di Anthropic?

Anita Innocenti

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Tra rischi di bioterrorismo e manipolazioni su larga scala, il CEO mette in guardia dalle stesse aziende che guidano lo sviluppo dell’IA, mosse da un business da trilioni di dollari

Il CEO di Anthropic, Dario Amodei, lancia un allarme sui rischi esistenziali dell'IA, indicando le stesse aziende tech come una minaccia. Mentre avverte di una rapida disruption nel mondo del lavoro, la sua azienda prevede ricavi miliardari. Il dubbio è se sia un avvertimento sincero o una sofisticata strategia di marketing per dominare un mercato da trilioni di dollari.

L’allarme del CEO di Anthropic: avvertimento o mossa di marketing?

Dario Amodei, il capo di una delle più grandi aziende di intelligenza artificiale al mondo, Anthropic, ha messo nero su bianco 38 pagine per dirci, in sostanza, che la tecnologia che lui stesso sta costruendo potrebbe scapparci di mano.

Nel suo saggio intitolato “The Adolescence of Technology“, Amodei parla chiaro: l’umanità sta per ricevere un potere quasi inimmaginabile e non è affatto detto che abbiamo la maturità per gestirlo.

Una bella ammissione, non c’è che dire, da parte di chi sta spingendo sull’acceleratore per sviluppare proprio quel potere.

Ma la vera botta arriva quando parla di tempistiche.

L’intelligenza sovrumana è dietro l’angolo

Stando ad Amodei, non stiamo parlando di un futuro lontano alla Blade Runner. Secondo la sua analisi, sistemi di IA estremamente potenti potrebbero emergere nel giro di uno o due anni.

Parliamo di tecnologie in grado di superare le migliori menti umane in quasi ogni campo. Descrive una situazione simile a “un paese di geni ospitato in un data center”, dove decine di milioni di entità super-intelligenti potrebbero apparire all’improvviso, senza alcun precedente storico.

Uno dei rischi più concreti che evidenzia è quello del bioterrorismo, avvertendo che l’IA potrebbe dare a chiunque abbia cattive intenzioni le capacità di un virologo super addestrato.

E qui la faccenda si fa, per così dire, interessante.

Perché a lanciare l’allarme più forte non è un’entità esterna, ma uno degli stessi architetti di questo futuro.

Le aziende di IA, il vero elefante nella stanza

È lo stesso Amodei ad ammetterlo candidamente: “è un po’ imbarazzante dirlo come CEO di un’azienda di IA, ma penso che il prossimo livello di rischio siano proprio le aziende di IA stesse”.

E come dargli torto?

Queste poche aziende controllano data center enormi, addestrano i modelli più avanzati e hanno un’esperienza esclusiva nel loro utilizzo. Peggio ancora, alcune interagiscono già con centinaia di milioni di utenti, aprendo la porta a manipolazioni su larga scala.

Il motivo?

Come riportato su Futurism, Amodei lo spiega senza troppi giri di parole: ci sono così tanti soldi da fare con l’IA — letteralmente trilioni di dollari all’anno — che è difficilissimo per la civiltà imporre qualsiasi tipo di freno.

Diciamocelo, suona un po’ come un piromane che avverte del pericolo di incendio mentre tiene in mano un lanciafiamme.

Non a caso, nella Silicon Valley c’è già chi lo accusa di fare “safety theater”, ovvero di usare gli allarmi sui rischi come una strategia di branding, mentre Anthropic continua a sviluppare e a crescere a ritmi forsennati.

Ma mentre i vertici discutono di rischi apocalittici e strategie di comunicazione, c’è un’onda d’urto che si sta già avvicinando al mondo del lavoro, quello vero.

La disruption dei colletti bianchi è già iniziata

Se i pericoli per la civiltà possono sembrare astratti, l’impatto sull’occupazione è molto più concreto. Amodei ha dichiarato che l’IA potrebbe spazzare via fino al 50% dei lavori d’ufficio di primo livello entro uno o cinque anni.

Durante un’intervista a 60 Minutes, ha specificato che ruoli entry-level in settori come consulenza, legge e finanza sono i più esposti, perché l’IA è già bravissima a svolgere quei compiti.

“La mia preoccupazione è che il fenomeno sarà ampio e più veloce di quanto visto con le tecnologie precedenti”, ha confessato, esprimendo il timore che la società non avrà il tempo di adattarsi, secondo quanto riportato dalla CBS News.

Il quadro è complesso: da un lato, un CEO lancia un allarme quasi esistenziale; dall’altro, la sua stessa azienda, poco dopo la pubblicazione del saggio, ha alzato le previsioni di fatturato per il 2026 a 18 miliardi di dollari.

La domanda, a questo punto, non è tanto se Amodei abbia ragione sui pericoli, ma se le sue parole siano un vero tentativo di svegliare le coscienze o, più semplicemente, la colonna sonora perfetta per una corsa all’oro senza precedenti.

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

8 commenti su “Cosa c’è di realistico nell’allarme lanciato dal CEO di Anthropic?”

  1. Questo teatrale allarmismo è il prologo alla richiesta di normative su misura, pensate per erigere barriere insormontabili contro ogni possibile nuovo entrante.

  2. Paola Montanari

    Hanno creato un problema per venderti la soluzione. Roba da manuale del marketing 101. Mi chiedo che consulente abbiano pagato per questa fuffa.

    1. Nicola Caprioli

      Marco, l’eterno schema del piromane-pompiere che vende estintori placcati d’oro mi lascia un’amarezza infinita. Noi applaudiamo, pronti a pagare per la nostra stessa prigionia programmata, e chiamiamo questo progresso.

  3. Daniele Palmieri

    Il panico controllato è la leva di vendita più efficace; mi chiedo solo quanto ci mettano a brevettare anche la paura che generano.

  4. Claudia Ruggiero

    Lamentarsi del mostro che stai creando mentre vendi i biglietti per lo show è un modello di business che funziona sempre, non capisco lo stupore.

  5. Palesemente una manovra per creare il panico e farsi dare le chiavi del settore, così da regolare tutto a loro piacimento. Non mi fido.

    1. Giorgio Martinelli

      Filippo Villa, ok il cinismo, ma se Amodei lanciasse un allarme genuino mentre tutti sono fissati a guardare solo il lato business della faccenda? Io ci vedo un casino di gente che non sta capendo la portata del problema.

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