Le ads di Google arrivano anche su AI Overviews (in 12 paesi, per ora…)

Anita Innocenti

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Mentre espande la pubblicità AI a livello globale, Google esclude i settori “sensibili” come finanza e salute, creando disparità nell’accesso a questa nuova frontiera pubblicitaria

Google estende su scala globale gli annunci nelle sue AI Overviews, monetizzando la ricerca AI in 12 paesi. Tuttavia, l'azienda erige un muro per i settori 'sensibili' come finanza e sanità, escludendoli da questa opportunità. Una mossa che solleva dubbi: si tratta di tutela dell'utente o di autoprotezione, creando di fatto un advertising a due velocità?

La nuova frontiera degli annunci di Google: porte aperte per tutti, ma non per te

Google ha messo il turbo.

Le pubblicità all’interno delle sue AI Overviews, le risposte generate dall’intelligenza artificiale che compaiono in cima ai risultati di ricerca, non sono più un esperimento confinato agli Stati Uniti.

L’azienda ha aperto i rubinetti, estendendo questa funzionalità a una scala globale che lascia poco spazio all’immaginazione. Parliamo di un’espansione delle ads che, come descritto sul blog ufficiale di Google, per ora riguarda 12 paesi: Australia, Canada, India, Indonesia, Kenya, Malaysia, Nuova Zelanda, Nigeria, Pakistan, Filippine, Singapore e naturalmente gli USA.

In pratica, le tue campagne Search, Shopping e Performance Max ora possono finire dritte in quella risposta AI che l’utente sta leggendo.

Sembra una prateria sconfinata per chi fa advertising, vero?

Beh, non esattamente.

Perché Google, mentre apre una porta con una mano, con l’altra ne chiude diverse, e con un bel catenaccio.

Il muro invalicabile dei settori “sensibili”

Ed ecco che arriva il “ma” grande come una casa.

Se operi in settori come finanza, sanità, politica, alcolici o gioco d’azzardo, per te quella porta resta sprangata. Google ha messo nero su bianco che gli annunci per le categorie considerate “sensibili” non compariranno nelle AI Overviews.

La motivazione ufficiale, come si legge nelle sue stesse policy, è quella di “prevenire lo sfruttamento degli utenti”.

Una dichiarazione nobile, certo.

Ma la domanda sorge spontanea: si tratta di una mossa per proteggere l’utente o per proteggere se stessa da grane legali e danni d’immagine in settori dove un’informazione sbagliata o un annuncio fuori posto può costare carissimo?

Questa esclusione crea di fatto una Serie A e una Serie B dell’advertising nell’era dell’IA. Da una parte chi può sfruttare questo nuovo e potentissimo spazio, dall’altra chi è costretto a guardare dalla finestra. E non pensare che questa logica di controllo sia una novità. Ha radici ben più profonde e conseguenze molto concrete.

Una rete di regole sempre più stretta

Questa divisione non è un capriccio del momento, ma l’estensione di una politica di controllo che Google sta rendendo sempre più rigida. Chi lavora in settori regolamentati sa bene di cosa parlo: per fare pubblicità su prodotti farmaceutici o servizi finanziari servono certificazioni e licenze specifiche, un percorso a ostacoli che non tutti riescono a superare.

E la mano di Google è diventata pesantissima: nel 2023 ha sospeso oltre 12,7 milioni di account pubblicitari, il doppio rispetto all’anno precedente.

A questo si aggiungono esperimenti con tecnologie di “age assurance” per impedire che annunci su alcolici o perdita di peso raggiungano i minorenni.

Diciamocelo, la stretta è evidente.

L’espansione degli annunci AI, quindi, non è una liberalizzazione, ma piuttosto la costruzione di un nuovo, enorme stadio con regole d’ingresso ferree. Google sta monetizzando la sua intelligenza artificiale, ma lo sta facendo solo e soltanto alle sue condizioni.

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

15 commenti su “Le ads di Google arrivano anche su AI Overviews (in 12 paesi, per ora…)”

  1. La prudenza di Google sui settori “sensibili” non è altro che un’elegante foglia di fico per coprire la propria avversione al rischio legale, mentre si crea una disparità palese. Resta l’amarezza di un gioco con regole che cambiano per chi comanda.

  2. Questa presunta tutela è una favola per ingenui, una banale profilassi legale per evitare cause costose mentre gli avvocati preparano il campo di battaglia per la futura monetizzazione selvaggia. Nient’altro che questo.

    1. Renato Martino, una mossa per ridurre il contenzioso, non per proteggere. Quando monetizzeranno le cartelle cliniche?

  3. Alessandra Lombardi

    La grande rivoluzione dell’AI si riduce a un banale calcolo costi-benefici: monetizzare dove il rischio di denuncia è basso. Questa presunta cautela non fa che ammettere quanto poco si fidino del loro stesso giocattolo quando in ballo ci sono soldi e salute veri.

  4. Questa esclusione arbitraria di settori mi spaventa, perché domani il mio mercato potrebbe diventare ‘sensibile’ e la mia agenzia verrebbe semplicemente cancellata.

  5. Greta Silvestri

    Mi sale l’ansia. Oggi tagliano la sanità, domani il mio business. Finiremo tutti in una blacklist di Google per morire sani e poveri.

  6. Greta Silvestri

    Questa roba mi mette un’ansia pazzesca. Prima la sanità, poi i piccoli business come il mio. Alla fine Google decide chi campa e chi muore.

  7. Mi commuove tutta questa ansia per la “disparità”. Non è tutela dell’utente, è una banale mossa di risk management per schivare cause legali. La salute è un campo minato, il mio e-commerce di cianfrusaglie per fortuna no. Si chiama puro calcolo.

  8. Questa esclusione di settori non è tutela, ma un ostacolo. Il mercato pubblicitario necessita di regole chiare e universali per funzionare, altrimenti si genera solo incertezza per gli operatori. Quando avremo standard applicati a tutti indistintamente?

    1. Carlo Benedetti

      Signora Testa, lei invoca standard universali da un monopolio che scrive le regole a proprio piacimento. È commovente. Noi operatori siamo solo cavie per i loro esperimenti, mentre i settori “protetti” sono semplicemente quelli con gli avvocati migliori. Che ingenuità la nostra.

  9. Definire “tutela” questa profilassi legale è ingenuo; Google isola solo i settori più litigiosi. Mi chiedo quanti applaudiranno quando le prossime mura verranno erette attorno ai loro, di settori, lasciandoli fuori dai giochi.

  10. Alessio De Santis

    Buttano a mare i passeggeri scomodi per salvare la nave. Non è protezione, è calcolo. Siamo solo zavorra in questo mare digitale?

    1. Alessio De Santis, il loro calcolo è impeccabile: ci usano come scudi umani per parare le cause legali, e noi li ringraziamo per la protezione.

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