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Contattaci oraIl 5% si somma alle promesse precedenti e arriva a un quinto delle azioni, ma serve il voto.
Anthropic destinerà al bene pubblico circa il 20% delle proprie azioni, sommando il 5% annunciato ieri agli impegni precedenti, tra cui la donazione dell'80% delle quote dei co-fondatori. L'operazione pesa perché lega la filantropia alla governance e alla valutazione futura. Resta però il dubbio: il fondo è una LLC controllata dalla società e l'impegno attende l'approvazione degli azionisti.
Ieri, 18 ottobre, Anthropic ha scritto una cifra destinata a pesare miliardi: il 5% delle azioni della società andrà all’Anthropic Public Benefit Fund, con un 2% extra che scatta — a discrezione del consiglio — a ogni balzo del 50% del valore sopra una soglia di riferimento. Sembra l’annuncio di un gigante che apre il portafoglio. Ma la notizia vera non è la percentuale. È che a quel 5% si sommano impegni già presi, e il totale arriva a un quinto della società. Secondo l’annuncio ufficiale di Anthropic, combinando l’impegno di ieri con le promesse precedenti, circa il 20% delle azioni sarà dedicato al bene pubblico.
Il 5% che diventa 20: i conti di una promessa
Per capire la portata, conviene sommare i pezzi. Anthropic ha già impegnato 200 milioni di dollari per studiare e affrontare gli effetti dell’intelligenza artificiale sul mercato del lavoro. I co-fondatori avevano promesso di donare l’80% delle loro partecipazioni azionarie. Come riportato da Fortune, già nel gennaio 2026 tutti e sette i co-fondatori avevano confermato l’impegno all’80% del proprio patrimonio personale. E circa la metà dei dipendenti partecipa al programma di donazione azionaria con matching aziendale, un meccanismo in cui l’azienda integra con fondi propri la quota versata dal singolo.
Sommando i pezzi, il 5% di ieri diventa circa il 20% del capitale destinato al bene pubblico. Un quinto della società, secondo i conti di Anthropic. Non è una promessa generica: è una percentuale calcolata sul valore azionario, cioè su una grandezza che cresce con la valutazione della società. Resta da capire chi gestirà davvero questo patrimonio — e con quali vincoli.
Una LLC, non una fondazione: il dubbio che resta
A quel dubbio risponde, in parte, la struttura scelta: niente ente 501(c)(3), il classico veicolo non profit americano, ma una LLC interamente controllata. L’Anthropic Public Benefit Fund nasce come società a responsabilità limitata posseduta al 100% da Anthropic. La differenza non è di facciata. Una fondazione indipendente avrebbe una governance separata e vincoli fiscali e statutari più rigidi. Una LLC controllata resta, in pratica, nel perimetro della società madre: il bene pubblico passa da un veicolo che la società stessa governa.
C’è però un vincolo esplicito, ed è rilevante: nessuna delle azioni detenute dalla LLC sarà usata per attività di lobbying o donazioni politiche, negli Stati Uniti o all’estero. Tradotto: il fondo non potrà diventare uno strumento di influenza politica, almeno sulla carta. La OpenAI Foundation, per fare un confronto, segue una strada diversa: una fondazione che detiene una quota diretta della società. Anthropic sceglie il controllo. Resta la domanda di fondo: cosa succederà quando gli azionisti voteranno, e quanto conterà una valutazione che potrebbe superare i 2 trilioni di dollari?
Il voto che decide tutto (e il confronto con OpenAI)
La risposta arriverà quando gli azionisti si esprimeranno. L’impegno del Public Benefit Fund, come precisato da TechCrunch, è subordinato all’approvazione degli azionisti. Significa che il 5% — e di conseguenza il 20% complessivo — non è ancora cosa fatta. E il contesto è quello di una società in corsa verso l’IPO. Secondo le stime riportate da Reuters, l’offerta pubblica iniziale potrebbe valutare Anthropic oltre 2 trilioni di dollari. Su una base del genere, il 20% delle azioni varrebbe centinaia di miliardi. Non è una cifra simbolica: è una posta di governance.
Il confronto con OpenAI è inevitabile, ed è qui che i numeri si fanno concreti. Secondo quanto riportato da Inside Philanthropy, la OpenAI Foundation è nata con una quota del 26% di OpenAI, che all’ultima valutazione valeva circa 220 miliardi di dollari. La stessa fondazione ha erogato finora quasi 200 milioni di dollari in sovvenzioni. Due modelli diversi: OpenAI ha scelto una fondazione che detiene direttamente una quota, Anthropic una LLC controllata con un impegno percentuale condizionato all’approvazione degli azionisti.
Per chi fa impresa online, il messaggio è duplice. La filantropia AI sta diventando un asset di governance e di valutazione, non un costo. E chi oggi sceglie un fornitore di intelligenza artificiale dovrà guardare non solo i modelli, ma i vincoli con cui chi li controlla può usare i profitti. Ieri Anthropic ha fatto il primo passo, condizionato a un voto. Quel voto dirà se il 20% diventerà realtà — e a quali condizioni. Per chi osserva il mercato, il segnale è già chiaro: il bene pubblico nell’AI si misura in azioni, non più solo in dichiarazioni.
