La risposta di Apple a OpenAI: in arrivo una spilla smart con intelligenza artificiale

Anita Innocenti

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Mentre OpenAI si prepara a lanciare il suo hardware, Apple studia una spilla smart, ma il mercato è pieno di incognite e il progetto potrebbe non vedere mai la luce

Apple risponde a OpenAI con un progetto ambizioso: una spilla smart con AI prevista per il 2027. La mossa arriva in un mercato affollato e segnato dal fallimento di Humane. In un momento di incertezza sulla propria strategia software, Cupertino scommette sull'hardware per riaffermare la sua leadership, ma il rischio di un nuovo passo falso è dietro l'angolo.

Apple risponde a OpenAI: in arrivo una spilla smart con AI

A quanto pare, a Cupertino non stanno con le mani in mano. Mentre tutti parlano di OpenAI e delle sue prossime mosse, Apple sta lavorando in sordina a una sua contromossa: una spilla indossabile dotata di intelligenza artificiale, grande più o meno come un AirTag.

L’obiettivo?

Entrare di prepotenza nel mercato dell’hardware AI, con un lancio che potrebbe avvenire già nel 2027.

Stiamo parlando di un dischetto piatto e circolare, con un guscio in alluminio e vetro, progettato per essere discreto ma potente. Al suo interno, come riportato su AppleInsider, ci sarebbero due fotocamere (una standard e una grandangolare), tre microfoni e un altoparlante. Sul retro, un pulsante fisico e un sistema di ricarica a induzione magnetica, simile a quello dell’Apple Watch.

L’idea è di produrre circa 20 milioni di unità al lancio, anche se, diciamocelo, siamo ancora in una fase così iniziale che il progetto potrebbe anche finire nel cassetto.

Ma perché tutta questa fretta?

La risposta ha un nome e un cognome: OpenAI.

Una corsa contro il tempo tra giganti e fallimenti passati

La verità è che Apple si sente il fiato sul collo.

Chris Lehane, pezzo grosso di OpenAI, ha annunciato a Davos che la loro azienda è pronta a lanciare il suo primo dispositivo hardware nella seconda metà del 2026.

Un anno prima di Apple.

A rendere il tutto ancora più interessante c’è il fatto che a disegnare questo misterioso oggetto c’è Jony Ive, l’ex guru del design di Apple. Un dettaglio che a Cupertino deve bruciare parecchio.

Il campo di battaglia, però, non vede solo questi due contendenti. Meta ha già messo sul piatto circa 3,5 miliardi di dollari in partnership con EssilorLuxottica per i suoi occhiali smart, e Amazon sta sviluppando il suo braccialetto Bee.

In questo contesto, però, aleggia il fantasma di Humane AI, l’azienda fondata da due ex dipendenti Apple che ha lanciato una spilla molto simile, rivelatasi un disastro commerciale e finita svenduta a HP, come descritto da TechCrunch.

Un precedente che dimostra quanto sia difficile convincere le persone ad adottare un nuovo tipo di dispositivo.

Viene da chiedersi se Apple abbia davvero imparato la lezione o se stia commettendo lo stesso errore, magari solo con un budget più grande.

E i dubbi aumentano se guardiamo a cosa sta succedendo proprio dentro Apple.

Una strategia AI piena di incertezze

Questa spinta sull’hardware arriva in un momento in cui la strategia AI di Apple sembra tutto fuorché solida.

Dopo anni di promesse non mantenute, l’azienda ha visto l’uscita di John Giannandrea, il capo della divisione AI, e ha dovuto stringere un accordo con Google per usare il motore Gemini e dare una rinfrescata a Siri.

Una mossa che a molti è sembrata quasi una resa, un’ammissione di non essere in grado di competere con le proprie forze sul fronte software.

E allora, questa spilla cosa rappresenta?

Un tentativo di aggirare i problemi software con un hardware d’impatto?

Forse.

Il mercato, d’altronde, fa gola a tutti: le proiezioni parlano di un valore che potrebbe schizzare da 43 miliardi di dollari nel 2025 a oltre 310 miliardi entro il 2033, secondo Grand View Research, trainato soprattutto dal settore della salute.

La domanda, alla fine, è una sola: questo nuovo gadget sarà la mossa geniale che rimetterà Apple al centro del ring dell’innovazione, o solo l’ultimo, costoso tentativo di tenere il passo?

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

11 commenti su “La risposta di Apple a OpenAI: in arrivo una spilla smart con intelligenza artificiale”

  1. Antonio Romano

    Si naviga a vista nel mare magnum dell’AI, e Apple decide di imbarcarsi su una zattera che è appena affondata. Non capisco se sia un atto di fede o la disperazione di chi non sa più che pesci prendere.

  2. Francesco De Angelis

    Ancora con le spille dopo il flop di Humane. Si progetta un oggetto, non una soluzione. Quale bisogno reale dovrebbe soddisfare questo accessorio?

  3. Alessandra Lombardi

    Cupertino deve dimostrare di esistere contro OpenAI e quindi ricicla un’idea già fallita. Che bel modo di proiettare sicurezza sul proprio futuro.

  4. Walter Benedetti

    Prima l’ansia di possederla, poi quella di smarrirla. Un nuovo guinzaglio digitale per le nostre esistenze già sature. Che progresso ammirevole.

    1. @Clarissa Graziani La sua preoccupazione è perderla, la mia è che rovini i tessuti. Un problema concreto che nessuno considera.

  5. Patrizia Bellucci

    Arrivare dopo non è un difetto, è studiare gli errori altrui. È così che si costruiscono monopoli, non semplici prodotti dal dubbio gusto.

    1. @Patrizia Bellucci Esatto. Perfezionano il monopolio studiando gli errori altrui. Non è un prodotto, è una cimice griffata. Ci ascolterà il cuore, per venderci la pillola giusta. Un sogno.

  6. Andrea Cattaneo

    L’ennesimo aggeggio per spillarci soldi, letteralmente. Arrivano sempre dopo gli altri con idee già viste e fallite, presentandole come la nuova frontiera. Qualcuno a Cupertino dovrebbe prendersi una lunga vacanza, mi sa.

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