I bot dell’IA stanno saccheggiando il web: un +300% che mette in ginocchio chi crea contenuti

Anita Innocenti

Le regole del digitale stanno cambiando.

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L’aumento esponenziale dei bot IA minaccia il modello di business online, erodendo traffico e ricavi dei creatori di contenuti, mentre le aziende cercano nuove strategie di difesa e monetizzazione.

Un'impennata del 300% nel traffico generato dai bot di intelligenza artificiale, guidata da giganti come OpenAI, Meta e Anthropic, sta mettendo in crisi i creatori di contenuti. Questo "scraping" di massa erode visibilità e ricavi, intercettando gli utenti alla fonte. In risposta, il mercato esplora nuove strategie di difesa e modelli di monetizzazione come il "pay-per-crawl".

I bot dell’IA stanno saccheggiando il web: un +300% che mette in ginocchio chi crea contenuti

C’è un’invasione silenziosa in corso sul web, e i tuoi contenuti sono il bersaglio principale.

Mentre tu lavori per creare articoli, guide e approfondimenti di valore, le grandi aziende dell’intelligenza artificiale stanno usando i loro bot per “raschiare” via tutto, senza chiedere il permesso.

Il risultato?

Un’esplosione del traffico automatico che sta erodendo le fondamenta stesse del business di chiunque pubblichi online, mettendo a rischio traffico, ricavi e visibilità.

Questo non è un semplice aumento di traffico, ma un cambiamento strutturale nel modo in cui le informazioni vengono consumate.

Le aziende IA, nella loro corsa sfrenata per addestrare i loro modelli e fornire risposte istantanee, stanno di fatto bypassando la fonte originale dei contenuti: te.

Ma andiamo con ordine e vediamo cosa sta succedendo davvero dietro le quinte.

L’ondata di traffico automatico: un problema di dimensioni colossali

I numeri parlano chiaro e, diciamocelo, non sono per niente rassicuranti.

Nel 2025, il traffico generato dai bot dell’intelligenza artificiale è aumentato di un impressionante 300%, come emerso da un report di Akamai. Pensa che il settore dell’editoria e dei media è il secondo più bersagliato a livello globale, assorbendo da solo una fetta enorme di questa attività automatizzata.

In pratica, i siti ricchi di contenuti sono stati identificati come la miniera perfetta da cui estrarre dati per l’addestramento e informazioni in tempo reale.

E bada bene, non è un problema che riguarda solo l’editoria.

Il traffico automatizzato in generale è cresciuto otto volte più velocemente di quello umano. Ma è la crescita dei bot “scraper”, quelli che estraggono contenuti in tempo reale per alimentare assistenti e motori di ricerca, a essere davvero preoccupante: un aumento del 597% anno su anno.

Questi bot non stanno solo leggendo, stanno prendendo attivamente i tuoi contenuti per rispondere alle domande degli utenti altrove, lasciandoti fuori dai giochi.

Pochi giganti, un banchetto per tutti (tranne che per te)

E chi c’è dietro a questa operazione?

Diciamocelo, i soliti noti.

Tre aziende dominano quasi interamente questo traffico. OpenAI, con i suoi vari bot legati a ChatGPT, rappresenta da sola circa il 69% di tutto il traffico bot IA osservato. A seguire troviamo Meta con circa il 16% e Anthropic con l’11%, come riportato nell’analisi di HUMAN Security.

Questo significa che le decisioni di una manciata di colossi tecnologici hanno un impatto sproporzionato su chiunque produca contenuti online, in una corsa sfrenata per potenziare i loro prodotti.

Le conseguenze per te sono dirette e pesanti.

Quando un utente riceve una risposta da un chatbot, la probabilità che clicchi sulla fonte originale è bassissima. I dati indicano che i referral provenienti dai chatbot portano circa il 96% di traffico in meno rispetto alla ricerca tradizionale, e gli utenti cliccano sui link citati solo nell’1% dei casi.

In parole povere, il traffico che alimenta la tua pubblicità e le tue vendite viene intercettato alla fonte, mentre i costi della tua infrastruttura aumentano per sostenere l’assalto di questi bot.

Di fronte a questo scenario, chi crea contenuti sta semplicemente a guardare?

Assolutamente no, e le contromosse iniziano a farsi interessanti.

Dalla difesa alla monetizzazione: la reazione del mercato

La prima reazione istintiva sarebbe quella di alzare un muro e bloccare tutto, giusto?

Sbagliato.

Invece di una difesa totale, che potrebbe rivelarsi controproducente, gli editori stanno adottando strategie più intelligenti. Si inizia a monitorare e classificare il traffico dei bot, bloccando selettivamente quelli dannosi e rallentando gli altri.

Ma la vera novità è un’altra: la ricerca di un modo per farsi pagare.

Sta emergendo un nuovo modello, definito “pay-per-crawl”, dove i bot vengono autenticati e pagano una tariffa per accedere ai contenuti. In questo modo si tenta di trasformare un saccheggio incontrollato in una transazione misurabile e, si spera, redditizia.

Questa non è solo una toppa temporanea, ma una risposta a un cambiamento epocale. Matthew Prince, CEO di Cloudflare, ha previsto che entro il 2027 il traffico dei bot supererà quello umano.

Stu Solomon, CEO di Human Security, ha centrato il punto filosofico della questione: “L’intera idea di internet si basava sul presupposto che ci fosse un essere umano dall’altra parte dello schermo, e questa idea sta venendo rapidamente sostituita”.

La vera domanda che resta aperta è: questi nuovi modelli basteranno a compensare le perdite, o stiamo assistendo a una riscrittura permanente delle regole economiche del web, dove chi crea il valore rischia di rimanere con le briciole?

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

6 commenti su “I bot dell’IA stanno saccheggiando il web: un +300% che mette in ginocchio chi crea contenuti”

  1. Isabella Riva

    Stiamo allevando un parassita digitale. Lo nutriamo con la nostra creatività, lui cresce e divora la casa. È il canto del cuculo per l’era digitale. Quando capiremo che il nido è ormai vuoto?

  2. Gabriele Caruso

    Sognavamo una democrazia della conoscenza, ci siamo svegliati come minatori non pagati. Qualcuno è sorpreso?

    1. Giovanni Graziani

      @Greta Luciani Chi ha i mattoni fa le regole. Smettiamola di fornirli gratis. Quando inizieremo a farci pagare per questo saccheggio?

    1. Davide Fabbro

      @Antonio Barone Buffet è gentile. Questo è il solito saccheggio dei grandi player, mentre noi discutiamo di filosofia. Quando ci manderanno il conto per il disturbo?

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