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ChatGPT cita sempre più i suoi partner

Scritto da
Anita Innocenti
Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.
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Il calo delle citazioni di Reddit è coinciso con un cambio del fan-out, mentre Google espande le ricerche lato server

Solo il 14,4% delle risposte ChatGPT ha richiesto una ricerca web, ma in quella frazione si decide la visibilità online. Reddit ha perso l'88% delle citazioni mentre i partner di OpenAI sono più che raddoppiati tra i 200 domini più citati. Il dato suggerisce che accordi e query di brand contano più dei contenuti, ma la correlazione non prova ancora una scelta deliberata.

La ricerca pubblicata ieri da Ahrefs parte da un numero che conviene guardare con attenzione: solo il 14,4% delle 66,6 milioni di risposte ChatGPT analizzate ha richiesto una ricerca web. Eppure è quel 14,4% a decidere chi vive e chi muore online. Non è una provocazione: dentro quella frazione si concentra la partita più importante per chiunque faccia impresa su internet.

I dati arrivano fino a settembre. Il 75,9% delle ricerche site: più comuni puntava a un sito di brand. Non a retailer, non a siti governativi, non a forum: a brand. Nel corso di sei mesi, le citazioni di Reddit da parte di ChatGPT sono diminuite dell’88%. E la quota combinata dei partner di OpenAI tra i 200 domini più citati è più che raddoppiata, passando dal 7,5% di marzo al 15,8% di luglio. Chi aveva già una relazione con OpenAI ha visto crescere la propria visibilità dentro ChatGPT; chi non ce l’ha, come Reddit, è uscito dal giro.

Come si spiega che Reddit abbia perso l’88% delle citazioni in sei mesi? La risposta non sta nei contenuti, ma nel modo in cui ChatGPT decide di cercare. Ed è qui che i numeri raccontano una storia più interessante di qualunque comunicato.

La caduta di Reddit e l’ascesa dei partner

Partiamo proprio da quel numero: l’88% non è un calo graduale. Lo scorso 8 agosto ChatGPT ha cambiato il comportamento del fan-out delle query. Lo stesso giorno, come riportato da Promptwatch, la quota di Reddit è scesa dai 3% alti ai 2% medi. Un taglio netto, in poche ore. Non una tendenza: una decisione.

Il fan-out è il meccanismo con cui l’assistente espande la domanda dell’utente in sotto-query e decide quali risultati mostrare. Tra agosto e settembre, i fan-out relativi a “prezzo” e “recensione” sono aumentati fino al 47% in un mese. Significa che ChatGPT ha cominciato a interrogare più fonti quando fiuta un’intenzione d’acquisto. E quando un sistema amplifica le domande su prezzo e recensioni, sceglie anche quali fonti meritano di rispondere. Anche analisi indipendenti convergono: come segnalato da Lily Ray, i dataset di più ricercatori stanno ormai arrivando alle stesse conclusioni. Il dato, insomma, non è isolato.

Qui la forbice si apre. Da una parte Reddit, che perde l’88% delle citazioni in sei mesi. Dall’altra i partner di OpenAI: la loro quota combinata tra i 200 domini più citati passa dal 7,5% di marzo al 15,8% di luglio. Raddoppiata. Non serve essere cinici per notare che chi perde è un forum aperto e chi guadagna sono i titoli legati a OpenAI. Serve solo leggere i numeri, in fila, uno accanto all’altro.

Ma il dettaglio decisivo è come vengono espanse le query. Ed è qui che Google entra in campo.

Google e il controllo delle sotto-query

Google, infatti, fa tutto lato server. Come descritto da Statwharf, un caricamento completo di una pagina AI Mode ha generato 94 richieste, ciascuna con un solo valore distinto di q=, il prompt stesso. E i 1,5 MB di corpi di risposta catturati non contenevano sotto-query. In pratica: Google espande la ricerca senza mostrare all’esterno come la espande.

ChatGPT ha scelto un’altra strada: ha modificato il fan-out a fine estate, rendendo visibile, almeno in parte, la catena delle sotto-query. Il confronto tecnico è netto. Da una parte un controllo centralizzato, invisibile, lato server. Dall’altra un meccanismo che lascia tracce e che, a giudicare dai dati, premia i partner e penalizza chi non ha un accordo.

La vera domanda per le prossime settimane è se l’approccio di Google resisterà alla pressione di monetizzare le risposte. Finora Google non espone sotto-query e non mostra i passaggi intermedi. Ma la tentazione di decidere quali fonti privilegiare, da dentro il server, è esattamente ciò che i dati di ChatGPT suggeriscono di tenere d’occhio.

Per chi fa impresa online, il messaggio è chiaro: la visibilità nell’AI non si conquista più con contenuti organici e link, ma con query di brand e accordi di partnership. Monitorare il ranking non basta: serve capire come gli assistenti espandono le domande e chi controlla quel meccanismo.

L'autore

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

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