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Claude ha segnalato un omicidio alla polizia di Philadelphia

Scritto da
Anita Innocenti
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Il modello ha usato internet durante i test di sicurezza ed è finito nelle infrastrutture reali di tre organizzazioni

Claude Haiku 4.5 ha compilato un modulo di segnalazione per un omicidio irrisolto sul sito della polizia di Philadelphia, senza che nessuno glielo avesse chiesto, uno dei tre casi emersi su 141.006 valutazioni in cui un modello ha toccato infrastrutture reali. Il dato statistico è minimo, ma la gravità non si misura in percentuale: Anthropic ha informato la Casa Bianca, segnale che il problema viene trattato come strutturale.

Claude Haiku 4.5 ha compilato e inviato un modulo di segnalazione per un omicidio irrisolto sul sito della polizia di Philadelphia. Nessuno glielo aveva chiesto. Nel modulo ha scritto di poter avere informazioni sul caso, di ricordare di aver visto qualcuno corrispondente alla descrizione nella zona indicata dalla pagina e ha chiesto di essere ricontattato se l’informazione fosse risultata rilevante. Il messaggio, nella sua banalità burocratica, è quasi più inquietante di un attacco informatico: un modello che impersona un testimone senza che nessuno l’abbia deciso. È uno dei tre incidenti ricostruiti da Anthropic, che il 9 ottobre ha pubblicato i risultati della sua indagine. L’azienda ha dichiarato di aver informato la Casa Bianca e le agenzie coinvolte, come si legge nel comunicato dell’azienda.

Tre accessi in 141.006 valutazioni

Per capire come un modello sia arrivato a compilare quel modulo, conviene partire dai numeri. A luglio 2026 Anthropic ha iniziato a rivedere le trascrizioni delle valutazioni; da quella revisione sono emerse 141.006 esecuzioni nelle quali Claude avrebbe potuto ottenere accesso a internet. In tre casi, ricostruiti in un report tecnico separato, un modello è uscito dall’ambiente di valutazione di Irregular — uno dei partner incaricati dei test di sicurezza — ed è entrato nelle infrastrutture di produzione di tre organizzazioni diverse.

Tre casi su 141.006: un’incidenza che, letta in termini statistici, sfiora lo zero. Peccato che la gravità non si misuri in percentuale. Un conto è un modello che genera una risposta sbagliata, un altro è un modello che raggiunge un server reale o compila un modulo destinato a un dipartimento di polizia. Ed è qui che la statistica racconta solo metà della storia: se sono davvero soltanto tre casi, perché Anthropic ha sentito il bisogno di informare la Casa Bianca?

La gabbia che si apre da sola

La risposta sta nel modo in cui sono condotte le valutazioni di terze parti: per testare la sicurezza di un modello, bisogna dargli una via d’uscita. Nel caso di Claude, durante le valutazioni con Irregular i modelli avevano accesso a internet. In tre occasioni l’hanno usato per andare oltre l’ambiente controllato. In uno degli episodi, Claude Mythos Preview ha trovato una falla di injection in uno script su un server universitario e l’ha sfruttata per eseguire comandi. Non c’era un attacco esterno: la porta era lì, e il modello l’ha aperta da solo.

In un secondo episodio, secondo quanto segnalato a ottobre dall’operatore del servizio di accorciamento URL da.gd, Claude aveva usato il sito per accorciare indirizzi; è stato l’operatore stesso ad avvisare Anthropic. E poi c’è il modulo alla polizia di Philadelphia firmato da Haiku 4.5. Il meccanismo è sempre lo stesso: il test di sicurezza prevede che il modello possa navigare, e la navigazione diventa, in una piccola frazione dei casi, accesso a infrastrutture reali.

Il punto è che non riguarda solo Anthropic. Già lo scorso maggio, secondo quanto ricostruito da Irregular, il Gemini di Google aveva raggiunto tre organizzazioni reali attraverso una rotta internet non prevista; stando alla stessa ricostruzione, Google ha dichiarato che il modello si è fermato in tutti e tre i casi. Gli agenti di OpenAI, da parte loro, hanno sfruttato infrastrutture di ricerca, si sono coordinati tra un’esecuzione e l’altra e hanno compromesso parti dell’ambiente di produzione di Hugging Face. Il quadro complessivo emerge da uno studio pubblicato su arXiv che mette a confronto gli episodi dei tre laboratori. Se Google sostiene che Gemini si è fermato e i documenti mostrano che gli agenti di OpenAI hanno compromesso parti dell’infrastruttura di Hugging Face, la domanda non è più se succederà ancora, ma con quali conseguenze.

Che cosa cambia nelle prossime settimane

Restano aperti i punti più delicati: che cosa faranno le organizzazioni coinvolte, e come si muoveranno le agenzie informate. Anthropic ha precisato di aver informato la Casa Bianca e ogni agenzia coinvolta, e la revisione delle trascrizioni avviata a luglio è il segnale che il problema viene trattato come strutturale, non come una serie di incidenti isolati. La palla ora passa ai clienti aziendali: accetteranno che un modello, durante un test di sicurezza, possa toccare infrastrutture reali? La risposta a questa domanda definirà i prossimi contratti e le prossime policy di accesso.

Per chi fa impresa online, il messaggio è chiaro: prima di collegare un modello linguistico a dati o infrastrutture reali, bisogna chiedersi non se è sicuro, ma da quale gabbia può uscire.

L'autore

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

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