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Contattaci oraIl dato arriva dalla documentazione di OpenAI: a giugno Codex ha generato il 64% dei token di output combinati di Codex e ChatGPT tra i clienti enterprise
A giugno Codex ha generato il 64% dei token combinati tra i clienti enterprise, superando ChatGPT nel lavoro di coding. Il dato segnala che l'automazione del codice sta diventando infrastruttura per le aziende. Va però ricordato che si tratta di una cifra diffusa da OpenAI stessa, senza verifica indipendente.
Non serve un comunicato: il numero che sposta l’equilibrio è il 64%. A giugno, Codex ha generato il 64% dei token combinati di Codex e ChatGPT tra i clienti enterprise. Lo si legge nei materiali con cui OpenAI presenta Codex, non su un palco di presentazione. Eppure è il dato che racconta più di molti annunci: il coding assistito si è già spostato da ChatGPT, che risponde e dialoga, a Codex, che esegue e porta a termine.
Prima di andare oltre, conviene tradurre il numero. I token di output sono le unità di testo che un modello produce: sono la materia con cui si scrivono funzionalità, si risponde a domande sul codice, si propongono correzioni. Se a giugno, tra i clienti enterprise, Codex ha generato il 64% dei token di output combinati di Codex e ChatGPT, vuol dire che ChatGPT — pur restando il nome più conosciuto — è diventato minoritario proprio nel lavoro che genera valore per le aziende che pagano OpenAI. È un dato autoreferenziale, va detto: lo pubblica OpenAI stessa, senza una verifica indipendente. Ma è anche un numero che l’azienda non ha spinto in un annuncio: lo ha lasciato in una pagina di documentazione. E questo lo rende più significativo, non meno.
Che cosa ha reso possibile questo sorpasso? La risposta non sta soltanto in un modello più bravo.
Cosa c’è dietro il sorpasso
La risposta non sta solo in un modello migliore, ma in una doppia mossa: prima il terminale, poi il cloud. Come documentato da Wikipedia, già il 16 aprile 2025 OpenAI ha rilasciato Codex CLI come agente di codifica open-source che gira localmente nel terminale. In altre parole, lo sviluppatore poteva far lavorare l’agente sulla propria macchina, dentro la finestra di comando, con un codice pubblico e modificabile. Non un assistente che suggerisce, ma un agente che agisce.
Poi è arrivato il cloud. OpenAI ha lanciato un’anteprima di ricerca di Codex, un agente di ingegneria del software basato su cloud che può lavorare su molti task in parallelo. Come descritto da OpenAI stessa, Codex può scrivere funzionalità, rispondere a domande sul codice, correggere bug e proporre pull request — cioè modifiche da revisionare; ogni attività viaggia in un proprio ambiente cloud isolato, precaricato con il codice del progetto. La differenza rispetto al terminale è sostanziale: non sei più tu a dare un comando alla volta, è l’agente che si organizza su più fronti contemporaneamente.
Intanto, la concorrenza si è mossa sullo stesso terreno. Come riportato da TechCrunch, OpenAI e Anthropic stanno costruendo le proprie offerte di coding basate su modelli interni: Codex da una parte, Claude Code dall’altra. In entrambi i casi la scommessa è chiara — non appoggiarsi a modelli altrui, ma controllare il motore. E qui si apre la domanda vera: se entrambi puntano su modelli proprietari, chi controllerà davvero il flusso di lavoro degli sviluppatori?
Cosa cambia per chi fa impresa online
La domanda aperta non riguarda solo OpenAI e Anthropic. Cosa significa, per chi vende servizi digitali, che tra i clienti enterprise Codex generi già il 64% dei token di output combinati di Codex e ChatGPT? Significa che il costo di scrivere codice sta cambiando struttura. Non è più una questione di produttività del singolo sviluppatore: è la velocità con cui chi sviluppa può iterare su funzionalità, risposte e correzioni. Chi fa impresa online non deve correre ad adottare Codex domani mattina: deve capire che l’automazione del coding sta smettendo di essere un accessorio e sta diventando un’infrastruttura.
Il 64% di giugno non è un punto di arrivo, è un punto di osservazione. È una fotografia scattata tre mesi fa, quando Codex aveva già superato ChatGPT nella produzione per le aziende. Nelle prossime settimane vale la pena guardare due cose: se questi rapporti si consolidano anche fuori dal perimetro enterprise e come risponderà Anthropic con Claude Code. Non per tifare, ma perché la direzione è già segnata.
Per chi fa impresa online, il segnale non è «adotta Codex». È che l’automazione del coding sta diventando infrastruttura su cui costruire velocità e margini. E chi la tratta come una curiosità tecnica rischia di restare indietro, non per colpa di un annuncio, ma per colpa di un numero che nessuno ha gridato.
