Crollo su Google: gennaio 2026 segna la crisi dei siti web tra aggiornamenti fantasma e AI Overviews

Anita Innocenti

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Il terremoto SEO del 2026: tra aggiornamenti fantasma, AI e AdSense in caduta libera

L'inizio del 2026 è un incubo per gli editori, colpiti da un inspiegabile crollo del traffico da Google. Mentre l'azienda tace, l'ombra delle AI Overviews si allunga, minacciando la sostenibilità dei creatori di contenuti. La combinazione tra volatilità degli algoritmi e risposte AI dirette sta creando una dipendenza tossica dal gigante della ricerca.

Gennaio da brividi: un crollo improvviso nelle classifiche di Google

Il 6 gennaio 2026 qualcosa si è rotto. Molti editori e professionisti SEO si sono svegliati scoprendo che il loro traffico da Google era letteralmente crollato, con alcuni che denunciano perdite di fatturato AdSense fino al 90%, come descritto qui.

Un colpo durissimo, arrivato senza preavviso.

La cosa più strana?

Google, dal canto suo, tace.

La sua dashboard ufficiale, quella che dovrebbe segnalare ogni scossone dell’algoritmo, non riporta alcuna anomalia per quella data.

Questo silenzio lascia spazio a mille domande. Mentre la comunità SEO parla di “volatilità non confermata”, chi vive di visibilità online si ritrova con i conti che non tornano e un’incertezza che logora. Non si tratta di piccole fluttuazioni, ma di veri e propri tracolli che mettono a rischio l’attività di molte realtà digitali.

Ma se non è un aggiornamento ufficiale, allora di che cosa stiamo parlando?

Non una novità, ma l’onda lunga di un dicembre disastroso

Questo evento non arriva dal nulla.

È solo l’ultimo capitolo di una storia iniziata a dicembre 2025, con un core update che ha provocato instabilità e cali definiti “catastrofici” da più parti.

Pensa che durante il periodo natalizio, il momento più redditizio dell’anno per la pubblicità, alcuni editori hanno visto il loro traffico da Google Discover precipitare anche del 98%, secondo quanto riportato da Marketing Profs. Quello di gennaio, quindi, potrebbe essere solo un assestamento di quel terremoto precedente.

Per capire la portata del danno, gli addetti ai lavori stanno analizzando i dati in Google Search Console, confrontando le performance per capire quali pagine e quali parole chiave sono state colpite.

L’analisi è complessa:

un calo di click e di impressioni con un peggioramento della posizione media indica una perdita di ranking. Ma se le impressioni restano stabili e i click crollano, il problema potrebbe essere un altro, magari legato a come Google sta cambiando la sua stessa pagina dei risultati.

E c’è una pressione, ben più strutturale, che sta cambiando le regole del gioco.

L’ombra delle AI overviews: meno click, meno entrate

Al di là della volatilità degli algoritmi, c’è un cambiamento più profondo e forse più pericoloso per chi monetizza con il traffico web: le AI Overviews.

Si tratta delle risposte generate dall’intelligenza artificiale che Google mostra direttamente in cima ai risultati di ricerca. L’utente ottiene la sua risposta lì, senza bisogno di cliccare su nessun link.

Il risultato?

Il tuo sito non riceve la visita, e di conseguenza non guadagna nulla dalle pubblicità. Alcuni editori hanno già segnalato perdite di fatturato AdSense superiori all’80% sul traffico organico da quando questa funzione è stata introdotta su larga scala.

Google afferma che il suo obiettivo è aiutare gli utenti a trovare informazioni più velocemente, ma la domanda sorge spontanea:

se la sua IA si nutre dei contenuti dei siti web per poi impedire agli utenti di visitarli, qual è il futuro per chi crea quei contenuti?

Si sta creando una dipendenza ancora più forte da un’unica azienda che, con una sola mossa, può decidere le sorti di migliaia di business.

La combinazione di aggiornamenti imprevedibili e di una tecnologia che scavalca i creatori di contenuti sta rendendo il terreno estremamente scivoloso per chiunque basi il proprio modello di business esclusivamente sul traffico proveniente dalla ricerca.

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

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