Google Analytics lancia insight IA e budgeting predittivo: sarà utile oppure no?

Anita Innocenti

Le regole del digitale stanno cambiando.

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Tra intelligenza artificiale e budgeting cross-canale, Google Analytics si propone come bussola per gli investimenti pubblicitari, ma permangono dubbi sull’effettiva completezza dei dati tracciati.

Google Analytics introduce insight automatici via IA e un nuovo strumento di budgeting predittivo cross-canale. L'obiettivo è ottimizzare il ROI integrando dati anche da Meta e TikTok. Tuttavia, la mossa solleva dubbi sulla reale affidabilità dell'attribuzione e sul rischio che Google stia tentando di centralizzare il controllo dei dati, offrendo una visione tanto potente quanto potenzialmente distorta.

L’assistente “intelligente” che lavora per te (forse troppo)

Google Analytics sta cambiando pelle, ancora una volta. La novità che ti salta subito all’occhio è l’introduzione degli “insights generati dall’IA”. In pratica, accedi alla tua dashboard e, invece del solito muro di dati, trovi tre punti chiave che l’intelligenza artificiale ha estratto per te: anomalie nelle performance, trend stagionali emergenti o semplici aggiornamenti di configurazione.

Sulla carta, l’idea è quella di farti risparmiare tempo, evitando di spulciare manualmente decine di report per capire cosa sta succedendo. Come riportato su Search Engine Land, questi suggerimenti appaiono direttamente sulla Home Page per darti una visione immediata dei cambiamenti più rilevanti dall’ultima volta che hai fatto login.

Una scorciatoia comoda, non c’è dubbio.

Ma la vera domanda è: ci sta mostrando quello che dobbiamo sapere, o solo quello che il suo algoritmo ritiene più comodo farci vedere?

La vera novità, quella che potrebbe cambiare il modo in cui gestisci i soldi, è però un’altra e riguarda la pianificazione dei budget.

Una “sfera di cristallo” per prevedere il budget pubblicitario

La seconda grande introduzione, attualmente in beta, è la funzione di budgeting cross-canale. Qui Google prova a darti una specie di sfera di cristallo per le tue campagne.

Da una parte, i Piani di Proiezione ti permettono di prevedere come si comporteranno i tuoi canali pubblicitari rispetto a KPI come spesa, conversioni e fatturato. Dall’altra, i Piani Scenario ti consentono di simulare diverse strategie di allocazione del budget per vedere quale potrebbe darti il ritorno sull’investimento (ROI) migliore.

La vera forza di questo strumento sta nel fatto che non guarda solo in casa Google. Grazie all’integrazione con piattaforme come Meta, TikTok, Snap e Pinterest, puoi importare i dati di costo e avere una visione d’insieme.

Steve Ganem, il direttore del prodotto per Google Analytics, ha dichiarato che la visione a lungo termine è quella di offrire un’esperienza di misurazione unificata per prendere decisioni sicure sul budget, come descritto da Adweek.

Attenzione, però: si tratta di uno strumento di pianificazione, non di esecuzione. Non va a toccare le tue campagne attive, ma ti offre delle simulazioni per aiutarti a decidere le prossime mosse.

Tutto questo si basa su un presupposto fondamentale: che Google Analytics riesca davvero a tracciare tutto, da ogni canale, in modo impeccabile.

E qui, permettimi di essere schietto, iniziano i dubbi.

Ma i conti tornano davvero? il grande dubbio sull’attribuzione

Perché, diciamocelo, l’idea di un’unica piattaforma che tiene le fila di tutto è il sogno di ogni marketer. Ma è anche un sogno che si scontra con una realtà parecchio spigolosa.

Un analista del settore su Two Octobers ha espresso sentimenti contrastanti, sottolineando come le normative sulla privacy, il comportamento degli utenti (pensa a tutte le ricerche che finiscono senza un clic) e i dati blindati delle piattaforme social rendano quasi impossibile misurare in modo affidabile l’intero percorso di un utente.

Quindi, per quanto avanzati, questi strumenti di proiezione si basano su dati che sono, per loro natura, incompleti.

La domanda sorge spontanea: Google ci sta dando uno strumento per vedere meglio, o sta cercando di diventare l’unica finestra da cui guardare il mondo, una finestra con il suo vetro, le sue distorsioni e, ovviamente, i suoi interessi?

L’accesso a queste funzioni, tra l’altro, è ancora limitato e richiede una configurazione precisa, con dati di costo importati e un tracciamento delle conversioni impeccabile.

Resta da vedere se questi strumenti diventeranno un aiuto concreto per chi investe in pubblicità o l’ennesimo tentativo di Google di centralizzare il controllo dei dati, in un mercato dove la fiducia è diventata la risorsa più preziosa.

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

15 commenti su “Google Analytics lancia insight IA e budgeting predittivo: sarà utile oppure no?”

  1. Simone Ferretti

    La solita pappa pronta per non pensare. Ti danno tre insight e ti senti un genio, ma i soldi li gestisce sempre l’algoritmo di Google.

  2. Francesco De Angelis

    L’IA semplifica l’analisi, un bene per l’usabilità. Questa comodità ci porta a delegare il pensiero critico, diventando semplici esecutori di input altrui.

    1. Chiara De Angelis

      @Francesco De Angelis, ci vogliono come semplici validatori dei loro suggerimenti. Il nostro diventa un lavoro di concetto. Basta che il budget arrivi a destinazione.

    1. Andrea Ruggiero

      @Letizia Costa La bussola è precisa. Peccato che tutte le strade portino alla loro locanda. Un menu fisso presentato come scelta alla carta.

  3. Massimo Martino

    Ti vendono un cane da guardia che abbaia solo ai loro concorrenti. Fedele, ma al padrone sbagliato. Il mio intuito non ha bisogno di guinzaglio.

    1. Walter Benedetti

      @Massimo Martino Loro non mettono un guinzaglio. Offrono una ciotola piena. Chi ha fame smette di cacciare. L’analisi è morta?

    1. @Andrea Ruggiero La predizione non è solo già scritta, è un preventivo. L’intelligenza artificiale ti mostra la strada, ma è una via a pedaggio che finisce sempre dritta nel loro portafoglio.

  4. Gentile è un eufemismo. È un cappio di seta tecnologico che ti vendono come una cravatta. Il problema è che il nodo lo stringono loro.

  5. Un’IA che ti suggerisce come spendere soldi sulla loro piattaforma: un palese conflitto di interessi spacciato per aiuto. Mi stupisce che ci sia ancora gente che si fida di queste comode scorciatoie verso il nulla.

    1. @Letizia Costa Chiamarlo conflitto d’interessi è quasi gentile. Questo è un cappio digitale venduto come cravatta di lusso. L’IA non è il problema, è l’uso che se ne fa. Ci stanno addestrando a pagare per la nostra stessa irrilevanza.

      1. @Angela Longo Cravatta di lusso che si stringe da sola. Paghiamo un maggiordomo che ci accompagna gentilmente verso la porta d’uscita del nostro stesso ufficio.

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