Google Analytics prova a predire il futuro con Scenario Planner e Projections

Anita Innocenti

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Google Analytics prova a prevedere il futuro grazie a Scenario Planner e Projections, estendendo la pianificazione cross-channel anche a Meta e TikTok

Google Analytics si evolve dall'analisi del passato alla previsione del futuro con i nuovi strumenti Scenario Planner e Projections. La vera rivoluzione è l'integrazione di dati da piattaforme come Meta e TikTok, che promette una pianificazione unificata. Tuttavia, i rigidi requisiti sui dati e la natura predittiva dei modelli rendono questa innovazione, per ora, un privilegio per pochi.

Google Analytics si mette a predire il futuro (o almeno ci prova)

Diciamocelo, per anni abbiamo usato Google Analytics per guardare nello specchietto retrovisore: analizzare dati passati, capire cosa ha funzionato e cosa no.

Ora, però, Google prova a cambiare le regole del gioco, trasformando la piattaforma in qualcosa che guarda avanti.

Ha lanciato due nuovi strumenti, Scenario Planner e Projections, che spostano il focus dal “cos’è successo” al “cosa potrebbe succedere”.

In pratica, ti danno due lenti diverse per guardare al tuo budget.

Con lo Scenario Planner puoi fare simulazioni prima ancora di lanciare le campagne, testando come diverse allocazioni di spesa tra i canali potrebbero impattare su conversioni e ricavi.

Projections, invece, entra in gioco a campagne attive, monitorando in tempo reale se stai andando verso i tuoi obiettivi o se c’è bisogno di correggere il tiro.

Come riportato su Search Engine Journal, l’idea è di darti uno strumento per pianificare e uno per controllare che la spesa stia andando nella direzione giusta.

Fin qui, tutto interessante.

Ma il vero punto di svolta, quello che potrebbe cambiare le carte in tavola per chi gestisce budget complessi, è un altro.

Non solo Google: la pianificazione abbraccia anche Meta, TikTok e gli altri

La novità più succosa è che questi strumenti non vivono confinati nel giardino di Google. Finalmente si smette di ragionare per compartimenti stagni.

Puoi integrare i dati di costo non solo da Google Ads, Display & Video 360 e Search Ads 360, ma anche da piattaforme esterne come Meta, TikTok, Pinterest, Snap e Reddit.

Questo significa che, se gestisci campagne su più fronti, hai la possibilità di mettere alla prova le decisioni di budget usando un’unica fonte di dati, invece di saltare da un pannello all’altro fidandoti delle raccomandazioni di ogni singola piattaforma.

Potresti, ad esempio, modellare una domanda molto concreta: cosa succede ai ricavi se sposto 10.000 euro da Meta a Google Shopping?

Una bella comodità.

Sembra quasi troppo bello per essere vero, no?

E infatti, prima di cantare vittoria, è il caso di leggere le clausole scritte in piccolo.

La dura realtà: requisiti stringenti e previsioni, non certezze

Ed ecco dove casca l’asino.

Questi strumenti, al momento in beta, non sono per tutti. Google ha messo dei paletti piuttosto rigidi.

Prima di tutto, scordati di usarli se hai aperto il tuo account da poco: servono almeno un anno di dati sulle conversioni e un anno di dati di campagna provenienti da almeno due canali diversi. Per gli e-commerce, la faccenda si complica ulteriormente: sono valide solo le conversioni di acquisto standard, non eventi chiave o altre conversioni web.

Ma il punto fondamentale è un altro.

Google stessa mette le mani avanti: si tratta di stime basate su modelli di machine learning, non di una sfera di cristallo. L’affidabilità delle previsioni dipende interamente dalla qualità e dalla completezza dei dati storici che gli dai in pasto.

Se i tuoi tracciamenti sono imprecisi, se l’importazione dei costi da altre piattaforme è incompleta o se i tuoi dati sono semplicemente scarsi, le proiezioni che otterrai potrebbero essere poco più che un’ipotesi fantasiosa.

L’intenzione di Google è chiara: trasformare Analytics in una cabina di pilotaggio strategica. Resta da vedere quanti avranno effettivamente i requisiti (e la qualità dei dati) per decollare.

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

22 commenti su “Google Analytics prova a predire il futuro con Scenario Planner e Projections”

  1. Noemi Barbato

    Ecco un altro strumento esclusivo che allarga il divario tra chi ha budget infiniti e chi naviga a vista. Chissà perché la chiamano innovazione e non semplice selezione all’ingresso.

    1. Angela Ferrari

      @Noemi Barbato La chiami selezione, io la chiamo realtà. Questa roba gira solo se gli butti dentro dati a manetta, e puliti. Altrimenti è la solita fuffa predittiva. L’obiettivo è sempre quello: farti spendere di più sulla loro piattaforma.

  2. Emanuela Barbieri

    Google ci vende l’illusione di una palla di cristallo, ma è un lusso che solo i giganti possono permettersi, lasciando agli altri il compito di leggere i fondi di caffè. Del resto, la profezia che si autoavvera funziona meglio con un budget illimitato.

    1. Filippo Villa

      @Emanuela Barbieri La chiami profezia, io lo chiamo il solito modello di business. I big data dei colossi alimentano un algoritmo che poi li spinge a spendere per confermarne il bias. Gli altri sono solo rumore di fondo nel loro training set.

  3. Ci vendono un futuro preconfezionato. E noi pubblicitari ci caschiamo, come sempre. Ci danno una bussola che punta dritta al loro portafoglio. Quale sarà la prossima mossa del banco?

  4. Benedetta Donati

    Altro che predire il futuro. È l’oroscopo del mese per chi paga di più. Google ci legge le carte, ma il mazzo è truccato. Alla fine, il banco vince sempre.

  5. Dare a noi marketer l’illusione di prevedere il futuro è un colpo di genio, perché ci farà sentire potentissimi per circa cinque minuti. Poi torneremo a basare le campagne sull’oroscopo del giorno, come sempre. O sono solo io?

    1. Antonio Romano

      @Andrea Cattaneo Questi non sono giocattoli, sono specchietti per le allodole per venderci l’idea di poter prevedere un futuro che non controlliamo. La nostra ansia è il loro migliore prodotto.

      1. Andrea Cattaneo

        @Antonio Romano È proprio questo il punto. Non è previsione, è marketing dell’incertezza. Più siamo insicuri, più paghiamo per sentirci padroni del domani. Un meccanismo vecchio come il mondo, solo con una dashboard nuova.

        1. Antonio Romano

          @Andrea Cattaneo Ci vendono l’illusione del controllo con una nuova dashboard, ma il volante lo tengono loro. La vera “previsione” è solo quella di quanto spenderemo di più sulla loro piattaforma.

  6. Roberta De Rosa

    Ci vendono oracoli digitali accessibili solo ai grandi sacerdoti del dato, mentre noi comuni mortali continuiamo a leggere i fondi di caffè. Mi chiedo chi stia davvero beneficiando di questa nuova profezia.

  7. Luciano Fiore

    Bello. Così quando il capo chiederà previsioni concrete, gli mostrerò l’oroscopo di Google. Poi mi licenzierà con dati certi. Almeno una previsione si avvererà.

  8. Sebastiano Caputo

    Bello questo baratto. Diamo i nostri sogni e loro ci restituiscono numeri a caso. Un’altra splendida giornata per la sorveglianza digitale.

    1. Nicola Caprioli

      @Sebastiano Caputo Altro che numeri a caso. Ci vendono oroscopi digitali costruiti con le nostre stesse impronte, trasformando il baratto in un’elegante forma di autolimitazione. Quando inizieremo a pagare per le catene?

      1. Silvia Graziani

        @Nicola Caprioli Ma infatti, ci propinano ‘sta roba come fosse la sfera di cristallo 2.0, quando in realtà è solo l’ennesimo abbonamento alla nostra ansia.

  9. Carlo Benedetti

    Concedere a Google anche i dati di Meta per avere in cambio proiezioni fallibili è un’idea sublime. Noi imprenditori siamo ridotti a scommettitori che puntano il budget su un algoritmo opaco, la cui unica predizione attendibile è l’inevitabile aumento dei costi pubblicitari.

    1. Alberto Parisi

      @Carlo Benedetti È un baratto geniale: cediamo l’oro dei nostri dati per avere in cambio l’oroscopo del mese, scritto da un algoritmo che ci detesta.

  10. Ok, una sfera di cristallo per marketer. Molto figo. Ma nutrire un’AI con i dati di tutti per predire il comportamento di pochi mi mette un’ansia pazzeska. Chissà cosa predice di me.

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