Le regole del digitale stanno cambiando.
O sei visibile o sei fuori. Noi ti aiutiamo a raggiungere i clienti giusti — quando ti stanno cercando.
Contattaci ora →
Una decisione obbligata per il colosso di Mountain View, che si trova a fronteggiare sanzioni potenziali di decine di miliardi di dollari e l’accusa di favorire i propri servizi a discapito dei concorrenti
Sotto la minaccia di multe miliardarie dal Digital Markets Act europeo, Google sta rivoluzionando i suoi risultati di ricerca. La Big G è costretta a dare più visibilità ai concorrenti a scapito dei propri servizi, come Google Hotels. Una mossa obbligata che, tuttavia, sta già mostrando effetti controversi e non sempre positivi per le piccole imprese del settore turistico.
Google con le spalle al muro: come cambierà la ricerca in Europa (e perché dovresti preoccuparti)
Google sta per rimescolare le carte nella sua pagina dei risultati di ricerca, e non lo sta facendo per sua spontanea volontà. Sotto la pressione crescente dei regolatori europei e la minaccia di multe da capogiro per la violazione del Digital Markets Act (DMA), il colosso di Mountain View sta testando cambiamenti che potrebbero stravolgere il modo in cui i suoi servizi vengono visualizzati. Si tratta di una delle revisioni più importanti degli ultimi anni, una mossa quasi obbligata per evitare sanzioni finanziarie devastanti.
E credimi, quando parlo di sanzioni, non sto esagerando.
La minaccia del DMA: miliardi di euro in gioco
La posta in gioco, per Google, è altissima, come emerge bene dal pezzo di Search Engine Journal.
Il DMA, entrato in vigore nel 2023, permette alla Commissione Europea di imporre multe che possono arrivare fino al 10% del fatturato annuo globale di un’azienda. Per Google, questo si tradurrebbe in una sanzione potenziale di oltre 30 miliardi di dollari, calcolata sui suoi 307 miliardi di fatturato del 2023. E in caso di violazioni ripetute, la multa può salire fino al 20%.
Diciamocelo, sono cifre che fanno tremare anche un gigante come Google, che dal 2017 ha già accumulato oltre 8 miliardi di euro di multe antitrust nell’UE per varie pratiche scorrette.
Il cuore del problema, questa volta, è l’accusa di favorire sistematicamente i propri servizi (come Google Flights, Google Hotels e Google Maps) a discapito dei concorrenti, come descritto da TechBuzz.ai. In un mercato dove Google detiene oltre il 90% delle quote nella maggior parte dei paesi europei, l’abuso di posizione dominante è un’accusa pesante.
E allora, qual è la contromossa di Google per evitare il colpo?
Una SERP ribaltata: i concorrenti prima di Google?
La soluzione che Google sta testando è un vero e proprio ribaltamento della sua strategia ventennale. I test, partiti dal settore alberghiero per poi estendersi a voli e ristoranti, prevedono un nuovo layout in cui i servizi di ricerca verticali della concorrenza (pensa a Booking.com, Expedia, Kayak) avranno una visibilità maggiore rispetto alle offerte integrate di Google.
In pratica, le piattaforme di terze parti appariranno più in alto nei risultati, mentre i servizi “fatti in casa” da Google verrebbero retrocessi. Un esempio già in atto è la nuova sezione “Places sites”, che mostra i risultati organici delle agenzie di viaggio online e dei canali di metasearch prima di Google Maps, riducendo di fatto la visibilità dello strumento Google Hotels.
Un cambiamento epocale, non c’è che dire.
Ma nella pratica, per le aziende che vivono di visibilità online, si traduce in un vantaggio concreto o in un nuovo problema?
Chi ci guadagna davvero? I primi dati non convincono del tutto
L’impatto per le imprese, specialmente nel settore alberghiero, è un quadro a tinte chiaroscure. Da un’analisi condotta dalla società di marketing Cendyn, che ha confrontato i dati dei cinque mesi successivi ai primi cambiamenti del DMA con lo stesso periodo dell’anno precedente, emergono risultati contrastanti.
Per le ricerche generiche (tipo “hotel a Parigi”), gli annunci Property Promotion Ads (PPA) hanno registrato un impressionante aumento del 235% nei click, con un costo per click diminuito fino al 30%. Ma il rovescio della medaglia è piuttosto amaro: per le ricerche con il nome specifico di un hotel, dove la probabilità di conversione è massima, i Link di Prenotazione Gratuiti (Free Booking Links) sono crollati del 35%.
La stessa Google ha ammesso che piccoli albergatori e rivenditori hanno segnalato un calo dei click sui FBL anche del 30%. E qui la domanda sorge spontanea: stiamo davvero aiutando gli hotel indipendenti a ottenere prenotazioni dirette, o li stiamo semplicemente spingendo ancora di più tra le braccia delle OTA, con le loro pesanti commissioni?
E non è finita qui. Anche con questi cambiamenti in atto, alcuni siti di comparazione sostengono che Google non sia ancora pienamente conforme al DMA. In risposta, Google ha testato la rimozione di alcune funzionalità contestate, come le mappe interattive negli annunci di hotel, mostrando semplici elenchi di link.
Il risultato?
Un calo della soddisfazione degli utenti, tempi di ricerca più lunghi e un crollo significativo del traffico per gli hotel.
La Commissione Europea non ha ancora emesso una decisione finale, lasciando tutti, da Google alle aziende, in attesa della prossima mossa di Bruxelles.

Il problema si sposta, ma almeno ora la partita si gioca a carte scoperte.
Fantastico, ora le piccole imprese non verranno schiacciate da Google ma da altri aggregatori. Mi pare un progresso notevole per chi lavora nel settore.
Il mare si ritira scoprendo nuovi territori; chi costruirà le prossime città per primo?
@Veronica Valentini Prima di costruire città nuove, bisogna capire se il terreno è solido o una palude lasciata dalla marea. Chi ha le fondamenta più robuste sopravviverà, non il più veloce. Bisogna lavorare sulla sostanza, non sulla velocità di esecuzione.
Tutti a frignare per l’algoritmo. Forse il problema non è Google, siete voi.
@Melissa Benedetti Non capisco. Se il gioco cambia, non bisognerebbe solo imparare le nuove regole?
@Patrizia Bellucci Facile a dirsi quando non è il tuo lavoro a essere penalizzato.
Il cimitero della SERP si riempirà di dilettanti che credevano alla favola del mercato libero.
@Sabrina Coppola Altro che cimitero. Questa è un’arena con nuove regole, ma lo stesso imperatore. Cambiano i campioni in campo, non chi decide la partita. Mi chiedo chi sia il vero burattinaio dietro le quinte.
Più regole, nuovo gioco. I furbi cercano il cheat code, gli altri si lamentano del lag. Io so già quale dei due sono.
Un gigante ne sostituisce un altro, con la benedizione della burocrazia. Le briciole per le piccole imprese restano tali.
Un ammirevole esercizio di burocrazia che sposta semplicemente il punto di pedaggio da un casello all’altro, lasciando i viaggiatori a chiedersi solo quale sia la nuova tariffa. Stiamo misurando il successo di questa manovra in base alla felicità degli utenti o a quella degli inserzionisti?
Rimescolano le carte, ma il banco vince sempre. A me viene l’ansia a pensare a chi toccherà pagare il conto stavolta.
È un bel rimescolamento di carte, ci sta. Non la vedo così nera per i piccoli, anzi. Chi capisce al volo i nuovi meccanismi e si adatta in fretta può fare il botto. Si aprono nuovi spazi, bisogna solo essere svelti.
Si agita un gran polverone, ma il conto lo pagano i soliti noti. Dormite sereni.