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L’IA di Google Canvas rivoluziona la pianificazione dei viaggi trasformandola in un’esperienza conversazionale e centralizzata, ma cosa significa per le aziende del settore turistico?
Google lancia Canvas, un innovativo strumento basato su intelligenza artificiale per creare itinerari di viaggio interattivi e personalizzati. L'obiettivo è centralizzare l'intera esperienza, dalla ricerca alla prenotazione di voli, hotel e attività . Questa mossa promette grande comodità per gli utenti, ma solleva importanti questioni sul futuro delle aziende turistiche, che rischiano di perdere il contatto diretto con i clienti.
Google lancia Canvas: la pianificazione dei viaggi non sarà più la stessa
Diciamocelo, pianificare un viaggio è spesso un mezzo incubo. Decine di schede aperte sul browser, voli da una parte, hotel dall’altra, mappe, recensioni, cose da fare… un caos che conosciamo tutti.
Google ha deciso che era ora di mettere ordine, e lo sta facendo a modo suo: con l’intelligenza artificiale. Ha infatti messo in campo Canvas, uno strumento che promette di trasformare questa confusione in un’esperienza integrata e, soprattutto, conversazionale.
In pratica, si tratta di una sorta di lavagna interattiva dove puoi “disegnare” il tuo viaggio ideale. Basta descrivere cosa hai in mente – durata, budget, chi viaggia con te, che tipo di attività ti piacciono – e l’IA ti sforna un itinerario giorno per giorno, completo di opzioni per voli e hotel prese in tempo reale dal suo indice.
La vera differenza, però, sta nella flessibilità .
Non è un pacchetto preconfezionato che devi prendere o lasciare. Puoi modificare, rinegoziare i compromessi, magari dicendo all’IA che preferisci un hotel più vicino ai ristoranti che ai sentieri per le escursioni, e vedere il piano aggiornarsi all’istante.
Tutto questo, per ora, è disponibile solo su desktop per gli utenti negli Stati Uniti che hanno attivato la modalità sperimentale AI Mode.
Ma non pensare che si tratti solo di un semplice assistente di viaggio.
C’è molto, molto di più sotto la superficie.
Non solo itinerari: l’obiettivo è controllare l’intera esperienza
Google non si sta limitando a darti una mano con l’itinerario.
L’ambizione è molto più grande.
Canvas è solo un pezzo di un puzzle che include anche Flight Deals, uno strumento che trova offerte di voli in oltre 200 paesi, e soprattutto le nuove capacità di prenotazione “agentic”.
Che significa?
Significa che Google non si accontenta più di mostrarti i risultati: vuole che tu prenoti ristoranti su OpenTable, biglietti per concerti su Ticketmaster o appuntamenti direttamente dalla sua interfaccia, senza mai abbandonare la pagina di ricerca.
Una mossa che, secondo 9to5Google, si estenderà presto anche alla prenotazione diretta di voli e hotel, grazie a partnership già siglate con colossi come Marriott e Wyndham.
Stiamo parlando di una piattaforma che punta a gestire ogni singolo passaggio del tuo viaggio, dalla prima idea fino all’ultima prenotazione.
Una comodità innegabile per l’utente, certo.
Ma questa centralizzazione solleva una domanda fondamentale: cosa succede quando un unico attore controlla l’intero percorso del cliente?
E mentre Google costruisce questo potente sistema integrato, che fine faranno tutti gli altri?
Un cambio di rotta che impatta tutti: cosa significa per il tuo business?
Se hai un’attività nel settore turistico, che tu sia un hotel, un’agenzia o un ristorante, questa evoluzione ti riguarda da vicino. La vecchia corsa al click sul tuo sito web sta per cambiare radicalmente.
La visibilità all’interno di questi itinerari generati dall’IA non dipenderà più solo dalla tua SEO tradizionale, ma da come i tuoi dati sono strutturati, dalla forza delle tue recensioni e dalla chiarezza delle informazioni che offri online. In poche parole, devi “piacere” all’algoritmo di Google in un modo completamente nuovo.
Questa centralizzazione rischia di ridurre drasticamente il traffico diretto verso i siti delle aziende, trasformando Google nell’unico, grande intermediario. Certo, per l’utente finale potrebbe essere più semplice, ma per le imprese significa perdere quel contatto diretto con il cliente che è fondamentale per costruire un rapporto di fiducia.
La vera domanda è se questa efficienza valga la perdita di autonomia e il rischio di dipendere ancora di più da un unico, gigantesco cancello d’ingresso.
