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L’aggiornamento di Chrome con Split View, annotazioni PDF e salvataggio su Drive è più una risposta alla concorrenza che una vera innovazione, nel tentativo di Google di fidelizzare gli utenti.
Google lancia tre nuove funzioni per Chrome: Split View, annotazioni PDF e salvataggio su Drive. Presentate come un passo avanti per la produttività, queste novità sono in realtà una risposta strategica alla crescente concorrenza di Microsoft Edge e Arc. L'obiettivo non è innovare, ma legare gli utenti sempre più strettamente all'ecosistema di Mountain View, trasformando la comodità in dipendenza.
Una mossa dettata dalla concorrenza, non dall’innovazione
Nonostante una quota di mercato globale che sfiora il 65%, il gigante di Mountain View sa bene di non poter dormire sonni tranquilli. Microsoft Edge, ad esempio, offre una funzionalità di schermo condiviso simile già dal 2023, e altri browser più piccoli ma innovativi stanno rosicchiando fette di pubblico, specialmente tra i professionisti creativi.
L’annuncio di Google, quindi, più che un’invenzione rivoluzionaria, ha tutta l’aria di una rincorsa per non rimanere indietro.
Insomma, mentre l’intelligenza artificiale entra prepotentemente nel settore dei browser, Google risponde con strumenti che, diciamocelo, altri avevano già.
Ma vediamo nel dettaglio cosa hanno messo sul piatto, perché al di là delle strategie aziendali, qualcosa di utile per il tuo lavoro di tutti i giorni potrebbe anche esserci.
Strumenti utili o nuove catene digitali?
La prima novità è la Split View, che in pratica ti permette di spaccare in due la finestra del browser per visualizzare due schede affiancate. Utile, per carità, se devi consultare una documentazione mentre scrivi codice o prendere appunti da un video senza dover continuamente passare da una finestra all’altra.
Poi c’è la funzione di annotazione dei PDF, una di quelle cose che, onestamente, avrebbero dovuto inserire anni fa. Google stessa ammette che era una delle funzionalità “più richieste”, come si legge sul loro blog ufficiale, permettendo di evidenziare e aggiungere note senza scaricare il file o usare software esterni. L’obiettivo è chiaro: creare un “ciclo chiuso”, come lo chiamano loro, dove ricerca, annotazione e condivisione avvengono senza mai abbandonare il browser.
Infine, il “Salva in Google Drive” è una sorta di Pocket o Reading List di Apple, ma ovviamente integrato con il tuo account Google. L’idea è di salvare articoli, immagini e link in uno spazio accessibile da tutti i tuoi dispositivi.
Prese singolarmente, queste funzioni possono sembrare comode.
Ma è guardando il quadro generale che si capisce la vera partita che si sta giocando.
Il vero obiettivo: legarti sempre più stretto a Google
La strategia di fondo non è tanto stupire con effetti speciali, quanto ridurre al minimo la tentazione di guardare altrove. Ogni nuova funzione integrata nativamente in Chrome è un motivo in meno per cercare alternative o installare estensioni di terze parti.
Non è un caso che, come riporta anche TechCrunch, Google stia già sperimentando i tab verticali, una caratteristica resa popolare proprio dal browser concorrente Arc.
Copiare ciò che funziona per tenere gli utenti incollati alla sedia.
D’altronde, se pensi che, in media, passiamo oltre il 90% della nostra giornata lavorativa dentro a un browser, capisci subito perché la battaglia per il controllo di questo spazio sia diventata così feroce.
La domanda che sorge spontanea è: fino a che punto questa comodità ci rende la vita più facile, e da quale punto in poi ci trasforma semplicemente in utenti più prigionieri di un unico fornitore?
La guerra dei browser non si combatte più solo a colpi di velocità, ma di dipendenza.

Non è innovazione, è pastorizia digitale. Pecore felici verso il precipizio.
Le grandi menti pensano allo stesso modo, oppure copiano bene; in entrambi i casi, il risultato finale per chi lavora è un miglioramento.
Lamentarsi della presunta mancanza di originalità appare ozioso, poiché l’obiettivo è palesemente quello di offrire una comodità che io, per primo, trovo irrinunciabile. In fondo, la mia produttività vale bene una piccola, dorata prigionia digitale, non credete?
Ci blindano nel loro fortino con feature copiate. La cosa mi disturba? Zero. Mi fa risparmiare tempo, quindi va bene. La vera domanda è: quanto vale la nostra pigrizia?
Ci danno una scorciatoia, ma sembra che porti sempre alla stessa casa. È un aiuto o un modo per non farci esplorare altre strade?
@Nicolò Sorrentino Ti asfaltano la strada di casa, che sbatti hai di cercare alternative?
Arredano la gabbia dorata con funzioni riciclate, chiamando il tutto un passo avanti.
Funzioni già viste altrove. Ormai la nostra dipendenza è data per scontata.
@Chiara De Angelis Altro che scontata, la dipendenza è il loro unico vero prodotto. Ci arredano la cella e la chiamano suite. Arriveranno a brevettare anche la nostra noia davanti allo schermo?