Google December 2025 Core Update: l’aggiornamento di Natale che ha penalizzato YMYL e affiliati

Anita Innocenti

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Un terremoto nelle SERP che ha colpito duramente i settori YMYL e affiliati, sollevando interrogativi sulle reali intenzioni di Google dietro l’ennesimo aggiornamento natalizio.

Nel pieno delle feste, il December 2025 Core Update di Google ha generato la massima volatilità dell'anno, colpendo duramente i settori YMYL e i siti di affiliazione. Dietro la bandiera del "contenuto di qualità" si cela una mossa che costringerà molti a un lungo percorso di recupero, sollevando dubbi sulle reali intenzioni di Mountain View.

Un aggiornamento di Natale che nessuno aveva chiesto

Proprio quando pensavi di poter staccare la spina per le feste, Google ha deciso di movimentare un po’ le cose.

L’11 dicembre è partito il rollout del “December 2025 Core Update“, e nel giro di pochi giorni, in particolare intorno a sabato 20 dicembre, ha scatenato un vero e proprio terremoto nelle SERP. Parliamo di una volatilità che ha toccato il picco più alto di tutto il 2025, un bel 8.7 su 10. Più forte dell’aggiornamento di giugno e di quello di marzo messi insieme.

Ma mentre i grafici impazzivano, una domanda sorgeva spontanea: chi sta pagando il prezzo più alto di questa ennesima rivoluzione?

YMYL e siti affiliati: la scure di Google colpisce ancora

La risposta, purtroppo, non sorprende. Ancora una volta, a finire nel mirino sono stati i siti del settore YMYL (Your Money, Your Life) e quelli legati al mondo delle affiliazioni, con un impatto registrato rispettivamente sul 67% e sul 71% dei domini analizzati.

In pratica, se operi in settori come salute, finanza o vendi prodotti di altri, è molto probabile che tu abbia visto il tuo posizionamento messo in ginocchio da un giorno all’altro, proprio nel bel mezzo dello shopping natalizio.

Viene da chiedersi se la scelta di colpire settori così delicati, in un periodo commercialmente così importante, sia solo una coincidenza o una mossa calcolata.

E mentre Google sventola la bandiera del “contenuto di qualità”, cosa significa davvero questa volta?

Autenticità e competenza: la solita scusa o c’è di più?

La versione ufficiale parla di un’enfasi su “autenticità e competenza dei contenuti”.

Belle parole, non c’è che dire.

A differenza degli aggiornamenti precedenti del 2025, che si concentravano su segnali di “utilità” o sulla qualità dei link, ora il focus sembra essere sulla dimostrazione di una vera e propria padronanza dell’argomento.

Ma è difficile non pensare che dietro queste dichiarazioni di principio ci sia anche una strategia per rendere la vita sempre più difficile a chi fa business online, spingendo indirettamente verso le loro soluzioni a pagamento.

Soprattutto quando le stime per un’eventuale ripresa parlano di 6, a volte anche 12 mesi di lavoro per i settori più colpiti.

L’unica certezza è che il campo di battaglia è di nuovo cambiato.

E adattarsi non è più un’opzione, ma l’unica via per restare in piedi.

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

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