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Un incremento di utenti che spinge Google a competere con ChatGPT e Meta, ottimizzando i costi e puntando su sviluppatori e nuove partnership per dominare il mercato.
Google celebra i 750 milioni di utenti di Gemini, spinto da una massiccia integrazione nei suoi prodotti e da una drastica riduzione dei costi. Nonostante l'impressionante crescita, la corsa per superare ChatGPT di OpenAI è ancora aperta. La vera battaglia non si combatte solo sugli utenti, ma sulle API, gli sviluppatori e la costruzione di un ecosistema AI dominante.
La partita a scacchi con ChatGPT e Meta
Nonostante la crescita impressionante, Gemini si trova ancora a inseguire il suo principale rivale. ChatGPT, come descritto da TechCrunch, viaggia intorno agli 810 milioni di utenti attivi mensili, mantenendo un leggero vantaggio.
La vera forza di Google, però, potrebbe non essere nell’app dedicata, ma nella sua capacità di integrare Gemini ovunque. Se consideriamo la sua implementazione nella funzione AI Overviews della Ricerca Google, il bacino di utenza potenziale si allarga a circa 2 miliardi di utenti mensili.
Un numero enorme, certo, ma è corretto sommare chi usa attivamente un’app di chat AI con chi riceve passivamente un riassunto generato dall’intelligenza artificiale nei risultati di ricerca?
È una metrica che fa comodo a Google, ma che forse non rispecchia un’interazione profonda e voluta con lo strumento.
Nel frattempo, Meta AI resta più indietro, con quasi 500 milioni di utenti. La partita sembra quindi giocarsi principalmente tra Google e OpenAI, con il primo che cerca di recuperare terreno sfruttando la sua posizione dominante nella ricerca e nei sistemi operativi.
Google sta anche cercando di attaccare il mercato dal basso, introducendo Google AI Plus, un abbonamento più economico da 7,99 dollari al mese, pensato per chi non vuole o non può spendere i 20 dollari richiesti dalla concorrenza.
Una strategia aggressiva per accaparrarsi una fetta di pubblico più ampia.
Ma non si tratta solo di una guerra di numeri.
Google sta mettendo in campo una strategia ben precisa per allargare ancora di più la sua base di utenti, e non si limita solo alla tecnologia.
Espansione globale e l’arma segreta: gli sviluppatori
Per accelerare la sua corsa, Google ha stretto nuove partnership con giganti come Apple e Reliance Jio, un segnale chiaro della volontà di portare Gemini su quante più piattaforme e in quanti più mercati possibili, con un occhio di riguardo per l’India.
Tuttavia, il vero motore di crescita a lungo termine potrebbe essere un altro: gli sviluppatori.
A gennaio 2026, il volume totale delle API di Gemini ha raggiunto 85 miliardi di richieste, con un aumento del 142% rispetto a marzo 2025. Gli sviluppatori attivi sulle API sono diventati 2,4 milioni, più del doppio rispetto all’anno precedente.
Questi dati sono fondamentali, perché ci dicono che Gemini non è solo un giocattolo per curiosi, ma sta diventando una piattaforma su cui altre aziende costruiscono prodotti e servizi.
E questo, a sua volta, alimenta l’intero business di Alphabet, che per la prima volta ha superato i 400 miliardi di dollari di fatturato annuo, con Google Cloud che da solo ha registrato una crescita del 48% rispetto al 2024.
Insomma, la corsa all’IA non è solo una questione di chi ha il chatbot più intelligente, ma di chi riesce a costruire l’infrastruttura più solida e a convincere il mondo a costruirci sopra il proprio futuro.

L’imposizione capillare di Gemini rende la metrica degli utenti una statistica priva di significato. Non è una gara basata sul merito, ma sulla pervasività, dove la presunta competizione serve solo a rafforzare i soliti noti, lasciandoci con una mera illusione di scelta.
@Elena Bianchi La pervasività non è un vizio, è la leva. Google sta solo apparecchiando la tavola con la sua rete. La vera partita non è sugli utenti, ma sugli sviluppatori che pagheranno il conto.
La solita gara tra giganti. Google lo infila ovunque, ovvio che i numeri salgono. La vera domanda è un’altra: la gente lo usa perché è comodo o perché è davvero valido? Alla fine conta solo quello che arriva all’utente.